Amici di Slow Wine: La Brinca (Liguria)

Con l’edizione 2017 abbiamo inserito nella guida Slow Wine la sezione I locali del bere slow, che raccoglie più di 100 esercizi commerciali di tutta Italia. Li abbiamo segnalati perché pensiamo che si distinguano per l’ottimo livello dell’offerta enologica, sia in termini di qualità delle etichette proposte in vendita e sia per la capacità di fare cultura del vino a 360 gradi.

Ora vogliamo fare un deciso passo avanti per stringere ancora di più i nostri rapporti con questi locali virtuosi e per fare in modo che la loro proposta commerciale e la nostra linea editoriale siano ancora più in sintonia e possa portare benefici effettivi a tutti coloro che credono in “un certo tipo” di vino. Per questo abbiamo ideato il progetto Amici di Slow Wine, una selezione ancora più ristretta di locali, enoteche, osterie e ristoranti dove troverete tutti i titoli “vinosi” di Slow Food Editore (non solo Slow Wine ma anche, per esempio, Guida ai Vitigni d’Italia, Le 100 migliori bollicine d’Italia, Il gusto del vino, Le Carte del Vino, Il Piacere del Vino, Easy Wine, ecc.).

Si creeranno così dei piccoli Slow Wine Corner in giro per l’Italia che propongono pubblicazioni che speriamo possano incontrare l’interesse degli eno-appassionati o possano aiutare la conoscenza di chi si avvicina al mondo del vino. I primi locali Amici di Slow Wine sono stati presentati durante lo scorso 13 ottobre a Montecatini Terme. Ora vorremmo raccontarli a tutti i nostri lettori, con cadenza settimanale. Scoprirete così questi meravigliosi luoghi dove bere slow e leggere slow!

 

 

La Brinca

Via Campo di Ne, 58

16040 Ne (GE)

www.labrinca.it

 

 

È inutile girarci troppo attorno, ci sono posti dell’anima; di quelli che quando ci vai ti senti in pace e prima di arrivarci pensi e ripensi a come ti divertirai. Per me uno di questi luoghi, non ne ho molti sinceramente, è La Brinca. Scoprii questa osteria incastonata tra i boschi, a pochi chilometri dal mare di Lavagna, grazie a Maurizio Stagnitto e Diego Soracco che la scelsero per ospitare le annuali degustazioni regionali. In effetti, Ne, come borgo, si presta molto essendo quasi a metà della mezzaluna ligure e a pochi passi dall’uscita del casello autostradale.

Certo ci si deve inerpicare un poco, ma il tragitto, super panoramico, vale la pena gustarselo con calma, curva dopo curva, tornante dopo tornante. La Brinca poi ti accoglie con i suoi finestroni che si aprono su un panorama che ha poco dello stereotipo ligure. Neppure si vede il mare, ma solo montagne e boschi. Ma si parlava di anima all’inizio e quindi non si può sorvolare sul fattore umano, che qui conta alla grande. Dieci anni fa quando si iniziò con le degustazioni c’era solo Sergio Circella, patron cordialissimo (ma sarà davvero ligure??? :-), oltre che preparatissimo sui vini della propria regione e dell’Italia in genere. Poi poco per volta, ha iniziato ad affiancarlo il figlio Matteo, che in breve tempo si è trasformato in un vero nerd del vino. Attentissimo, curioso, umile al punto giusto e desideroso di mettersi alla prova. Oggi, dopo la scomparsa dolorosa di Diego Soracco, ne prenderà le redini come coordinatore regionale di Slow Wine.

La Brinca può vantare oltre che una cucina da urlo, tanto da essere segnalata con la Chiocciola su Osterie d’Italia da tempo immemore, anche una carta del vino poderosa, ma non noiosa, perché ricca di forte personalità e di scelte coraggiose. Contiene un mare di indicazioni anche sui gusti e le preferenze di chi l’ha redatta (bellissima la scelta di inserire il cuoricino di fianco alle etichette più amate dai Circella, così come il colore verde per i vini prodotti con agricoltura sostenibile). Da qualche anno poi all’Osteria si è unita una rivendita (per chi desidera portarsi una bottiglia a casa) con una scelta da acquolina in bocca e con ricarichi che rendono questo locale ancora più imperdibile per ogni appassionato. Cominciare la nostra nuova rubrica degli Amici di Slow Wine da Sergio e Matteo Circella è quasi scontato, perché pochi meglio di loro incarnano lo spirito della nostra guida e di quello che noi da quasi dieci anni andiamo cercando di raccontare: il territorio, la scoperta, il vitigno autoctono, l’artigianalità, la sostenibilità ambientale nella coltivazione dell’uva.

La seconda e terza foto sono di Lido Vannucchi