Anche Vinitaly vittima della caccia alle streghe sul Naturale?

La caccia alle streghe è iniziata con l’enoteca Bulzoni di Roma. Se qualcuno ha bisogno di rinverdire la memoria su questo fatto, ecco un preciso pezzo di Marco Bolasco in merito, basta cliccare qui.

Chi scrive vini naturali sa ormai che rischia di incorrere in pesanti multe come è accaduto a Bulzoni. Mi ha incuriosito in questi giorni un piccolo dettaglio che mi ha fatto notare un caro amico. Ovvero la parabola che ha avuto ViVit nella comunicazione fatta da Vinitaly.

 logo vi.te

ViVit, per chi non lo sapesse è la risposta della potente e importante fiera veronese a Villa Favorita e Cerea, le due manifestazioni del vino bio organizzate vicino a Verona negli stessi giorni della kermesse veneta.

 

Il suo debutto lo scorso anno ha registrato risultati di pubblico davvero lusinghieri e i vignaioli intervistati erano decisamente convinti della scelta fatta. Per cui era normale che il Vinitaly riproponesse in pompa magna la cosa. Infatti, il 12 dicembre scorso è stato diramato il seguente comunicato stampa, ripreso da WineNews e dal Corriere Vinicolo.

 

Vinitaly 2013, in programma dal 7 al 10 aprile 2013 (www.vinitaly.com), presenta la seconda edizione di Vivit – Vigne Vignaioli Terroir. Il salone dei vini biologici e biodinamici, torna già rinnovato, per ampliare l’offerta e rispondere all’interesse manifestato dagli operatori e dal pubblico che nel marzo 2012 hanno apprezzato, in numero e qualità, l’area che ha ospitato più di 120 espositori, alcuni dei quali provenienti dall’estero. […] “Abbiamo deciso di puntare su Vivit perché come ente organizzatore di Vinitaly siamo interessati ad uno sviluppo dell’offerta di vini biologici e biodinamici all’interno della manifestazione principale – spiga Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere -. È la nostra risposta alla domanda di vini prodotti con metodi naturali, che stiamo verificando in crescita nel mondo, ma in particolare nei mercati del nord Europa e negli Stati Uniti”.

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Ma veniamo al punto, quello che mi ha fatto saltare la mosca al naso. Intanto, ViVit non compare più nella Home page del Vinitaly e poi se si va leggere la pagina dedicata la musica rispetto a quella suonata il 12 dicembre è molto diversa. L’effetto è straniate: 

“Vinitaly presenta la seconda edizione di Vivit – Vigne Vignaioli Terroir. Il salone torna rinnovato per ampliare l’offerta e rispondere all’interesse manifestato dagli operatori.

Vivit è sinonimo di vino artigianale che esprime il sapore della terra in cui nasce, vino che si genera nella diversità, nella consapevolezza e nella presenza. Il viticoltore attraverso gli atti agricoli che ogni giorno adotta crea un suo personale rapporto con la terra e con il vino”.

Sono sparite alcune parole chiave: biologico e biodinamico. E pensare che rispetto alla comunicazione del 2012 era anche scomparso anche il termine naturale (ViViT – Vigne, Vignaioli e Terroir è la rassegna che Vinitaly dedica ai vini naturali prodotti da agricoltura biologica e biodinamica.)

 

Per capire che è successo ho provato a telefonare al Vinitaly e alla mia domanda sul chiaro cambiamento nella strategia stampa mi è stato detto che il primo comunicato era partito per sbaglio e che quindi non si tratta di nulla di particolare. Facendo qualche altra chiamata, interpellando alcuni produttori che a ViVit ci saranno, mi è stato detto che è arrivata una lettera e una chiamata da parte di alcuni enti certificatori che hanno fatto notare al Vinitaly come numerosi produttori iscritti al ViVit non siano certificati e che quindi la terminologia utilizzata fosse del tutto inappropriata.

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Insomma, la paura di incorrere in multe o in denunce colpisce tutti, anche i colossi come il Vinitaly. Si aggiunga a questo la strategia ormai chiara e precisa anche degli enti certificatori che non tollerano più l’uso improprio (o non del tutto preciso) dei termini biologico e biodinamico, oltre a quello naturale. Una battaglia sotterranea che ha molte sfumature e che si riesce a comprendere bene solo stando attenti a tutti i dettagli in gioco.

 

Se poi si vanno a consultare i siti di Cerea e di Villa Favorita, si nota come alcuni termini siano ancora presenti…

 

 

 Giancarlo Gariglio