Alla fiera della Fivi

fivi grIl mercato dei vini targato Vignaioli Indipendenti si è concluso domenica scorsa. È stata una bella festa con produttori, appassionati e i cosiddetti addetti ai lavori che giravano per i larghi corridoi, a prova di carrello della spesa, del Piacenza Expo. La formula del mercato, già adottata da altre manifestazioni, Fornovo in testa, sembra funzionare a meraviglia. Il contatto diretto con il viticoltore, l’effetto allegria dell’acquisto, sono fattori che contribuiscono a una costante crescita delle presenze a queste manifestazioni. E così è successo anche a Piacenza dove il Mercato Fivi ha registrato più di 3.300 ingressi, in continuo aumento dalla prima edizione del 2011.

 

Ma è la Fivi a essere un’associazione in crescita. Mossa da uno spirito politico in difesa dei vignaioli e capace di comunicare a tutti, attraverso le mille storie contadine dei suoi associati, l’associazione si muove in modo agile su due fronti: quello della promozione dei propri associati e della rappresentanza, di fronte alle istituzioni, dei diritti dei vignaioli.

 

Piacenza ha rappresentato l’apice di queste due attività che innervano la vita dell’Associazione nel corso dell’anno. Dalla tavola rotonda del Sabato, densa di tematiche e contenuti, è emersa con decisione la necessità di una maggiore attenzione istituzionale nei confronti dei vignaioli. Troppa carta impedisce ai vignaioli di svolgere il loro lavoro, non più diviso tra vigna e cantina, ma tra carta, moduli da compilare, documenti da far timbrare e, quando e se resta tempo, vigna e cantina. E come se non bastasse, questo è emerso chiaramente dalla tavola Rotonda Vignaioli Innanzitutto,   non esistono linee guida chiare e univoche che diano la certezza di agire per il meglio. Ci si è riferiti in primo luogo alle etichette, che sono spesso oggetto di contestazione e multe salate. Per questo motivo il Presidente Matilde Poggi, a nome di tutti i vignaioli indipendenti d’Italia, ha lanciato una richiesta al Ministero per ottenere un ufficio preposto all’approvazione di quest’ultime. Chiarezza dunque, e la certezza di essere nel giusto. Ma non è il solo aspetto importante sottolineato durante l’incontro. Si è parlato, infatti, anche dell’importanza fondamentale di definirsi come vignaioli. È stato Walter Massa a parlarne, vicepresidente Fivi, spiegando che la definizione legale di vignaiolo serve non solo a differenziarsi dall’industria, ma a riconoscersi, a unirsi, a crescere insieme e insieme rimanere indipendenti.

 

È stato bello partecipare al mercato. Si toccava con mano la magnifica atmosfera di partecipazione tra i vignaioli, uniti per due giorni a raccontare la propria storia, la propria filosofia produttiva, le difficoltà e le gioie di “vivere” e interpretare un territorio. Gli ampi spazi consentivano uno scambio sereno di vedute tra “clienti” e “venditori”, cosa non da poco in queste manifestazioni. E dentro quei bicchieri non c’era solo il vino, il territorio, la storia e le tradizioni dell’area di provenienza. C’erano i vignaioli stessi, i loro volti, le loro mani segnate, la fatica, l’amore e la passione che giornalmente caratterizzano il loro lavoro.

 

La Fivi funziona, cresce, e speriamo possa costituire una voce forte a tutela dei diritti della viticoltura.