Collio-Brda e Carso-Kras: perché non farle diventare le prime due Doc transnazionali d’Europa?

Un recente viaggetto in Slovenia mi ha rinfrescato la memoria su tre cose che conoscevo già bene:

paesaggio2_6aprova1 – la Brda slovena, ovvero la porzione di Collio che sta oltreconfine, che viene detto anche Collio sloveno per differenziarlo dal Collio goriziano, è paesaggisticamente bellissima;

2 – il territorio della Brda è più esteso di quello del Collio italiano, e sono tante le buone cantine vinicole che operano oltre l’(ex) confine, alcune molto conosciute altre che meritano sicuramente di essere scoperte;

3 – non ci sono differenze geologiche/paesaggistiche/viticole tra Brda e Collio; e questo è apparso evidente non solo a me, che conosco bene queste zone, ma anche a chi era con me e visitava queste terre per la prima volta. Semmai si può azzardare che nella Brda c’è qualche capannone in meno e qualche “angolo selvaggio” in più…

(4, ma conta poco ai fini di quello che voglio dire, Ljubljana è una città bellissima).

Ho sempre considerato Collio e Brda come un’unica zona vitivinicola, aldilà dei (vecchi) confini politici che separano le due entità territoriali; e la penso allo stesso modo anche per il Carso e per il Kras, la parte slovena del Carso triestino, dove forse la continuità territoriale è ancora più marcata. Insomma dal mio punto di vista Collio-Brda e Carso-Kras sono due denominazioni vinicole unite per condivisione piena di vitigni coltivati, caratteristiche dei terreni e cultura vitivinicola.

IMG_2788Mentre ero da quelle parti veniva sollevata la “questione Terrano”, ovvero il fatto che la Slovenia, avendo registrato in sede comunitaria il termine territoriale Teran, potrebbe negare ai vignaioli del Carso di utilizzare questo nome per definire il loro vino rosso prodotto con le uve di questa varietà. C’è stato un incontro al vertice (ministri, viceministri, assessori…) e sembra che si sia trovato un accordo tra Friuli e Slovenia per la condivisione del nome e della denominazione Carso; e questa mi sembra una cosa buona.

Ma questo accordo ha sollevato una serie di rimostranze politiche in Friuli, perché potrebbe aprire la strada a un conseguente e possibile accordo su Collio-Brda. Non voglio entrare nel merito di queste beghe di rappresentanza politica (se volete saperne di più andate a leggere qui e anche qui); mi sembra solo che si stia perdendo una buona occasione per parlare fattivamente, e non per pura speculazione, della possibile creazione di quelle che potrebbero diventare le prime due Doc transnazionali europee, Collio-Brda e Carso-Kras.

Noi siamo convinti che sia questa la naturale conclusione di una divisione artificiosa, concepita più di 70 anni fa al termine di un conflitto mondiale, che non solo è oramai inadeguata dal punto di vista storico-politico ma è soprattutto fuori da ogni logica enografica e vitivinicola condivisibile. Forse in passato c’erano un po’ troppe differenze amministrative/burocratiche/fiscali tra i due territori, ma da qualche anno queste non esistono più: quindi i tempi sono giusti, i frutti sono al perfetto stato di maturazione, pronti per essere colti.

Peccato che “la Politica” faccia fatica a capire tutto questo, ma si sa (purtroppo) che questa non è una novità; noi comunque faremo la nostra parte…