Antonello Venditti canta (e beve) Borgogna

Un paio di giorni fa condividevo con un’amica – Barbara Brandoli, presidente dell’Ass. Culturale Divino Scrivere e autrice di Lavinium – la considerazione che oramai non se ne può più di tutti questi giornalisti/blogger/sommelier/collezionistidietichette/amantidelvino/semplici bevitori/vicinidicasa che quando parlano di vino, di quello che hanno bevuto di recente (chissà se è vero poi, i vuoti non li vedi mai nella campana del vetro …), citano solo vini di Borgogna.

 

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Sempre e solo Borgogna. Un po’ una palla, no?

Se non peggio, una moda.

 

 

 

 

Unknown-2Peraltro in un momento in cui, dopo l’uscita del meraviglioso libro di Camillo Favaro e Giampaolo Gravina – Vini e Terre di Borgogna, Artevino Editore – non c’è proprio altro d’intelligente e di serio da dire sulla Borgogna che non sia già stato detto lì (e in maniera sicuramente migliore).

 

È chiaro che al bar fa più figo parlare di Borgogna piuttosto che di Cesanese di Olevano o di Botticino, ma nessuno che parli mai di aver bevuto un Taurasi (tanto per dirne uno)?

 

 

 

 

Barbara nel frattempo ha scoperto che anche il famoso cantante romano Antonello Venditti – che fino a ieri beveva solo Frascati e Marino – è rimasto colpito dalla “borgognite acuta”, e ci propone questa simpatica rivisitazione di una sua famosa canzone (per il pezzo intero cliccate qui).

 

 

 

RICORDATI DI ME (di Venditti Antonello)

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Ricordati di me, questa sera che non hai da degustare,

e tutta la città è allagata da questo Bonnes Mares

e non c’è Francia e non c’è amore, né altro terroir nel mio cuore.

Capita anche a te di pensare che al di là di Vosne-Romanée

vive una città dove gli uomini sanno cosa bere,

e non c’è Chablis senza amore, nessun Grand Cru nessun dolore,

e vola l’anima leggera.

Village o non Village, questa vita è solo una bevuta,

che mi porterà alla fine di questa bottiglia,

e sono niente senza Borgogna, sei tu il rimpianto nel bicchiere

che come un Pinot Noir mi consuma.

Lo sai o non lo sai, che per Echèzeaux sei sempre tu la sola,

stappa quando vuoi, basta un Climat, forse una parola,

che non c’è Cote de Nuit senza amore,

è dura legge nel mio Domaine, che sono un’anima ribelle.

Ricordati di me, della Borgogna, ricordati di te com’eri sobrio,

il vino lentamente ti consuma.

Ma non c’è Chardonnay e non c’è amore, ne Montrachet nel tuo cuore

che raramente s’innamora.

Ricordati di me, quando bevi, quando sei da sola,

fidati di me, questo vino e questo tempo vola.

 

 

Fabio Giavedoni