Campania, Basilicata e Calabria i 9 oli più buoni del 2017

Campania

La campagna 2016 è stata, in regione, certamente la peggiore degli ultimi quarant’anni. Addirittura inferiore al già sciagurato 2014 di cui si sono replicate le problematiche aggiungendosene altre. L’annata ha registrato un inverno mite, con picchi di caldo in febbraio; a marzo sono arrivate forti piogge, mentre a inizio aprile c’è stato un caldo eccessivo. La ripresa vegetativa vigorosa è stata stroncata da una forte gelata il 25 aprile in Irpinia e nel Sannio e ha provocato bruciature sulla nuova vegetazione. Notevole anche la perdita di gemme a fiore in tutta la regione. Il clima umido e piovoso di maggio non ha favorito l’impollinazione con scarsa presenza di frutti; poi l’estate molto umida ha favorito gli attacchi della mosca olearia che ha raggiunto, nelle zone costiere, sette generazioni. Alla fine le piogge eccessive di inizio settembre hanno avuto effetti negativi sull’inoliazione influendo sulle rese, molto basse, alla molitura. La produzione regionale è diminuita notevolmente: pochi i produttori che sono riusciti a portare in frantoio olive sane, ancora meno quelli che praticano l’agricoltura biologica. Specificatamente: nella Penisola Sorrentina la produzione è stata scarsissima, nel Sannio e in Irpinia scarsa, seppure gli agricoltori meglio organizzati hanno ottenuto ottimi oli raccogliendo con notevole anticipo. Molto scarsa risulta la quantità nel Casertano e a Salerno ci sono state poche olive sulle piante ma segnali incoraggianti sull’aumento della qualità media degli oli assaggiati.

Angelo Lo Conte

 

Segnalate 35 aziende e 47 oli  (clicca qui per consultare la pagina regionale completa)

 

1 azienda insignita dalla nostra Chiocciola:

Maria Ianniciello

 

7 campioni che raggiungono il nostro riconoscimento di olio che “ci emoziona”:

 

Sacrum di Augusto De Martini

Coevo Ravece di Case d’Alto

Idra di Fattoria Ambrosio 

Regio Dop Irpinia Colline Dell’Ufita di Fontana Madonna

Dop Irpinia Colline dell’Ufita di Oleificio Fam 

Rupe di Pietrabianca

Recioppella di Zamparelli

 

7 olio del Presidio Slow Food

Koinè di Benedetta Cipriano 

Gocce di Natura Ortice di D’Assisi 

Rupe di Pietrabianca

Ecla di Rocca Normanna 

Saledda di Salella

Olio Crisci Biologico di Silvia Maria Michela Crisci 

Ortice Riserva di Tenuta Romano

 

 

Basilicata

La Basilicata ha vissuto un’annata olivicola difficile e certamente complicata, ma nelle difficoltà sono riuscite a emergere produzioni apprezzabili. Va evidenziato il fatto che il processo di sviluppo attualmente in corso nel settore olivicolo, con gli operatori sempre più orientati a ottenere oli di pregio, ha permesso di affrontare in maniera efficace le numerose criticità dell’annata. Per il controllo della mosca le aziende hanno operato con un attento monitoraggio, eseguendo i trattamenti solo al superamento delle soglie, mentre per sfuggire agli attacchi tardivi, e quindi evitare ulteriori interventi fitosanitari, molti hanno deciso di anticipare di molto la raccolta. Quindi produzione a livello regionale in netto calo ma comunque da valutare buona, in crescita, a livello qualitativo. Sottolineiamo che gli oli ottenuti dalle olive raccolte in anticipo si sono caratterizzati per una maggiore freschezza e una migliore struttura al palato.

Angelo Lo Conte

 

Segnalate 10 aziende e 13 oli (clicca qui per consultare la pagina regionale completa)

 

1 campione che raggiunge il nostro riconoscimento di olio che “ci emoziona”:

Cenzino Coratina di Vincenzo Marvulli 

 

1 olio del Presidio Slow Food

La Majatica dell’azienda La Majatica 

 

 

Calabria

Prima di focalizzare l’attenzione sugli oli, va sottolineato il contesto sfavorevole nel quale si è dovuto operare. Una fatale successione di eventi negativi ha fatto si che, su tre campagne olearie due abbiano avuto risultati carenti sia sul fronte qualitativo sia in relazione ai livelli produttivi. Partendo da questo dato di fatto e restringendo il campo alla realtà calabrese, non ci si poteva oggettivamente aspettare nessun miracolo. La campagna, iniziata male per la scarsa allegagione degli olivi, è poi finita peggio per i precoci e massicci attacchi di mosca olearia. Inevitabile dunque la scarsità di prodotto che non è arrivato ad essere raccolto a causa di cascola precoce. Situazione migliore solo nel rossanese e nella sibaritide. Tuttavia è di conforto constatare che i produttori tecnicamente preparati, sono riusciti a limitare i danni e a garantire oli apprezzabili.

Pino Giordano

 

Segnalate 15 aziende e 19 oli (clicca qui per consultare la pagina regionale completa)

 

1 campione che raggiunge il nostro riconoscimento di olio che “ci emoziona”:

Sud dell’azienda Doria 

 

1 olio del Presidio Slow Food

L’Ottobratico di Olearia San Giorgio