Con l’arrivo del Prosecco Rosé raddoppierà il progetto “Proseccodotto dell’Adriatico”

Quattro anni fa annunciammo – i primi e gli unici in Italia a farlo – la nascita del progetto “Proseccodotto dell’Adriatico” (leggi qui il post originario) e un anno dopo, nel luglio del 2015, ritornammo in argomento facendo il punto della situazione sul progetto, anticipando anche alcune modifiche migliorative che nel frattempo erano state messe in essere (clicca qui per leggere il secondo post).

Ora, alla luce del recente annuncio da parte del presidente del Consorzio di Tutela del prosecco Doc che vorrebbe istituire la tipologia Prosecco Rosé – sul quale abbiamo discusso a lungo su questo sito, con abbondanza di argomenti: puoi leggere il primo post di Michele A. Fino cliccando qui, il secondo (con la netta opposizione dei vignaioli della Marca trevigiana) cliccando invece qui – si sta valutando la possibilità di adeguare le strutture del Proseccodotto dell’Adriatico a questa nuova eventualità.

La Bubbles Underwater – la ditta norvegese vincitrice dell’appalto iniziale – ha già fatto sapere che vorrebbe raddoppiare la rete di condotte già posate sul fondo dell’Adriatico, impiantando una seconda pipe line interamente dedicata al Prosecco Rosé. Ma il progetto sembra effettivamente molto costoso e ricco di incognite.

Molto più credibile e attuabile la proposta avanzata invece da una società di tecnici e professionisti con salde basi in Veneto, la NSBVS s.r.l. – acronimo di No Stemo a Butar Via Schei, vedi www.nostemoabutarviaschei.it– che propone invece una soluzione fortemente efficace e decisamente meno costosa del progetto della Bubbles.

In sostanza si tratterebbe di mantenere inalterata la rete principale di condutture marine e di installare nelle Piattaforme di Gassificazione un apposito miscelatore che unisca una giusta quantità di vino rosso al Prosecco per renderlo del colore rosé desiderato. A questo punto si tratterebbe solo di montare una seconda linea di condutture leggere per far arrivare entrambi i prodotti fino sulla costa: da qui in poi sarà compito di ogni singolo stabilimento balneare provvedere all’allacciamento e all’attivazione delle piccole condutture refrigerate che porteranno, in corrispondenza dei supporti degli ombrelloni, a due semplice spine (tipo quelle della birra) dalle quali i clienti di ogni stabilimento balneare potranno spillare da una parte il Prosecco e dall’altra il Prosecco Rosé.

Per rendere il progetto ancora più attrattivo per la clientela, che sappiamo essere sempre più esigente e desiderosa di novità, e per onorare le giuste esigenze di valorizzazione e rispetto del territorio, è previsto di dotare ogni Piattaforma di Gassificazione di un vino rosso prodotto nelle zone di terraferma prospicenti agli impianti, in modo da dare il giusto risalto e visibilità a tutte le varietà autoctone delle regioni adriatiche. Si potrà così unire al Prosecco – per farlo diventare Rosé – del sangiovese nella riviera romagnola, lacrima e montepulciano sul litorale marchigiano, ancora montepulciano su quello abruzzese, tintilia nella piccola frazione di spiagge del Molise per poi esagerare in Puglia con ben tre proposte: uva di Troia, negroamaro e primitivo.

Non nascondiamo la nostra soddisfazione per questa importante innovazione – che potrebbe essere già attiva nella prossima e oramai vicina estate – e confidiamo che venga sostenuto lo sforzo della NSBVS s.r.l. per colmare l’enorme sete di Prosecco Rosé che colpirà nei prossimi mesi i villeggianti di tutte le riviere dell’Adriatico.