Bevi Oltrepò e campi cent’anni! Degustazione di Bonarda a meno di 2 euro sullo scaffale…

Schermata 2016-03-04 alle 10.07.05Proviamo per un attimo a lasciare in disparte il significato di parole come Denominazione, Origine, Controlli, Valori- e persino -Italia. Sorvoliamo poi su riferimenti a Consorzi, Distretti, Gruppi in fermento, Club, multe milionarie, cordate di salvataggi. Soffermiamoci, piuttosto, sull’essenza delle cose, sulla fotografia del reale.

Dedichiamo queste poche righe all’analisi tecnica di alcuni vini. Abbiamo scelto di affidarci allo strumento neutrale e efficace della degustazione “classica”, al fine di fornire un’istantanea di un mondo enologico che solitamente desiste dai giudizi della critica del vino. Lo facciamo anche per dare il giusto rilievo a un comparto oscuro e controverso che non possiamo non considerare e analizzare. Parliamo, per essere concreti, del magico mondo delle Bonarda dell’Oltrepò Pavese DOC proposte a meno di 2 euro alla bottiglia.

Un settore che, secondo le logiche della “propaganda quantitiva” – quella che, per capirci, esalta puntualmente di anno in anno con fior fior di comunicati stampa, l’exploit della Bonarda in virtù della percentuale di incremento di bottiglie prodotte rispetto all’anno precedente – è anima di se stesso, essenza del suo stesso fondamento. Opposta, invece, è la visione dei tanti produttori (tanti in termini di teste, pochi se rapportati alla ripartizione produttiva della DOC) che denunciano questo comparto come l’emblema di un fallimento progettuale di sistema, nonché il caposaldo di un dissesto degenerativo sul fronte dell’identità e della reputazione del vino e del territorio.

Noi di Slow Wine, senza troppa ipocrisia né sorpresa, sosteniamo a pieno questo secondo quadro dei fatti, non fosse altro perché conosciamo e frequentiamo l’Oltrepò Pavese e le decine di aziende agricole e produttori seri che lavorano la terra nel rispetto di integrità del territorio e del vino. Ed è proprio dal contatto con queste genti, dalla visita alle loro cantine e soprattutto ai loro vigneti che emerge con evidenza l’impossibilità tecnica e oggettiva da parte di chiunque persegua un minimo percorso di qualità di avvicinarsi a queste soglie immorali di prezzi. Tra l’altro domenica 6 marzo, come si legge nella locandina qui a fianco, vi aspettiamo al Palazzo Certosa di Cantù per parlare di queste cose insieme e per degustare i grandi vini dell’Oltrepò, non certo quelli recensiti qui sotto…
Solo l’inghippo del compromesso, solo la destrezza tecnica, solo un disegno del vino costruito attorno a politiche giocate al ribasso, solo il sostegno istituzionale rendono possibile la proliferazione di questi vini e con essa l’immagine di un’Oltrepò deviata e confusa.

Abbiamo scelto cinque bottiglie, selezionate presso le principali catene di supermercati discount. Le abbiamo assaggiate con criterio e senso costruttivo. Di ciascuna riportiamo gli appunti di degustazione e le informazioni di filiera indicate in etichetta. Ai lettori l’ardua sentenza.

 


DSC_1283Vino: Bonarda dell’Oltrepò Pavese Frizzante DOC 2014

  • Produttore: VEB 37011
  • Luogo di imbottigliamento: Bardolino (provincia di Verona)
  • Prezzo di acquisto: 1,99 €

Degustazione

Un vino dal colore vivo, con riflessi brillanti. Il perlage è minimo, quasi assente. Al naso presenta un profilo giocato su note di frutta matura, con leggere note di fecce che lo rendono leggermente sgraziato. La bocca è molto leggera e monocorde, sostenuta da un’evidente acidità. L’effervescenza è assente.

Voto: 70/100

 


Vino: Bonarda dell’Oltrepò Pavese Frizzante Camé DOC 2015
Produttore: MG

  • Luogo di imbottigliamento: Cassolnovo (provincia di Pavia, ma fuori dalla zona di produzione)
  • Prezzo di acquisto: 1,69 €

Degustazione

Un vino dal colore acceso e tipico. Il perlage è assente. Al naso presenta un profilo vegetale, con note di frutta matura e di rabarbaro. Al palato richiama ad una certa tipicità. Si sostiene grazie a una forte dolcezza, sebbene manchi di consistenza e persistenza.

Voto: 72/100

 

DSC_1295Vino: Bonarda dell’Oltrepò Pavese Frizzante Le Cascine DOC (annata non dichiarata)

  • Produttore: Famiglia Guarini
  • Luogo di imbottigliamento: nella zona di produzione, Redavalle (provincia di Pavia)
  • Prezzo di acquisto: 1,99 €

Degustazione

Colore vivo purpureo, con perlage consistente. Al naso gioca su un profilo fruttato e nitido, con note di frutta matura, leggeri richiami erbacei e una lieve e accettabile rusticità. La bocca è molle, inconsistente, ma integro e senza evidenze di difetti. È sostenuto da un ricchissima acidità sebbene sia poco integrata

Voto: 74/100

 

Vino: Bonarda dell’Oltrepò Pavese Frizzante Ronchi Molini DOC (annata non dichiarata)

  • Produttore: Tenuta Il Castello
  • Luogo di imbottigliamento: nella zona di produzione, Santa Giuletta (provincia di Pavia)
  • Prezzo di acquisto: 1,99 €

Degustazione

Colore violaceo, leggermente velato. Il perlage è presente. Sul piano olfattivo presenta leggere imprecisioni tecniche, con note di frutta surmatura e riflessi di fecce. La bocca è magra. Si sostiene solo grazie a una forte acidità.

Voto: 68/100

 

DSC_1297Vino: Bonarda dell’Oltrepò Pavese Frizzante I Gioielli DOC (annata non dichiarata)

  • Produttore: CA.VE.
  • Luogo di imbottigliamento: nella zona di produzione, Redavalle (provincia di Pavia)
  • Prezzo di acquisto: 1,99 €

Degustazione

Alla vista esprime tipicità, con tonalità violaceo e brillanti. Il perlage è quasi assente. All’olfatto è rustica, con riflessi di cuoio e frutti rossi. Al palato è l’unica che fa emergere una lieve e tipica trama tannica, oltre alla ricca acidità. Manca di consistenza.

Voto: 73/100