Anticipazione Slow Wine 2018: l’immagine anticonformista e originale dell’Alto Adige

Ci siamo ormai abituati a segnalare l’alto livello qualitativo dei vini altoatesini, al punto che sembra essere diventata quasi un’abitudine scontata. In realtà questa regione di scontato non ha nulla, anzi: è giusto ricordare che se ha raggiunto una posizione di eccellenza nel panorama vitivinicolo italiano è grazie alla scrupolosa e costante politica di ricerca della qualità che è stata messa in moto dalla metà degli anni Ottanta in poi.

Ovviamente anche la natura ci ha messo del suo: i circa 5.300 ettari di superficie vitata godono di un territorio particolarmente vocato e sfaccettato. In pochi chilometri, infatti, si passa da assolati vigneti a 200 metri di altitudine, circondati da ulivi e cipressi, a scenari alpini, dove la viticoltura si fa eroica e i ripidi appezzamenti raggiungono anche i 1.000 metri di quota.

Questo mosaico di caratteristiche pedoclimatiche consente di coltivare oltre 20 vitigni differenti, di cui il 60% è a bacca bianca. Tra questi, oltre al gewürztraminer, spiccano il pinot bianco, che anche quest’anno si è espresso in vini dotati di particolare tipicità e finezza, e i bianchi della valle Isarco e della val Venosta.

Nel ventaglio dei vitigni rossi, merita un riconoscimento particolare l’autoctona schiava che, grazie a due vendemmie da manuale (2015 e 2016), in quest’edizione della guida ci ha regalato assaggi gustosissimi. Molti produttori stanno puntando su questo vitigno storico, custodito in vigneti che raggiungono anche il secolo di età, valorizzandolo non solo nelle versioni leggere e dalla beva agile, ma anche in vini dotati di maggiore profondità, ottenuti da estrazioni più marcate e da lunghi affinamenti, dei quali abbiamo apprezzato tra l’altro l’insospettabile longevità.

Durante le nostre visite in azienda, inoltre, è emerso che sempre più viticoltori altoatesini stanno sperimentando le pilzwiderstandfähig (PIWI), le varietà resistenti alle malattie fungine, nell’ottica di perseguire un’agricoltura il più possibile “naturale” e sostenibile, che limiti al minimo, o azzeri del tutto, l’utilizzo di prodotti chimici.

Infine, in questo variegato quadro enoico, e non senza polemiche, ha preso forma la menzione di vigna, che è volta a identificare i cru altoatesini e che rappresenta il culmine del pluriennale e certosino lavoro di zonazione svolto in questa regione.

Se quindi anche quest’anno abbiamo avuto conferma dei virtuosismi di questa terra di confine, segnaliamo in chiusura come talvolta rischi di scontare la sindrome della prima della classe: rigore e tecnicismi eccessivi possono portare a produrre vini affidabili ma standardizzati e ingessati, a discapito di espressività e unicità. Per fortuna, a scongiurare il pericolo, troviamo un numero crescente di giovani vignaioli che, lontani dalla figura dei “winemakers”, producono vini anticonformisti e originali e lavorano con particolare sensibilità (e libertà) al fine di asservire la tecnica alla natura, e non viceversa.

Le etichette segnalate con un riconoscimento in Slow Wine 2018:

 

VINO SLOW

A.A. Chardonnay Löwengang 2014, Alois Lageder

A.A. Schiava 2016, Glassierhof – Stefan Vaja

A.A. Schiava Gschleier Alte Reben 2015, Cantina Girlan

A.A. Terlano Chardonnay Sophie 2015, Manincor

A.A. Val Venosta Pinot Nero 2014, Stachlburg

A.A. Val Venosta Riesling Windbichel 2015, Unterortl – Castel Juval

A.A. Valle Isarco Riesling Kaiton 2016, Kuenhof – Peter Pliger

A.A. Valle Isarco Sylvaner 2015, Garlider – Christian Kerschbaumer

Donà Blanc 2012, Hartmann Donà

Elda 2013, Nusserhof – Heinrich Mayr

Laurenc 2014, Pranzegg – Martin Gojer

Sankt Anna 2014, Weingut in der Eben – Urban Plattner

Upupa Rot 2014, Weingut Abraham

 

GRANDE VINO

A.A. Gewürztraminer Epokale 2019, Cantina Tramin

A.A. Müller Thurgau Feldmarschall von Fenner 2015, Tiefenbrunner Castel Thurmhof

A.A. Pinot Nero 2015, Gottardi

A.A. Sauvignon Cosmas 2016, Kornell – Florian Brigl

A.A. Sauvignon Voglar 2015, Peter Dipoli

A.A. Terlano Rarità 1991, Cantina Terlano

A.A. Valle Isarco Riesling 2016, Strasserhof – Hannes Baumgartner

A.A. Valle Isarco Riesling 2015, Köfererhof – Günther Kerschbaumer

A.A. Valle Isarco Sylvaner Alte Reben 2015, Pacherhof – Andreas Huber

A.A. Valle Isarco Sylvaner Lahner 2016, Taschlerhof – Peter Wachtler

 

 

VINO QUOTIDIANO

A.A. Lago di Caldaro Cl. Charta 2016, Niklaserhof

A.A. Pinot Bianco 2016, H. Lun

A.A. Pinot Bianco 2016, Cantina Caldaro

A.A. Santa Maddalena 2016, Thurnhof – Andreas Berger

A.A. Santa Maddalena Cl. 2016, Griesbauerhof – Georg Mumelter

A.A. Schiava 2016, Bergmannhof – Josef Pichler

A.A. Schiava Alte Reben 2016, Glögglhof – Franz Gojer

A.A. Schiava Grigia Sonntaler 2016, Cantina Cortaccia

A.A. Chardonnay Somereto 2016, Cantina Andriano

T Bianco 2016, Cantina Tramin

 

Potrete incontrare i responsabili delle aziende segnalate qui sotto, e assaggiare i loro vini, durante la presentazione di Slow Wine 2018, prevista sabato 14 ottobre a Montecatini Terme. Per informazioni e prenotazioni sulla grande degustazione, e sulle offerte di accoglienza, prevista a Montecatini clicca qui.