Bolgheri Superiore 2010: il ritorno dei giganti

IMG_9429Una presentazione intima quella dell’annata 2010 di Bolgheri. Sabato scorso, nello spazio del piccolo teatro presso San Guido, 45, io e Stefano Ferrari, responsabile Slow Wine della costa toscana, abbiamo assaggiato l’ultima annata in commercio, con pochi altri colleghi, in un ambiente ideale e ben allestito dal Consorzio della denominazione. 

 

Comunque, la vendemmia in questione conferma le proprie peculiarità anche nella più famosa delle aree vitate affacciate sul Mar Tirreno.

 

Annata fresca, dove le acidità sono esibite senza vergogna. Dal mio punto di vista un fattore positivo che permette ai vini di mostrare oltre alla confezione, solitamente di buona fattura, anche maggiore espressività e un succo capace di allungarne tratto gustativo e sapore.

 

Di circa 50 aziende aderenti al Consorzio, ventisei hanno partecipato con i propri vini all’evento di sabato scorso. Un buon numero di aziende, anche se incompleto.

 

IMG_9424Gli assaggi, rigorosamente alla cieca, hanno evidenziato poche novità. Anzi, direi che a bottiglia scoperta, mi sono sorpreso di come i vini più convincenti appartenessero al club dei soliti noti; aziende e famiglie che, per prime, hanno investito in questo territorio proiettandolo ai vertici dell’enologia italiana.

 

A pensarci bene però di qualcosa mi sono sorpreso: della prestazione più che convincente dei Bolgheri Superiore 2010 di Antinori e Tenuta dell’Ornellaia. Oltre alla perfezione formale, mi sono apparsi vini di personalità, ricchi e articolati con materia di avvincente naturalezza espressiva. Un Guado al Tasso e un Tenuta dell’Ornellaia, quindi, che in degustazione mi hanno conquistato.

 

Insieme a loro, ottimi il Grattamacco, il Castello di Bolgheri, il San Martino della Cipriana e il Sassicaia. Quest’ultimo con acidità davvero scorbutica ma che lascia intuire una brillante prospettiva. Siamo alle prime battute, ovvio, ma quest’anno ci divertiremo da queste parti.