CentoCene per Slow Wine – Imola

Il menù della serata è stato giustamente improntato alla stagionalità, muovendosi tra il bosco, l‘orto e il cortile, come vuole la più schietta tradizione dell’entroterra della Romagna ai confini con l’Emilia, reinterpretata con una mano aggraziata dalla squadra di cucina del “Vicolo Nuovo”.

 

L’entrata è stata affidata al profumatissimo Soufflè di zucca con funghi porcini, un riuscitissimo mix di intensità aromatica e avvolgenza quasi cremosa nei sapori cui la Vitovska 2009 di Edi Kante (Vino Slow) ha contrapposto un profilo olfattivo gentile che nulla ha tolto alla fragranza dei porcini, ma che in bocca ha saputo proporre sapidità e lunghezza, in giusto equilibrio alla struttura del piatto.

 

Davvero interessantissimo il Doppio raviolo con Squacquerone di Romagna Dop e faraona su vellutata di Parmigiano di Vacca Bianca Modenese (Presidio Slow Food), un vero inno alla cucina regionale ove i due formaggi – Parmigiano per l’Emilia e Squacquerone per la Romagna – hanno incontrato una leggera sfoglia all’uovo e la delicata aromaticità della faraona. Un piatto articolato e per certi versi quasi sfidante (basti pensare alla contrapposizione tra la vena acidula dello squacquerone e la imperiosa ricchezza del parmigiano) cui è stato abbinato con successo un rosso non molto noto ai commensali quale il Bardolino 2011 di Le Fraghe (Vino Quotidiano), giocato sulla immediatezza e piacevolezza di beva, rivelandosi un vero e proprio “vino gastronomico”.

 

Un secondo piatto di originale personalità si è rivelata l’Anitra novella arrostita con succo di arancia e la confettura di peperoni fatta in casa:il gusto deciso del volatile ha incontrato il più consueto aroma dell’arancia e l’incisiva nota del peperone, sia pure addolcita nella versione confetturata. I convitati hanno potuto confrontare due vini del tutto diversi e quindi capaci di alterne quanto suggestive sensazioni di abbinamento: il Montepulciano d’Abruzzo 2007 di Praesidium (Vino Slow) è stato giudicato come vino di impatto più voluminoso e forse più vigoroso nel contrasto del sapore schietto dell’anatra in quanto tale, mentre Il Barolo 2007 di Borgogno & Figli (Grande Vino) si è invece proposto più austero e tale è rimasto anche nel tempo; la sua capacità di porgere una progressiva finezza ha riscosso più consenso presso coloro che hanno valorizzato l’accostamento delle carni con l’arancia e la confettura di peperone.
Tutti hanno comunque concordato sulla giovinezza e quindi sulla promettente longevità di entrambe le bottiglie.

 

Gran finale con l’irresistibile golosità della Sfogliatina calda di mele e crema, un dessert così classico da risultare, nella versione del “Vicolo Nuovo”, quasi affettuoso e rassicurante, in grado di mettere d’accordo tutti; e se l’associazione “mela-Trentino” non lascia dubbi, nessuna incertezza ha lasciato neppure l’abbinamento con il Vino Santo Trentino 2001 di Francesco Poli (Vino Slow), una chicca “dolce non dolce” (Veronelli docet) che, senza svolgere un effetto caricaturale nei confronti del dessert, ha mostrato alla distanza un profilo aromatico profondo e complesso, aperto a coda di pavone in mille sottili sfumature.

 

La serata, già riuscitissima, è stata vivacizzata dal consueto “gioco del vino”, molto apprezzato dagli invitati; per i più curiosi, un bel resonto fotografico si trova sul blog di Slow Food Imola.

http://slowfoodimola.myblog.it/archive/2012/11/24/slow-wine-2013-in-alto-i-calici.html