E per voi cosa sono i vini belli e i vini da ballo?

La seconda edizione di Solo Vino è stata ancora una volta, come nelle intenzioni degli organizzatori, una splendida festa che ha portato in mezzo ai bricchi di Santo Stefano Roero tante persone appassionate di vino, di musica e di vita in generale. Frequento per lavoro e per diletto tante manifestazioni enologiche ma la formula di associare alla giornata di degustazione una vera e propria festa è tra le più riuscite in assoluto.

Qui vorrei invece sottolineare, ancora una volta, il tema della festa di Solo Vino: vini belli e vini da ballo. Ho avuto il piacere di coordinare il piccolo convegno di apertura moderando gli interventi dei tre produttori invitati a parlare dal palco che erano Enrico Cauda dell’azienda Cascina Fornace, Vittore Alessandria dell’azienda di Verduno F.lli Alessandria, Cipriano Barsanti dell’azienda agricola Camigliano sulle colline lucchesi.

Ognuno di loro era stato chiamato a declinare la propria idea di bello e di ballo applicata all’enologia. Per Enrico vino bello è legato al tipo di viticoltura svolta. Non esiste un solo concetto di bellezza, data la variabilità temporale dei gusti, ma un tipo di lavoro agricolo che interpreta al meglio il luogo di origine. Il vino da ballo è invece legato alla leggerezza. Non è assolutamente una tendenza – secondo il vignaiolo roerino – ma un’esigenza sociale; se pensiamo al formato amichevole da litro del Viscà, nebbiolo succoso e piacevole, non può essere che così.

Vittore Alessandria ha invece amplificato il semplice concetto strutturale della definizione trovando ulteriori significati. Per lui il vino bello – il Barolo – non è l’icona replicabile annualmente che ha conquistato il mondo degli appassionati quanto piuttosto una viscerale storia generazionale che lo ha posto in continuità non priva di contrasti con le generazioni precedenti. Una serie di scontri quotidiani per affermare la propria personalità a fronte di idee radicate nelle mani che hanno vinificato prima di lui. In questo senso il vino bello per lui non deve essere raccontato come prestazione, piuttosto come frutto di relazioni con un contesto sociale di origine.

Anche il vino da ballo, nel suo caso il Pelaverga, non rappresenta soltanto la materia leggiadra e speziata ottenuta da questa tipologia, quanto uno splendido biglietto da visita per conoscere il suo luogo di elezione Verduno, paese idilliaco e particolare nell’ultimo lembo delle Langhe affacciato sul Tanaro. Un vino la cui essenza quotidiana riesce a comunicare e coinvolgere in modo diretto ­– pensiamo invece all’importanza e alla cerimoniosità di contrasto di un Barolo – verso la comprensione più intima di una comunità.

Cipriano Barsanti ha il carattere diretto e schietto tipico dei toscani. Per lui il concetto di vino da ballo coincide con l’elevazione dello spirito. Conseguenza fisica e un’alterazione dello stato d’animo alla base di ispirazioni artistiche e riti religiosi. Oggi purtroppo l’abuso di sostanze alcoliche ha confuso la positività dell’ebrezza, ha ribadito il viticoltore lucchese, che necessita sempre di più di essere accompagnata dalla cultura del bere per essere comunicata in chiave consapevole e forse positiva. Il vino bello, secondo la sua visione, assume tratti panteistici.

Molto evocativo il ricordo del padre che cominciò a produrre vino in una piccola area della media valle del Serchio dove le tracce della viticoltura erano i segni di un’ostinata resistenza contadina alla distruzione paesaggistica di quei luoghi. Una tradizione di vino non certo basata sull’esattezza enologica quanto piuttosto sulla passione gastronomica ma capace di diffondere nella quotidianità dell’adolescenza di Cipriano la luce della passione, illuminando il futuro percorso professionale. Il vino bello per Cipriano è quindi qualsiasi vino capace di raccontare storie di questo genere; radicate nelle pieghe delle più piccole comunità agricole italiane e svelanti un universo che ha i sapori sinceri di un vino contadino.

A questo punto siamo curiosi: quali sono i vostri vini belli e quali i vini da ballo?