Confessioni di una vignaiola stressata: ecco com’è la mia giornata tipo!

Sono cresciuta cittadina con l’immagine leopardiana della contadinella  che scende la collina con la sua cesta di tesori e il sole in fronte. Probabilmente cantava anche. Quindi non mi  stupisce  che chi vive in città,  ti venga a dire: «Beata te! Invidio la vita che fai in campagna…. senza traffico…. senza smog… nella natura…. le piante, gli animali…..Chiosa finale:  se potessi io mi trasferirei domani, ma purtroppo non posso!»

Invece, anche il contadino si stressa, soprattutto quando, come in questa estate 2017, le piante faticano ad arrivare al tramonto!!

Secondo il comune sentire, il contadino si adatta per necessità ad affrontare l’imprevedibilità degli eventi naturali,  con la mente libera da traffico e smog vive la giornata serenamente….queste son panzane,  il nostro quotidiano abbonda di emergenze, e le emergenze stressano.

Ecco a voi la mia giornata tipo e credo di essere in ottima e numerosa compagnia di molti amici viticoltori che in questi giorni soffrono per lo meno quanto me!!!

Ore 5,00  26 °C : sveglia. Caffè per rinfrancarsi con occhiatina alle previsioni del tempo e prima delusione, lo sapevo che non ci dovevo guardare, bollino rosso a diritto e nessuna perturbazione all’orizzonte.

Ore 5,30 giro nell’orto, vediamo se il tasso è passato anche stanotte, quanti meloni e zucche si è pappato, e speriamo che le galline ci siano tutte, che le volpi oltre che assetate sono affamate e birbe.

Ore 6, si va in vigna, più per abitudine che per necessità di diradare; però forse, mi domando, questo anno, con questo caldo, è meglio stare fermi con le forbici, e insieme ai dubbi, il pessimismo si fa strada.

Ore 8,30,  28 °C , doccia, vestiti decenti e si caricano le casse in macchina per  giro di consegne a Firenze.
Ore 10,00   33 °C. Entro nell’enoteca, l’aria condizionata mi colpisce il collo sudato mentre scarico i cartoni. Vibra nell’aria: Beata te! che stai in campagna…!!  E Ricomincia la tiritera. E io penso, beato te che te ne stai al fresco a vendere il mio vino, l’aria condizionata tiene a bada pensieri negativi.

Si rientra alla base, ore 14,00 e  40 °C, mi accascio sul divano, troppo caldo anche per dormire. A quest’ora si può solo lavorare al computer, mail, contabilità, registri, non si finisce mai.

ore 18,30 saranno ancora almeno 38 gradi…devo farcela  A quest’ora in vigna sei avvolto da una calura tridimensionale, la luce è abbacinante, la vigna soffre e resiste, forse meglio del viticoltore. È l’ora del  giro dei recinti che i cari ungulati (loro si che sono sempre sereni con della buona uva biologica!) spesso sfondano nella notte;  al cinghiale maledetto l’uva piace, e passa di grappolo in grappolo a sgrufolare  un anno di lavoro.

E se sbuffi guardando il cielo ti accorgi che è terso, non una nuvola; passa in un lampo la visione apocalittica di una grandinata, aiuto! non ci pensiamo va

ore 22 crollo dal sonno, vado a letto, temperatura percepita 2000 gradi, per ora non si dorme, così posso coccolare la mia negatività che è direttamente proporzionale al caldo….e come faremo, e cosa vendemmieremo, e quanti gradi sarà il vino, e come fermenterà……

Si  io sono fortunata,  vivo in un posto bellissimo, e faccio un lavoro  appassionante e gratificante,  posso mangiare, tasso permettendo, dei pomodori che sono la fine del mondo, ma per favore smettetela di dirmi “Beata te che stai in campagna”!