Andare alla Lidl aiuta a capire ciò che succede in Valpolicella (e a Barolo)

Una settimana fa scrivevo delle dispute che stanno accadendo in Valpolicella, e concludevo il post dicendo: “ … l’impressione è che, in nome di una poco comprensibile esigenza di crescita quantitativa, si stia rovinando e banalizzando l’immagine (e la sostanza) di uno dei più grandi vini italiani, che non può, a nostro avviso, diventare un vino prodotto in larga scala ma piuttosto continuare ad affermarsi come l’espressione della migliore qualità che il meraviglioso territorio della Valpolicella può offrire”.

 

Ieri girando casualmente tra gli scaffali della Lidl, famosa catena di discount “low cost” tedesca con molte sedi in Italia, ho probabilmente scoperto uno dei nodi – irrisolti e non esplicitati – della questione, che potrebbe essere questo:

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Un Amarone proposto a 12,99 euro su uno scaffale al pubblico sembra proprio un insulto nei confronti di chi, dopo un intero anno di lavoro, raccoglie e fa appassire con cura le proprie uve di corvina e corvinone (magari provenienti da un vecchio vigneto terrazzato di alta collina, risistemato ricostruendo a mano le antiche marogne) per produrre il rinomato vino veronese.

 

Ma la recente attenzione alle dispute della Valpolicella – che mi ha portato a notare subito quest’offerta – per un attimo mi stava sviando da un caso ancora più clamoroso.

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Avete notato il cartello giallo, più piccolo, a fianco a quello verde? Quello a sinistra?

Pubblicizza un Barolo – dico un Barolo, o almeno un vino etichettato come tale – a 9,99 euro!!

Se in Valpolicella il problema dei prezzi troppo bassi per i vini di pregio è piuttosto sentito che dire allora di quello che succede in Langa? Affronteremo presto l’argomento …

 

Fabio Giavedoni