Agosto: tutti i Vini Gluck per questo mese caldissimo

Ve li avevamo già proposti all’inizio dell’estate, confidando in una bella stagione moderatamente calda. Invece l’estate torrida continua a farsi sentire eccome, e i prossimi giorni si prospettano essere ancora più bollenti.

Il caldo fa venire sete, tanta sete: l’acqua (magari con il succo di un limone, o con un po’ di sciroppo di sambuco) è un buon rimedio, ma anche il vino diventa un ottimo compagno, soprattutto serale; basta saperlo scegliere…

Vi riproponiamo quindi la lista dei Vini Gluck estivi, redatta dopo che la rubrica GLUCK – LA BOTTIGLIA DELLA SERA è andata in ferie per ritornare in settembre, alla fine della stagione calda.

È una lista che non contempla grandi vini o bottiglie importanti e costose, ne tantomeno etichette reliquia difficili da trovare. Si resta fedeli allo spirito del Vino Gluck, che recita … un vino “comune”, molto bevibile – molto gastronomico, come si usa dire adesso nel mondo della critica enologica – adatto al pasto e al portafoglio (nel senso del buon rapporto tra la qualità e il prezzo). Insomma una buona bottiglia che ha dato grande soddisfazione a chi l’ha bevuta e che, soprattutto, è stata scolata in un attimo, è finita velocissimamente a tavola con il cibo che l’accompagnava.

VALLE D’AOSTA

All’interno dell’unica Doc regionale andiamo a ricercare la delicata ma incisiva sapidità dello Chardonnay di Château Feuillet, la sottile aromaticità agrumata del Nus Malvoisie di Les Granges, il passo setoso del Fumin di Elio Ottin e il frutto fresco e croccante del Donnas di Caves Coopératives de Donnas.

PIEMONTE

In Piemonte invece ci comportiamo come se i vini dovessero accompagnare un lauto pranzo. S’inizia con l’allegria e l’energia dell’Alta Langa Brut di Ettore Germano per poi procedere con la ricchezza e la complessità del Cortese di Mauro Spertino, vinificato con macerazione delle bucce. Al piatto forte estivo associamo due rossi freschi e dinamici, la Barbera d’Asti La Lippa di La Gironda e il Dolcetto d’Alba Piano delli Perdoni di Fratelli Mossio. Finale di assoluta fragranza e spensieratezza con il Moscato Filari Corti di Carussin.

LIGURIA

Le terre di Levante e di Ponente ci propongono in maniera irresistibile la freschezza iodata del Pigato di Maria Donata Bianchi e del Pigato Sogno di Vis Amoris, nonché la gustosa tensione del Vermentino di Santa Caterina. E non si può rinunciare nemmeno all’eleganza e alla succosa scorrevolezza del Rossese di Dolceacqua d’annata di Maccario Dringenberg.

LOMBARDIA

Anche qui, come in Piemonte, apriamo con una bollicina nobile, il Franciacorta Brut di 1701. Immancabile, soprattutto se ci vengono a trovare amici tedeschi, il Lugana Bio di Marangona; giustamente rinfrescati in frigo il Buttafuoco Cerasa di Andrea Picchioni e il Vino del Quattordici (rosso) di La Costa. E infine, per una serata un po’ più fresca, il Rosso di Valtellina di Barbacan.

TRENTINO

Un vino per vallata (o per territorio) tipico e caratteristico: Nosiola di Pisoni, Müller Thurgau di Rudi Vindimian, Chardonnay di Lavis. E dal Campo Rotaliano la brillante novità del Teroldego Rosato di Redondel e la solida tradizione del Teroldego Foradori di Elisabetta Foradori.

ALTO ADIGE

La proposta altoatesina potrebbe essere decisamente ampia ma noi restringiamo le scelte al vitigno gluck per eccellenza, la schiava (2016 annata eccezionale per questa varietà). 4 vini diversi e convincenti: Schiava Fass N°9 di Cantina Girlan, Lago di Caldaro Cl. Sup. Pfarrhof di Cantina Caldaro, Santa Maddalena Classico di Cantina di Bolzano e Schiava di Baron Widmann.

VENETO

Proposta ampissima, che non può certo tralasciare un Prosecco Colfondo (a vostra scelta uno tra…) e un bel Soave fresco e minerale, come l’Otto di Graziano Prà. E poi la fragranza di qualche rosso leggero: il Bardolino di Poggio delle Grazie, il Valpolicella d’annata di Monte Santoccio e il Colli Berici Tai Rosso Riveselle di Piovene Porto Godi.

