A che punto è la storia del vignaiolo sotto accusa per la distruzione dei rovi al Giglio? La questione è nazionale e non personale…

A che punto è la storia di Francesco Carfagna, vignaiolo che rischia 11 giorni di carcere e una multa di 8.000 euro per aver tagliato dei rovi all’isola del Giglio (ne avevamo scritto qui)? Finalmente si stanno muovendo alcune cose, tra l’altro con un’interessante interrogazione parlamentare che pubblichiamo di seguito. Ma quello che è importante è che il caso da personale si sta trasformando in nazionale, perché non è solo la vicenda di Carfagna che è interessante, quanto piuttosto il fattore culturale collegato alla coltivazione della vigna in territori tutelati e fragili come quelli dell’Arcipelago Toscano e di tanti altri ancora nel nostro paese.

Di seguito pubblichiamo anche due parole scritte di Francesco che ci sono giunte oggi in redazione.

 

Due parole difficili da dire a Voi qui tutti insieme e che comunque mi provo a esprimere… Lontanissimo e di nessun interesse il caso personale.

È il caso generale che preme invece assai e che, come così chiaramente recita l’art.7 della legge 238/2016, riguarda tutto il territorio nazionale.

A proposito di questo, giusto o sbagliato, mi sento qui di inserire quello che ho scritto non più tardi di stamattina al mio amico Marc del Lussemburgo che ragionava con me di questa vicenda….

Grazie Marc delle tue sincere parole che mi rincuorano.

Questo che mi dici oggi è proprio esattamente quello che spero possa diventare legge: la eccezione culturale.

E cioè che, proprio come dici tu, eccezione culturale, – sotto alcune condizioni, sia possibile restituire all’agricoltura i terrazzamenti agricoli storici, togliendoli all’abbandono, (che da che mondo è mondo è una vulnerabilità ed un rischio, e non un valore da preservare), e ricostituire piano piano un patrimonio di grande valore, oltre che paesaggistico, specialmente di valore sociale, come occasione di lavoro e di vita, per contrastare lo spopolamento, e come opportunità di occupazione e di un futuro realisticamente considerabile (anche se non facile) per i giovani che vorranno dedicarvisi….

In particolare a Lei Signor Ministro Martina, se potrà leggere questa mia, La prego di dedicare una parte della Sua cortese attenzione alla situazione di questi territori, sparsi in tutta Italia, che anche se sono stati i primi ad essere abbandonati, costituiscono a mio avviso invece la potenzialità più interessante per un futuro buono – restituzione alla vita – sia  dei luoghi che delle persone.

 

Grazie.

 

 

 

Ringrazio ancora tutti della pazienza e chiedo scusa per il fastidio che possa averVi arrecato

Con cuore sincero tutti Vi saluto

e mi firmo

Francesco Romano Carfagna

ALTURA Vigneto Isola del Giglio

 

 

 

ATTO CAMERA INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/17341

Dati di presentazione dell’atto

Legislatura: 17

Seduta di annuncio: 835 del 17/07/2017

Firmatari

 

Primo firmatario: BERGAMINI DEBORAH

Gruppo: FORZA ITALIA – IL POPOLO DELLA LIBERTA’ – BERLUSCONI PRESIDENTE

Data firma: 17/07/2017

 

 

 

Destinatari

Ministero destinatario:

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI

MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI delegato in data 17/07/2017

 

Stato iter:

IN CORSO

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-17341

 

presentato da BERGAMINI Deborah

Lunedì 17 luglio 2017, seduta n. 835

 

BERGAMINI. — Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare . — Per sapere – premesso che:

secondo quanto riportato da recenti fonti giornalistiche, Francesco Carfagna, un vignaiolo apprezzato e stimato per i suoi vini « Slow», proprietario di Altura, un’azienda agricola sull’isola del Giglio, in Toscana, sarebbe stato punito per aver ripulito dagli sterpi un terreno di circa 100 metri quadrati di sua proprietà, con una pena pari a undici giorni di carcere e otto mila euro di multa;

lo stesso imprenditore agricolo, in una lettera, racconta l’assurda vicenda di cui si è reso protagonista specificando, innanzitutto, che egli opera in «paesaggi agricoli eccezionali, praticamente sempre terrazzati, difficili e situati spesso in località marginali e di straordinaria bellezza, non meccanizzabili e non fagocitabili dalle multinazionali del cibo globalizzato, degli OGM e dell’agroindustria sono considerati ovunque di altissimo valore e importanza, non solo ambientale, ma anche economica e sociale». Terreni di questo tipo sono tutelati dalle normative nazionali e locali allo scopo di stimolare il recupero dei paesaggi agricoli eccezionali, ma, al contempo, sono sottoposti a tutele maggiori rispetto agli altri che, a volte, ne ostacolano il recupero;

Francesco Carfagna prosegue specificando che quello che avrebbe posto in essere non è altro che un’attività di pulizia dai rovi e dagli arbusti senza, tuttavia, chiedere l’autorizzazione, aggiungendo che probabilmente la pena è eccessivamente punitiva, in quanto si sarebbe verificata una chiara sproporzione nell’equiparare «il taglio della frasca a una lottizzazione abusiva a scopo edilizio»;

la legge 12 dicembre 2016, n. 238, recante la disciplina della coltivazione della vite e della produzione e del commercio del vino, all’articolo 7, comma 1, tutela i cosiddetti vitigni eroici o storici. Secondo quanto testualmente stabilito, infatti, «Lo Stato promuove interventi di ripristino, recupero, manutenzione e salvaguardia dei vigneti delle aree soggette a rischio di dissesto idrogeologico o aventi particolare pregio paesaggistico, storico e ambientale, di seguito denominati “vigneti eroici o storici”». Sotto tale aspetto, dunque, non si comprende bene come chi agisca per tutelare i vitigni possa essere soggetto a pene tanto severe, equiparando addirittura le attività agricole ad abusi edilizi;

l’imprenditore Carfagna, infine, tiene a specificare che non vuole contributi, ovvero finanziamenti pubblici, ma chiede solamente di poter continuare a fare ciò che ha sempre fatto, senza timore di denunce e condanne, auspicando, in particolare, che per i territori agricoli eccezionali possano essere previste norme specifiche, anche in deroga rispetto a quelle per i luoghi ordinari, che possano contemplare autorizzazioni speciali o assegnazioni privilegiate per coloro i quali vogliano recuperare le terrazze con la ripulitura e ripiantare la vigna nei territori viticoli eccezionali, fatta salva la «doverosa e giustissima vigilanza» –:

di quali elementi disponga il Governo in merito alla vicenda esposta in premessa e quali chiarimenti intenda fornire al riguardo;

se abbia intenzione di adottare, per quanto di competenza, le necessarie iniziative, anche di carattere normativo, affinché si proceda ad una salvaguardia concreta dell’attività di recupero dei territori agricoli eccezionali, rimodulando il sistema sanzionatorio che, in caso contrario, finirebbe, di fatto, non solo per continuare ad apparire sproporzionato rispetto all’entità del fatto commesso ma, soprattutto, rischierebbe seriamente di disincentivare operazioni di recupero, ripristino e manutenzione di territori che rappresentano un patrimonio di alto valore paesaggistico, storico ed ambientale per il Paese. (4-17341)

  • Chian Chien

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