Valentini, per cominciare a bere vino

L’Enoclub di Siena ha organizzato qualche settimana fa uno splendido approfondimento sul vitigno trebbiano, nelle sue declinazioni regionali. L’idea di Marina Ciancaglini è stata ben realizzata da Davide Bonucci con un banco di assaggio con molti produttori toscani, umbri, abruzzesi e siciliani, e una degustazione cieca divisa in due tempi di circa 12 vini tra …

Letture imprescindibili: Manuale di potatura della vite

Marco Simonit è ormai diventato una sorta di icona dell’agronomia italiana. Intervistato, fotografato, assoldato dalle migliori cantine nazionali e internazionali. Noi di Slow Food possiamo tranquillamente dire che questo ragazzo friulano e il suo socio Pierpaolo Sirch, è stato “scoperto” da noi, nel senso che oltre dieci anni fa pubblicavamo ampie interviste ai due ragazzi …

Trilogia di Brett: 3 – come si combatte

Terza puntata della trilogia – leggi qui e poi qui le due puntate precedenti – che ci consente di ringraziare subito la dottoressa Tiziana Nardi che ci ha dedicato un intero e interessantissimo pomeriggio per “illuminarci” con molte delle nozioni riportate in questi post. Una volta apprese le modalità con le quali il Brett si …

Trilogia di Brett: 2 – come si manifesta

Dopo aver visto come si origina – leggi qui – proviamo a capire come si manifesta il Brett. Ovviamente il metodo per avere certezza della sua presenza è quello di fare le analisi a ogni partita di vino presente in cantina: un metodo molto costoso che comunque non rassicura fino in fondo, perché il Brett …

Trilogia di Brett: 1 – come si origina

Qualche giorno fa – leggi qui – abbiamo annunciato questa trilogia sul Brettanomyces (comunemente abbreviato in Brett), che consideriamo uno dei più importanti e comuni difetti del vino. Come già detto lo riteniamo tale non solo perché da sempre viene universalmente considerato in questo modo, ma soprattutto perché la sua espressione – il sentore di …

Brett, l’unico cavallo che quando suda puzza di vino

Seguendo i corsi per diventare sommelier, o durante una delle tante degustazioni didattiche organizzate ovunque in Italia, sarà certamente capitato a molti di voi di imbattersi nei famosi sentori di “cavallo sudato”, codificati con questo nome in tutti i sacri manuali di degustazione. Sentori che mettevano in difficoltà chi non era mai stato in un …

Dove finiscono le nostre parole?

Uno dei ruoli che la critica enologica italiana dovrebbe assumere è quello di diffondere la cultura del vino a un pubblico più ampio ed eterogeneo possibile, non identificato solo dagli appassionati. Questa funzione, nonostante la moltiplicazione dei mezzi di comunicazione, stenta ad assumere contorni ben definiti e fatica a imporsi con continuità, soprattutto nella sua …

Le Perle

Stiamo consegnando alla stampa la nuova Guida. Nel ringraziare tutti quelli che hanno contribuito alla realizzazione del libro, offriamo alcuni tra i mirabili spunti incontrati nel percorso editoriale, salvati nelle bozze e non destinati alla pubblicazione. È doveroso ammettere che questo post è ispirato alle Perle di Fabio Rizzari, ideatore di molte divertenti estrapolazioni tratte …

Botti e barriques

L’uso del legno per la produzione, la conservazione e il trasporto del vino è certamente una pratica molto antica. Erodoto scrive che i Babilonesi costruivano vasi vinari in legno di palma, diverse testimonianze attestano l’utilizzo di botti da parte dei Greci. Con i Romani però si cominciarono a preferire le anfore in terracotta, più pratiche per il trasporto…

L’anidride solforosa

L’uso dello zolfo come antisettico, sia in fase di fermentazione sia per la conservazione del vino, è una pratica molto antica. Le funzioni dell’anidride solforosa (diossido di zolfo), che ha proprietà antimicrobiche e antiossidanti, sono molteplici. In fase di vinificazione essa svolge un’azione selettiva, inibendo lo sviluppo di batteri e lieviti dannosi a favore di quelli più sani…