Conoscere la geografia del vino è importante, e invece in giro c’è tanta ignoranza…

cannonauQualche giorno fa un amico e collaboratore di Slow Wine mi ha inviato questa foto (vedi qui a lato), senza aggiungere nessun commento, tanto era evidente l’ironia o la bestialità che veniva immortalata.

Ma come si fa? Come si fa, mi chiedo, ad associare al nome di un vino della Sardegna l’immagine della Sicilia? Vabbè che – come mi ha fatto notare qualcuno – il marchio commerciale è “Terre dell’Isola”, e quindi ci possono stare entrambe, ma come ha fatto lo studio grafico che ha progettato questa etichetta a fare un errore così macroscopico (anche mia figlia di nove anni si è accorta dello scambio di isole…). Confondere Pianosa con Giannutri poteva essere un errore veniale, ma la Sicilia con la Sardegna è una cosa bestiale.

La facile ilarità che questa immagine può suscitare nasconde però un problema profondo: l’ignoranza della geografia non è un problema che “si risolve” non appena esci dalle scuole e dall’incubo delle interrogazioni, ma è una mancanza importante che si ripercuote senza dubbio nella vita di tutti i giorni ma che in particolare è una zavorra pesante per chi vuole occuparsi di vino.

Come abbiamo scritto tante volte – leggi se vuoi, cliccando qui, un post di qualche anno fa di Fabio Pracchia, su “Storia, Geografia e vino” – conoscere la geografia è essenziale e fondamentale per capirne di più di vino, per conoscere bene questo liquido che siamo capaci di vivisezionare in decine di (inutili) riconoscimenti olfattivi ma che spesso non sappiamo contestualizzare geograficamente; tranne poi parlare continuamente di territorio e di terroir…

Da questa cosa non ci si può esimere, è incontestabile.

Sempre Fabio Pracchia – in un altro post “illuminato” di tre anni fa, che puoi leggere cliccando qui – ha scritto una cosa fondamentale da questo punto di vista: “..… geografia, agricoltura e scrittura sono materie la cui padronanza è da affinare alla perfezione e strenuamente se si vuole discutere di vino ….. migliorare le proprie capacità di degustazione è conseguente a una maggiore conoscenza dei luoghi dove il vino si è generato ….. impossibile estrapolare l’arte e la bellezza di produrre vino dal contesto geografico e sociale dove esso è nato”. Non penso ci sia altro da aggiungere.

Resta il sorriso per un errore “di etichetta” così pacchiano, e un dubbio sottile ma pungente: ma che l’abbiano fatto apposta, per far parlare il mondo di un vino che probabilmente è di qualità mediocre?

 

 

 

 

  • wario

    …oppure il problema sta nel produttore che risparmia sulle grafiche dell’etichetta…