Domanda del giorno: quale è il vino migliore per la pizza? 5 abbinamenti irrinunciabili!

La pizza è uno dei made in Italy che hanno maggior riscontro all’estero. Quel disco di pasta bellissimo a vedersi sa mettere tutti d’accordo e andare incontro anche ai gusti più difficili.

PIZZA MARGHERITALa pizza prende forma circa trecento anni fa nei vicoli di Napoli per risolvere la fame di una città molto popolata, una delle capitali d’Europa più importanti a quei tempi. Infatti la pizza nasce povera: poca acqua e farina per la pasta poi condita con sugna e pepe in quanto a quei tempi non era ancora arrivato il pomodoro dall’America e non si conosceva la mozzarella.

Non c’è persona che non mangi la pizza almeno una volta alla settimana perché è buonissima, rappresenta da sola un pasto completo ed a buon prezzo e poi perché sembra che andare in pizzeria metta di buon umore. Ci si interroga sempre più su quale vino abbinare alle sue numerose varianti, per non perdere mai l’occasione di poter accompagnare i momenti conviviali, o comunque legati al cibo, con un buon bicchiere.

Volendo seguire la via della tradizione e dell’identità territoriale, a Napoli nelle pizzerie si è sempre bevuto il Gragnano, vino pensato e fatto per il popolo, proprio come la pizza. Arrivava in città dalle colline della bellissima penisola sorrentina, in piccole botti e grandi quantità poco dopo la vendemmia, quindi era ancora in fermentazione e manteneva il suo profumo giovane, vinoso e una leggera effervescenza che lo rende particolarmente piacevole. Il Gragnano Ottouve di Grotta del Sole è l’etichetta giusta per la classica pizza Margherita, con pomodoro San Marzano e fior di latte, che ripropone i vitigni tipici della costa sorrentina in questo rosso vivace, sottile e profumato. Tra le uve prevalgono piedirosso e aglianico, ma troviamo anche suppezza, suppegna, castagnara, sciascinoso, sauca e san vincenzo.

Fiutato il grande business della pizza, molte aziende di spumanti, sia prodotti con Metodo Classico che Martinotti, hanno cavalcato quest’onda fortunata. Ben vengano le novità e in questo caso le bollicine italiane più conosciute al mondo – il Prosecco – possono accompagnare un cult della cucina italiana. BiancaVigna è una delle aziende specializzate nella produzione di Conegliano Valdobbiadene Docg Extra Dry si fa certamente notare per la qualità e la piacevolezza del sorso. Sulla margherita può rendere speciale la serata in pizzeria e, riducendo l’assaggio, le due cose insieme possono condurre un aperitivo insolito e di grande effetto.

PIZZA MARINARALa pizza marinara nasce vegana in tempi non sospetti e senza volerlo. Rappresenta la prova del nove per un pizzaiolo in quanto gli elementi che la compongono sono pochissimi e molto semplici, quindi la riuscita punta molto sull’abilità e l’esperienza. Solo pomodoro, aglio e un po’ di origano, è quindi anche molto leggera. Ritorniamo in Campania con questo classico intramontabile: Lacryma Christi del Vesuvio – Villa Dora, dove è il piedirosso a dire la sua, finalmente valorizzato da chi sa fare il vino con competenza ed ha quindi contribuito ad affermarne il valore nel bicchiere.

PIZZA SALSICCE E FRIARIELLIUn’altra pizza classica – anche se più recente, e richiestissima – è quella con salsicce e friarielli, i broccoli napoletani dal gusto impareggiabile. È più invernale nel gusto e negli ingredienti, ma talmente ricercata che si cerca di proporla tutto l’anno. In questo caso ci vuole proprio un vino rosso ed il Chianti Classico di Badia a Coltibuono sposta l’asse su un altro grande territorio del vino italiano. È sottile nel corpo, indimenticabile in ogni sua espressione, ha il peso della storia che la leggerezza e la vivacità della pizza napoletana sapranno sostenere e valorizzare.

PIZZA FRITTA (2)Pizza fritta ripiena di ricotta e cicoli, l’espressione più golosa. Celebrata e fissata nella memoria del grande pubblico dalla scena del film L’Oro di Napoli dove la bellissima Sofia Loren mostra come le donne friggevano e vendevano questa pizza sotto i portoni dei palazzi ai passanti. Uno street food antico e tutt’oggi di grande successo: mangi oggi e paghi tra otto giorni – era questo lo slogan che qualcuno ancora utilizza. E con questa torniamo alle bollicine – ideali con la frittura, magari in versione Rosé – con il Bardolino Chiaretto Spumante di Villabella, che viene dal lago di Garda, territorio storicamente dedicato alla produzione dei rosati in continua crescita ed evoluzione.

PIZZA SCAROLEChiudiamo con la pizza vegetariana, anche questa nata non con questo intento ma per esaltare una verdura napoletana molto amata sul territorio: la scarola riccia. Pizza con scarola, olive nere, capperi e fior di latte: una goduria. Questa leccornia vuole il vino bianco e in questo caso è facile pescare in uno dei territori italiani più vocati per questa categoria: Verdicchio di Matelica di Collestefano. Sicuramente una delle migliori espressioni di verdicchio, dove la grande piacevolezza del vino vive in piena armonia con l’attenzione maniacale nell’impiego di una agricoltura rispettosa dell’ambiente.