Brett, l’unico cavallo che quando suda puzza di vino

Seguendo i corsi per diventare sommelier, o durante una delle tante degustazioni didattiche organizzate ovunque in Italia, sarà certamente capitato a molti di voi di imbattersi nei famosi sentori di “cavallo sudato”, codificati con questo nome in tutti i sacri manuali di degustazione. Sentori che mettevano in difficoltà chi non era mai stato in un …

Dove finiscono le nostre parole?

Uno dei ruoli che la critica enologica italiana dovrebbe assumere è quello di diffondere la cultura del vino a un pubblico più ampio ed eterogeneo possibile, non identificato solo dagli appassionati. Questa funzione, nonostante la moltiplicazione dei mezzi di comunicazione, stenta ad assumere contorni ben definiti e fatica a imporsi con continuità, soprattutto nella sua …

Le Perle

Stiamo consegnando alla stampa la nuova Guida. Nel ringraziare tutti quelli che hanno contribuito alla realizzazione del libro, offriamo alcuni tra i mirabili spunti incontrati nel percorso editoriale, salvati nelle bozze e non destinati alla pubblicazione. È doveroso ammettere che questo post è ispirato alle Perle di Fabio Rizzari, ideatore di molte divertenti estrapolazioni tratte …

Botti e barriques

L’uso del legno per la produzione, la conservazione e il trasporto del vino è certamente una pratica molto antica. Erodoto scrive che i Babilonesi costruivano vasi vinari in legno di palma, diverse testimonianze attestano l’utilizzo di botti da parte dei Greci. Con i Romani però si cominciarono a preferire le anfore in terracotta, più pratiche per il trasporto…

L’anidride solforosa

L’uso dello zolfo come antisettico, sia in fase di fermentazione sia per la conservazione del vino, è una pratica molto antica. Le funzioni dell’anidride solforosa (diossido di zolfo), che ha proprietà antimicrobiche e antiossidanti, sono molteplici. In fase di vinificazione essa svolge un’azione selettiva, inibendo lo sviluppo di batteri e lieviti dannosi a favore di quelli più sani…

Il mosto

Il mosto ottenuto dalla pigiatura dell’uva è un liquido denso e torbido, costituito in gran parte da acqua (70- 85%), contenente in soluzione numerosissime sostanze: zucchero (fruttosio e glucosio), sostanze pectiche, sostanze azotate (essenziali per la vita dei lieviti), acidi organici (tartarico, malico, citrico)…

Viti transgeniche?

La ricerca sugli organismi geneticamente modificati, e il dibattito che ne è seguito, ha toccato anche la viticoltura e l’enologia. Secondo i fautori della transgenetica il mondo del vino potrebbe trarre grandi vantaggi dall’applicazione delle discusse tecnologie. 

Il vino biologico

La consapevolezza della necessità di un’agricoltura sostenibile è molto cresciuta in Italia negli ultimi anni, e con essa la pratica di metodi colturali biologici, che si basano su di un principio chiaro e ineludibile: evitare di fare ricorso a prodotti chimici di sintesi, tanto sul terreno che sulle piante e sui frutti.Tale principio vale anche per la viticoltura, comparto che presenta oggi una componente significativa, seppure ancora minoritaria, di produttori di vini biologici o, per essere più precisi, di vini ottenuti da uve biologiche.

I terreni su cui cresce la vite

Albariza
Terreno bianco in superficie formato da depositi di diatomite, che si trova nella zona dello Jerez, in Spagna.

Vino e Cibo

Nel proporre una descrizione del rapporto vino/cibo, così importante nella storia e nella pratica della gastronomia, l’elemento “vino” può essere considerato sotto tre aspetti • come alimento in sé; • come materia prima che concorre alla composizione del cibo; • come bevanda da abbinare al cibo. Il vino come alimentoAttualmente dalla grande maggioranza degli studiosi …