#CCC18: tutto il Chianti Classico minuto per minuto!

Ore 10. Ed eccoci qui, alla Leopolda di Firenze, caldi e pronti per iniziare la settimana delle mitiche e imperdibili – per i sani onanisti del vino – e si inizia alla grande con il Chianti Classico, menomazione che qui a Slow Wine piace assai. La squadra che entra in campo è rodata e piuttosto baldanzosa: abbiamo come centravanti di sfondamento Vito Lacerza, sulle ali Fausto Ferroni e Stefano Ferrari, trequartista di fantasia (ma anche di sostanza) Fabio Pracchia, rocciosa difesa nelle mani del crucco Jonathan Gebser, in panca, dati i numerosi acciacchi e l’età ormai avanzata Giancarlo Gariglio.

 

 

Ore 10,15 Prima azione da segnare sul taccuino: Badia a Coltibuono con il suo CCL 2016 (prelevato da vasca) getta il panico nelle difese avversarie grazie a una ottima azione fatta di succo, acidità, spinta e grande brio in chiusura di bocca. Per essere il campione 2 scalda subito la bocca degli appassionati e strappa un bel sorriso. Ottimi i fratelli Stucchi Prinetti!

Ore 10,20 ecco il numero 8, tal Buondonno sempre 2016, che conquista gli applausi grazie a un naso molto chiantigiano fatto di frutta e di eleganza, con inserti di terra e di cuoio, disteso, vitale, ottimo l’allungo acido in chiusura di dribbling.

Ore 10,30 passaggio di qualche grande campione molto atteso che per il momento non incanta: ecco un Castello di Ama 2016 molto aperto, forse per l’eccessiva gioventù e un Castello di Fonterutoli molto ben pettinato, ma non suda, non fatica, insomma, svolge il suo bel compito ma non è ficcante come ci piacerebbe fosse.

Ore 10,45 Laura Bianchi del Castello di Monsanto con il suo 2016 stupisce per classe cristallina e un naso dominato da una deliziosa nota di lampone che con il tempo andrà certamente a smorzarsi e armonizzarsi.

Ore 11,20 Niccolò Montecchi di Cigliano prende la palla a metà campo e a testa bassa, quasi come Belotti, punta la porta e insacca un profondo destro sulla sinistra del portiere che rimane attonito di fronte a una prestazione così maiuscola del suo 2016. Profumato ed elegante, con frutti rossi al punto giusto, senza essere stucchevole e una beva trascinante e di fascino quasi inatteso.

Ore 11,55 Definizione di fuoriclasse: quel giocatore che qualsiasi partita giochi, con qualunque avversario entra in campo preparato e allenato e alla fine la mette dentro. Questo è Paolo De Marchi di Isola e Olena, grandissimo interprete del Chianti Clasico, che pur presentando un campione prelevato da vasca non fa errori e compie davvero un miracolo: tanto succo, acidità e sapidità. Grande!

Ore 12,30 Un uno due che potrebbe stendere qualsiasi squadra, ma non accade alla nostra: ecco il Retromarcia di Monte Bernardi molto verace, molto chiantigiano, con cenni di frutti rossi e cenni di cuoio, schietto e lunghissimo. Subito dopo il 2016 di Monteraponi con un floreale che conquista tutti noi, sapidissimo e teso, fino al finale travolgente.

Ore 12,45 Monica Raspi di Villa Pomona piazza la zampata vincente, con un 2016 (anche questo da vasca) molto rigoroso, un filo tannico, ma è la gioventù, con una chiusura che guarda al futuro.

Ore 13 anche se l’azienda Riecine è ormai da qualche tempo orfana di quel Messi della cantina che risponde al nome di Sean O’Callaghan pare che il terroir sia più forte di tutto e sfodera un campione di rara eleganza, molto sull’agrume, dolce, lungo, davvero un bere prodigioso.

Ore 13,20 non delude per nulla il 2016 di Rocca di Castagnoli, un Chianti Cl. solido, con una bella leggerezza e una ottima lunghezza rinfrescante.

Ore 13,30 intervento rude, al limite del falloso, ma molto efficace per la sua autenticità da parte del Furino di Panzano, il grande Francesco Anichini di Vallone di Cecione che con il 2016 sfodera una prestazione di grande sostanza e grinta.

Commento di metà tempo: nel complesso la 2016 pare un’annata di grandissimo interesse, che volge il proprio sguardo verso il futuro, con acidità e sapidità che poche altre denominazione sanno regalare. Naturalmente i vini sono ancora giovanissimi e alcuni campioni da vasca difettano un pochino della capacità di preparazione tecnica degli stessi.

 

2015

Ore 15,30 Interessante il lato animale e di grande fascino del Filetta di Lamole 2015 di Fontodi, sottile, quasi sussurrato in bocca con una chiusura forse un pelo dolce tipica dell’annata calda.

Ore 15,40 Decisamente guizzante e agile il Terra di Lamole 2015 de I Fabbri, un Chianti Classico soave e profondo, con una beva equilibrata e delicata.

Ore 16,00 Ci tocca lodare di nuovo Isole e Olena che sfodera un’altra prestazione sublime, fatta di grande sostanza, buono slancio e leggiadria nonostante la struttura imponente di questo 2015.

Ore 16,25 un grane Ormanni 2015 ci fa chiudere la prima giornata di assaggi qui alla Leopolda, ora ci trasferiamo nella sala accanto per salutare i produttori che oggi sono presenti in massa qui a Firenze

 

DAY 2

Calcio d’inizio alle ore 10, diciamo abbastanza in tempo, non tiriamo in dietro la gamba e la grinta è quella del giorno prima! Forse la forma fisica no, ma questo è un altro discorso. Affrontiamo in ordine i vini e quindi ricominciamo dal 2015 annata. Non assaggiamo i vini già recensiti sulla guida 2018.

