Difesa e attacco: la Riserva 2014 e l’annata 2015 per il Chianti Classico

A parte la volgare ignoranza musicale del pubblico presente al DJ set del lunedì sera alla Stazione Leopolda, la Collection del Chianti Classico ha riservato la consueta avvincente parata di vini interessanti con i riflettori puntati in particolar modo sull’annata 2015 e la Riserva 2014.

Le impressioni ricevute e le riflessioni scaturite dopo la fitta, fittissima, sessione di assaggi sono assolutamente da prendere con le pinze. Il sangiovese vive la sua giovinezza su un’altalena di espressività poco confortante per chi cerca rassicuranti sentenze sulla vendemmia.

La mole degli assaggi e le tante chiacchere con colleghi e produttori suggeriscono comunque un tentativo di riassunto. A me è venuto in mente, per esempio, un originalissimo paragone calcistico credo mai usato nella comunicazione enogastronomica.

La difficile annata 2014 è stata arginata molto bene dai produttori. Le versioni Riserva assaggiate hanno evidenziato, a fronte di una complessità limitata, una sorprendente armonia non celando, si badi bene, il carattere rigido della vendemmia. Un’ottima fase difensiva dunque.

Discorso diverso per l’annata 2015. La successione delle batterie ha evidenziato la golosità della vendemmia. Succosità, giusta concentrazione e volume sono le direttrici percorse dai vini che ci sono piaciuti di più. E se il calore dell’andamento climatico suggeriva tali caratteri, nei migliori campioni abbiamo rilevato la sorpresa di un dettaglio aromatico coinvolgente.

In molti casi è stato un delitto sputare il vino. Vendemmia di fase offensiva e fantasia.

 

Un’ultima nota sul catering. Ottime le frittelle di riso lanciate verso il Dj in occasione della suddetta sessione musicale della sera.

Io, Jonnie Gebser, Stefano Ferrari e Fausto Ferroni, poco inclini alle lenzuolate di resoconti di degustazioni, abbiamo selezionato 6 vini molto espressivi in questa fase. Tre Riserva 2014 e tre Classico 2015. Vi è da dire ancora che alcune Riserva 2013 erano splendide.

 

RISERVA 2014

Le Miccine – Gaiole in Chianti

Dritto, essenziale, di carattere roccioso, incentrato su un’ossuta matrice acido-tannica rivestita da una sottile materia fruttata di timbro aggrumato con venature minerali.

Poggerino, Bugialla – Radda in Chianti

Di carattere più scuro, con bell’intreccio tra note terrose, balsamiche e fruttate. Solido ma agile, austero al punto giusto.

Monteraponi, Il Campitello – Radda in Chianti

Gracile ma intenso e infiltrante: partenza piuttosto minimalista giocata sulle note di frutta rossa fresca e acida per poi dispiegarsi a centro bocca in un raffinato ventaglio di sfumature aromatiche. Solita vena salata a sorreggere e allungare il sorso.

 

CHIANTI CLASSICO 2015

Montesecondo – San Casciano Val di Pesa

Purezza espressiva e dettagli aromatici. Quello che colpisce è la sensazione finale legata al succo sapido che regala aromi di estrema piacevolezza.

Cigliano – San Casciano Val di Pesa

Ricorda l’impressionate versione 2009. Ha purezza espressiva incredibile, con un incedere semplice che rivela a ogni passo sapore, succo e pulizia.

Isole e Olena – Barberino Val d’Elsa

Complesso e ricco di struttura. Ha progressione notevole, con un corpo che rivela la sicura potenzialità evolutiva.

 

 

 

  • Ottimo riassunto. Grazie e… viva la la musica cubana!

  • gp

    Per quanto riguarda due dei tre 2015, evidentemente avete un particolare feeling con la zona a nord di San Casciano, estremità nord-ovest della denominazione Chianti Classico, in pratica una enclave della denominazìone Chianti – sottozona Colli Fiorentini che la circonda su tre lati.
    Vini probabilmente pronti prima e più facili da bere dei Chianti Classico che provengono dal cuore della zona classica (Castellina, Radda e Gaiole) e dalle sue immediate propaggini (tra cui le frazioni Panzano e Lamole del comune di Greve). Il che corrisponde al vostro criterio di selezione (“vini molto espressivi in questa fase”), ma mostra anche il limite dei giudizi che privilegiano il fattore “bevibilità immediata”.

    • Niccolò M

      Caro GP, se una commissione nel 1932 ha ritenuto di includere nei confini del Chianti Classico anche una porzione importante del Comune di San Casciano avrà avuto le sue buone ragioni…..
      La inviterei a venire a conoscere meglio questa parte di Chainti Classico a lungo snobbata ma che, grazie allo sforzo di noi produttori e complice anche il cambio climatico, ritengo stia dando risultati molto interessanti negli ultimi anni

      Niccolò

      • gp

        Beh, francamente “anni ’30” e “classico” nella stessa frase si contraddicono non poco…
        Tanto per dire, per quello che si legge, la matrice geologica della vostra zona è diversa da quella prevalente nella denominazione. Questo non significa che non ne possano derivare buoni e anche ottimi vini: solo in qualche misura diversi da quelli delle zone più storiche che ho citato. Magari anche più espressivi da giovani in certe annate, come sembra essere stato il caso per la 2015 secondo gli assaggiatori di Slowine alla Chianti Classico Collection.