Anticipazioni Slow Wine 2015: Basilicata e Calabria che non ti aspetti

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Una regione e un vino: la Basilicata e l’Aglianico del Vulture. Con il 47% del totale della produzione, il vitigno a bacca rossa resta di gran lunga al primo posto rispetto a tutte le altre varietà. Un primato che purtroppo la creazione della nuova Docg non supporta adeguatamente, a cominciare dal fatto che ha lo stesso nome della Doc, tanto per restare sul piano della comunicazione mediatica. Ma è un nostro modesto giudizio, va da sé. Restano anche sul tappeto alcuni dei limiti che abbiamo rilevato in tutte le edizioni della nostra guida, ossia la continua difficoltà dei produttori a fare rete almeno sugli interessi comuni e concreti. Anzi, da questo punto di vista la situazione dell’ultimo anno è all’insegna di una crescente preoccupazione per le divisioni e le incomprensioni che dettano l’agenda di uno dei territori più belli del Sud. Per fortuna ci sono anche aspetti incoraggianti. Il primo, inaspettato, viene dagli ultimi dati disponibili, che risalgono solo al 2012 ma che segnano – finalmente! – un’inversione di tendenza rispetto al calo costante degli ultimi dieci anni consecutivi. I 189.000 ettolitri prodotti riportano la vitivinicoltura lucana quasi ai livelli del 2008, anche se siamo ben lontani dai 300.000 ettolitri che ne rappresentavano la media negli anni d’oro. Di questi, 151.000 sono di rosso, mentre la produzione di bianco resta costante a 38.000 ettolitri. Comunque sia il riordino delle Doc ha portato a 40.000 ettolitri la produzione di vino “certificato”, con un incremento del 116%. Cresce anche il saldo Igt, da 14 a 30.000 ettolitri (+106%). Sicché la quota nella produzione complessiva arriva alla percentuale record del 21,2%, il doppio rispetto a un decennio fa. In sintesi, la Basilicata produce di meno, ma meglio. Dal punto di vista degustativo, i rossi si stanno liberando dall’opprimente cappa di concentrazioni e uso esagerato del legno che ha caratterizzato soprattutto le stagioni tra il 2001 e il 2007, con un grande vantaggio per l’equilibrio, la bevibilità e la stessa abbinabilità dell’Aglianico. Le note dolci ormai sono sempre più marginali sia nei bianchi sia nei rossi. E, a proposito di bianchi, vogliamo sottolineare ancora una volta la potenzialità inesplorata in questo settore per un territorio vulcanico, elevato e con forti escursioni termiche. Bocciamo l’introduzione di vitigni bianchi internazionali spesso caricaturali e invitiamo a puntare su moscato, malvasia e fiano.

 

Vino Quotidiano

L’Atto 2013 – Cantine del Notaio

Aglianico del Vulture Martino 2011 – Armando Martino

 

Vino Slow

Aglianico del Vulture Serra del Prete 2011 – Musto Carmelitano

Aglianico del Vulture Grifalco 2012 – Grifalco

 

Grande Vino

Aglianico del Vulture Basilisco 2011 – Basilisco

 

 

Calabria

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Sono sostanzialmente tre i punti di forza del vino calabrese in questi ultimi anni. Il primo è a Cirò. Perché proprio quando è stata fatta la scelta più sbagliata, ossia consentire l’ingresso di vitigni internazionali nella Doc che fino a quel momento si fondava solo sul gaglioppo, abbiamo misurato la reazione positiva di un gruppo di giovani produttori che hanno fatto dell’interpretazione semplice e precisa di quest’uva una bandiera, tipica e caratterizzante, di qualità. Non sono i soli, perché anche un paio di aziende storiche non hanno deviato dalla giusta rotta. Il secondo sono i vini dolci. Non parliamo solo del Moscato di Saracena, con i suoi interpreti, ma anche delle aziende che, soprattutto sull’Aspromonte, lavorano passiti non stucchevoli, di grande fascino ancestrale, mostrando l’enorme potenziale da sfruttare in questo settore poco fortunato in Italia.

Infine, il rilancio del Magliocco nella provincia di Cosenza: nonostante alcune incertezze stilistiche, questo vino si presenta sempre più interessante, soprattutto se giocato sulla freschezza e la sapidità, senza la pretesa assurda di produrre bottiglie caricaturali di altri territori come purtroppo avviene spesso in molte aree di recente maturazione commerciale. Sul versante produttivo, la regione segna nel 2013 un calo dell’8% rispetto all’anno precedente, attestandosi a 368.000 ettolitri, comunque in linea con lo standard degli ultimi sei anni. A nostro avviso è dunque un calo dovuto soprattutto all’andamento del millesimo, non sempre facile da gestire, che ha regalato qualità a macchia di leopardo in un territorio molto variegato nel quale il clima torrido dello Ionio e quello montanaro del Pollino o della Sila convivono a trenta minuti d’auto.

Un segnale sicuramente incoraggiante è costituito dalla crescita dei vini certificati, che sono passati dal 18 al 41% segnando nel 2012 (ultimi dati disponibili) un grandissimo salto di qualità, come mai era avvenuto in precedenza. Dato tanto più rilevante in presenza di una diminuzione costante della produzione complessiva di vino.
Per quanto riguarda le tipologie, è in crescita il bianco, passato nello stesso periodo dal 16 al 31% a conferma di un’idea che spesso abbiamo espresso in questa guida negli anni scorsi: cioè che il freddo, l’altitudine e le forti escursioni termiche sono le condizioni essenziali per ottenere bianchi interessanti anche in Calabria (dove ovviamente le tre condizioni sussitono tutte, eccome), purché si resti ancorati ai vitigni autoctoni evitando di piantare uve che non hanno storia e tradizione.
Insomma un’edizione più che soddisfacente per questa regione che, ne siamo convinti, è destinata a crescere ancora – e molto – grazie alla forte presa di coscienza di un numero sempre più ampio di produttori.

 

 

Vino Quotidiano

Pollino Magliocco 2013 – Tenuta Ferrocinto

Cirò Cl. Sup. Aris 2011 – Sergio Arcuri

Kaulos 2013 – Terre del Gufo

 

Vino Slow

Cirò Rosso Cl. Sup. ’A Vita Ris. 2010 – ‘A Vita

Cirò Rosso Cl. Duca San Felice Ris. 2012 – Librandi

Moscato Passito di Saracena 2013 – Luigi Viola

 

 

Potrete incontrare i responsabili delle aziende segnalate con un Vino Slow, un Grande Vino, o Vino Quotidiano e assaggiare i loro vini, durante la presentazione di Slow Wine 2015, prevista per il 26 ottobre a Torino.

Per info e per partecipare alla grande degustazione cliccate qui.