2015 Chianti Classico e Chianti Classico Ris.

 

Ore 10,25 Bello scatto sulla fascia di Poggerino che ci regala un 2015 ben modulato, slanciato, grintoso e dal finale integrato e allungato.

Ore 10,27 Nella stessa batteria abbiamo la bella sorpresa di Poggio al Sole (il base) 2015 di Giovanni Davaz che a Tavarnelle compie un gran bel lavoro e ci presenta un vino ben impostato e con un sottofondo molto tipico e gustoso. Ancora un pelo compressa, probabilmente troppo giovane, la selezione della stessa azienda Casasilia.

Ore 10,35 Il percorso di Querciabella è davvero molto interessante, diventata celebre per etichette legate a vitigni non chiantigiani negli anni Novanta è una cantina che in questo decennio ha cambiato molte cose a partire da un’attenzione maniacale per l’agricoltura e poi per rossi di grande carattere territoriale e poco manipolati. Ecco questo 2015 dal sorso molto convincente e da una naturalezza di beva che ci ha conquistato.

Ore 10,40 Vale la pena soffermarsi sulla prestazione molto convincete del 2015 di Rocca di Montegrossi che sfodera una buona dolcezza in bocca, ma mai stucchevole, perché ha grinta da vendere e una gran bella vivacità di corpo. Un rosso di valore, fintamente semplice e beverino.

Ore 10,55 Bisogna ammettere che in questo caso abbiamo fatto come i peggiori ultras, ovvero abbiamo tirato una monetina nel bicchiere per aiutare con il rame l’apertura di questo rosso che rispondere benissimo alla nostra azione scellerata. Si apre alla grande il 2015 di Val delle Corti con  un palato clamoroso fatto di acidità, struttura molto ben bilanciata e un finale da fare la ola!

Ore 11,00 Molto floreale, quasi sussurrato al naso, ha una piacevolezza che incanta proprio perché non è pesante. Proprio interessante il 2015 di Vecchie Terre di Montefili che si giova di vigne molto alte sopra i 500 metri di quota.

Ore 11,25 Dagli spalti si alza un boato alla vista dell’ingresso in campo della Riserva 2015 di Buondonno, dopo la super prestazione di ieri, ci si attendono azioni clamorose a ripetizioni ed ecco che Gabriele non solo non delude ma supera le attese di tutti i suoi tifosi con un rosso luminoso per classe cristallina, pulitissimo al naso, profondo, lungo e rigoroso. Difficile pretendere di più.

Ore 11,45 E venne l’ora del Salvatore Bagni di Radda, il mitico Paolo Cianferoni giocatore tutta sostanza con molti lampi di genio, che sfodera una prestazione da vero genio. Alla squadra Slow Wine di Caparsa convince maggiormente il Doccio a Matteo 2015 con un naso di fragola di bosco delizioso, un incanto che ci ha stordito. Il Caparsino 2015 è sempre notevolissimo, forse più austero e meno aperto in questo momento di estrema giovinezza.

Ore 12,00 Cinciano di Barberino Val d’Elsa tira fuori dal cappello un gran bel coniglio: un rosso prezioso fatto di succo e di gustosa frutta al palato. Una bella sorpresa dopo qualche prestazione sottotono per questa cantina.

Ore 12,15 Le Baròncole di San Giusto a Rentennano, pur essendo cambio prelevato da vasca, sfodera il suo consueto corredo fatto di classe cristallina.  un Chianti Classico da bere forse tra dieci anni, tanto è austero e compresso, ma ci affascina sempre molto questo stile fatto di tannino un pelo duri, ma che guardano al futuro con una prospettiva molto ben precisa.

Ore 12,25 Una novità assoluta, almeno per noi, ci casca nel bicchiere il Vigna Barbischio di Alessio Alongi, consulente enologo navigato, che con questa Riserva 2015 fa un ottimo debutto grazie a un rosso grintoso, acido il giusto e di beva invitante. Ottimo esordio in serie A!

Ore 12,30 ed ecco un’altra giocata di gran classe di Monte Berardi con questa Riserva 2015 che si presenta particolarmente aperta al naso, solo apparentemente decadente, che poi in bocca ha tutto per essere amata e apprezzata: succo, dolcezza, alcool sotto controllo, grande dinamica.

Ore 12,45 Lo avevamo testato con tripudio sul campo lussuoso del Four Season di Firenze lo scorso sabato, ma certamente la prestazione offerta oggi da parte del Campitello Ris. di Monteraponi ci ha lasciato attoniti: è un piccolo grande capolavoro grazie a piccoli frutti rossi al naso e a una bocca sinfonica.

Ore 13,00 Difficile commentare il vino di una nostra fan, visto che Monica Raspi di Villa Pomona è una delle nostre lettrici più affezionate, ma dobbiamo dire che la sua Riserva 2015 è proprio un gran bel vino di Castellina in Chianti. Ha energia vibrante, bell’allungo solo in parte moderato da un legno che in gioventù fa un pelo di capolino, ma sicuramente veleggia verso un futuro più che luminoso.

 

Bonus Track

Ore 15 Finale di partita con il botto. Ecco la Riserva 2014 Levigne di Istine. Complimenti ad Angela Fronti per questo rosso di grande purezza e piacevolezza con naso di frutti rossi goderecci e una chiusura di bocca carica di succo.