Dove invecchiano i vini italiani?

bancaLa custodia è una delle manifestazioni d’amore più comuni nella relazione con il vino. Riempiamo le nostre cantine con bottiglie di varie dimensioni e annate, pregustando, nel momento stesso in cui abbassiamo l’interruttore della stanza, il giusto istante della fatidica apertura.

Il mutamento è connaturato al vino e ne rappresenta sia il fascino unico sia la prova della vitalità della materia trattata. L’espressione gusto-olfattiva della gioventù ha connotati ben diversi dopo una lenta maturazione in bottiglia. È bello cogliere differenze e apprezzarle in un gioco con la propria memoria e il ricordo del tempo passato.

Eppure non sono tutte rose e fiori. Sovente la fragranza che ci ha fatto innamorare si trasforma in una sorta di stanchezza espressiva non rinnovando l’incanto. È una delusione che capita a chi ha incontrato il vino in cronologie differenti e ne conosce i dettagli.

Io conservo i vini in una cantina soggetta a sbalzo termico con temperature estive mai  sopra i 18 gradi; credo che l’umidità sia insufficiente. Negli ultimi due mesi ho stappato molte bottiglie di annate risalente a dieci-quindici-venti anni fa. Maggiori le delusioni che i motivi di gioia. Le delusioni riguardano le annate  2009, 2007, 2006 e 2004 soprattutto per i rossi di grande struttura di partenza, come Brunello di Montalcino e Barolo.Le stesse bottiglie aperte qualche anno prima erano molto più gradevoli e questo è il motivo della loro presenza nei mie scaffali. Annate invece come 1999, 1998 e 1996 mi hanno riservato buone sorprese. Si potrebbe pensare che anche la stessa materia originaria  sia cambiata scaturendo da un clima sempre più caldo, ma questo è un argomento che meriterebbe un altro post. In definitiva, la mia cantina è un disastro e dovrò cercare al più presto un altro luogo di conservazione, magari affittandolo.

Lo stoccaggio delle bottiglie dovrebbe essere materia tanto importante quanto la degustazione. Troppo spesso dimentichiamo che il vino ha un’esistenza via via più delicata con il passare degli anni. Trovargli il giusto luogo è un dovere di ogni appassionato. In caso contrario, meglio bere.

 

 

Foto di copertina: Lido Vannucchi, Cantina di Gravner

Foto articolo: Banca del Vino, Pollenzo

 

 

 

  • Gianluca Morino

    Ottimo post bravi! Bisognerebbe aggiungere che, il 95% del vino viene consumato entro i 2 anni dalla messa in commercio. Comunque 2 anni bastano già per rovinare un vino.