Capatosta in verticale

capatosta fronte  italia 750 ml_2007In occasione della fine della vendemmia, Giampaolo Paglia (nella foto sotto) proprietario della Poggio Argentiera ha voluto offrire a ristoratori, colleghi produttori e collaboratori una splendida verticale del suo vino più rappresentativo: il Morellino di Scansano Capatosta. Considerato uno dei punti di riferimento della produzione enologica maremmana, negli anni ha subito una parabola evolutiva unica, sia dal punto di vista tecnico che di concezione enologica, riuscendo ad esprimere eleganza e mantenere un profondo legame al territorio d’origine.

Artefice del cambio di stile assieme a Paglia è stato senza dubbio Antonio Camillo, cantiniere, vignaiolo ed ormai curatore della parte enologica aziendale in pianta stabile. Da profondo conoscitore del territorio maremmano ha saputo conferire quella personalità in più ai vini di Poggio Argentiera.

Morellino di Scansano Capatosta 1998 La storia di Capatosta va di pari passo con quella aziendale. La prima annata prodotta, infatti, coincide anche con la prima vendemmia di Giampaolo Paglia a Poggio Argentiera nell’ormai lontano 1998 con la consulenza di Luca D’Attoma per la parte enologica. Un’annata frutto di vigneti oggi reimpiantati, che all’epoca avevano un’età di circa 30 anni. L’andamento climatico non aiutò. Un’estate calda con piogge a settembre portarono ad una maturazione delle uve nel giro di una settimana. Pur con quindici anni sulle spalle il vino è sempre integro con i classici sentori di sottobosco e terra bagnata del sangiovese con qualche anno sulle spalle. In bocca stupisce per la tenuta con richiami di frutta ormai molto matura sostenuta da una discreta progressione sapida. Vino di bell’equilibrio.

Morellino di Scansano Capatosta 2001Annata più classica e mite con piogge in primavera e caldo regolare durante l’estate. Questa bottiglia rappresenta al meglio cosa significava Capatosta all’inizio degli anni 2000. Ci troviamo di fronte, infatti, un vino moderno ben confezionato dal colore sempre ben compatto ed impenetrabile. Ancora presenti i gradevoli profumi di frutta fresca con accenni ematici. In bocca è un vino caldo con un legno ormai integrato completamente e dal tannino setoso.

Morellino di Scansano Capatosta 2002 Annata controversa e per certi versi disastrosa in Toscana. In maremma grazie all’influsso marino ed alle temperature alte dell’estate riuscì a non dimostrarsi una vendemmia completamente da dimenticare e questa bottiglia ne è la prova. Bicchiere certamente più tenue ed esile, con profumi più accennati e bocca più verticale, ma a distanza di anni dimostra un’ottima tenuta.

Morellino di Scansano Capatosta 2003 Se la 2002 fu un annata difficile per la non perfetta maturazione delle uve ,con la 2003 la maremma fu messa a dura prova. L’estate con temperature alte sia di giorno che di notte portarono ad una vendemmi anticipata, rischiando sull’effettiva maturazione fenolica. In questo caso ci troviamo di fronte ad un vino certamente non brillante e gustoso, ma comunque integro, con spiccate sensazioni di frutta matura.gianpaolo_paglia_500

Morellino di Scansano Capaosta 2007 e 2008 Queste le potremmo definire le ultime due annate “vecchio stile”. L’andamento climatico divergente (molto calda la 2007 e piovosa la 2008) influiscono lievemente sulla mano del precedente enologo. Sono riconoscibilissime, infatti,  i richiami balsamici con forti connotazioni moderne, con uno stile (seppur più diluito nella 2008 a causa dell’andamento climatico) molto concentrato e indirizzato su sensazioni mature.

Morellino di Scansano 2009 Da quest’annata a Poggio Argentiera non si useranno più legni piccoli. Questo non per moda o per seguire tendenze momentanee, ma come dice Giampaolo “questo è la tipologia di vino che ci piace e che quindi cercheremo di fare da ora in avanti”. Il cambiamento lo si riscontra da subito nel bicchiere. Colore tenue, quasi trasparente ma vivo e brillante. I profumi ora sono floreali agrumati con un sorso infinito, fresco e con una beva compulsiva. Un vero vino mediterraneo.

Morellino di Scansano Capatosta 2010 Il nuovo corso aziendale vuole far parlare il territorio e con esso le annate con le loro variazioni ed alternanze. E’ così che con la 2010 ci troviamo di fronte un vino più “colorato” semplicemente perché, rispetto al 2009 le temperature furono molto calde e la maturazione arrivò prima con un conseguente aumento della concetrazione. In bocca però mantiene tutta la tensione sapida della 2009, aggiungendo un po’ più di spessore ad una bocca gustosa e verticale.

Morellino di Scansano Capatosta 2011 Ancora molto giovane, mantiene il fil rouge dell’estrema bevibilità con piacevoli note di china, rabarbaro, molto pulito in bocca anche se leggermente contratto sul finale.

Anteprima Morellino di Scansano 2012 Estremamente giovane e contratto, austero. Annata calda che si riflette in una bocca più piena e matura. Lungo e piacevole sugli ormai consueti toni eleganti.

Questa fantastica verticale ha dimostrato, una volta per tutte, che la maremma non è soltanto patria di vini muscolari e dalla stucchevole concentrazione. L’eleganza si può, anzi, si deve ricercare con un lavoro più ricercato e consapevole in vigna, approcciandosi alle lavorazioni in vigna in maniera più equilibrata possibile, e limitando al minimo gli interventi in cantina per salvaguardare ciò che il terroir vuole esprimere.

Giulio Carli, collaboratore Slow Wine Toscana

Foto tratte dal sito aziendale e dal sito www.maremmaguide.com