FRIULI VENEZIA GIULIA

Solo bianchi dal Friuli, meglio se da varietà autoctone: dai terreni vicini al mare la Malvasia di Bortolusso, finemente aromatica; dalla singolarità del territorio di Faedis il Friulano di Ronc dai Luchis, pieno e gustoso; dalla ponca del Collio la Ribolla Gialla di Ronco dei Tassi, sottile e agrumata; dai terreni sassosi del Carso la Vitovska di Zidarich, sapida e iodata e infine dalle colline di Corno di Rosazzo il Verduzzo di I Clivi, asciutto e incisivo.

SLOVENIA

Sono tre i territori vitivinicoli della Slovenia che confinano con l’Italia, e da ognuno di questi attingiamo un vino, da varietà autoctona. Dalla Brda, naturale continuazione del Collio goriziano, la fresca Rebula di Marjan Simcic; dalla valle del Vipava il Vipavska Dolina Pinela di Guerila e dal Kras (Carso sloveno) la Malvazija di Stemberger.

EMILIA ROMAGNA

Estate, stagione ideale per bere i Lambruschi, privilegiando quelli rifermentati in bottiglia: tra i tanti segnaliamo il Lambrusco di Sorbara Radice di Paltrinieri e il Lambrusco di Sorbara Falistra di Podere Il Saliceto. Altro rosso da rifermentazione in bottiglia (ma da zona e vitigno diversi) il fresco e croccante Colli Bolognesi Barbera Frizzante di Alessandro Fedrizzi. Dalla Romagna un rosso di grande bevibilità, come il Romagna Sangiovese Sup. di Marta Valpiani, e un bianco sapido e intrigante da vinificazione in anfora, il Romagna Albana Vitalba di Tre Monti.

TOSCANA

Compagni ideali per le immancabili grigliate di carne estive il Chianti Classico di Villa Pomona, il Chianti Rufina di Frascole e il Rosso di Montepulciano di Poderi Sanguineto I e II. Ideali per succosità e profondità di beva anche altri due rossi non fatti con il sangiovese, come il Maremma Toscana Ciliegiolo Principio di Antonio Camillo e il Melograno di Podere Concori (syrah e ciliegiolo).

MARCHE

Compagni ideali, invece, per le immancabili grigliate di pesce estive questi gustosi e sapidi bianchi: dalla riva sinistra dell’Esino il Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Macrina di Garofoli; dai versanti della riva destra il Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. La Staffa di La Staffa; dal comprensorio più montano di Matelica il Verdicchio di Matelica di Collestefano e dalle colline del Piceno il Pecorino Fiobbo di Aurora. Per uno spuntino pomeridiano con pane croccante e un buon salame consigliamo vivamente la Lacrima di Morro d’Alba di Vicari.

UMBRIA

Quattro vini umbri da vitigni e territori diversi, tutti d’immediata piacevolezza e grande bevibilità: Orvieto Cl. Sup. Terre Vineate di Palazzone, Trebbiano Spoletino Farandola di Di Filippo, il Grechetto di Todi Montorsolo di Cantina Peppucci e il Ciliegiolo Lautizio di Collecapretta.

LAZIO

Nel solco della migliore tradizione laziale scegliamo tre ottimi bianchi di zone differenti: il Grechetto di Trappolini dalla valle del Tevere (tra Castiglione in Teverina, Montefiascone e Civitella d’Agliano), il Frascati Sup. Racemo di L’Olivella dalla zona dei castelli Romani e il Capolemole Bianco di Marco Carpineti dalle terre rosse e laviche di Cori, in provincia di Latina.

ABRUZZO E MOLISE

Un’etichetta per ogni tipologia presente nelle due regioni, ricercando sempre grande bevibilità del vino e interpretazione rigorosa e attuale della varietà: Trebbiano d’Abruzzo Anfora di Cirelli, Pecorino di Tiberio, Cerasuolo d’Abruzzo Le Cince di De Fermo, Montepulciano d’Abruzzo Ottobre Rosso di Tenuta I Fauri e infine Molise Tintilia Lame del Sorbo di Vinica.

CAMPANIA

Grande possibilità di scelta in Campania, semmai con l’imbarazzo di dimenticare qualche etichetta imperdibile. Quindi per iniziare Falanghina del Sannio Taburno di Fontanavecchia; poi Costa d’Amalfi Tramonti Bianco di Tenuta San Francesco, Greco di Tufo di Pietracupa e Kratos di Maffini, da uve fiano coltivate nel Cilento. Non può mancare infine un’ottima espressione di piedirosso, il Campi Flegrei Piedirosso di Contrada Salandra.

PUGLIA

Salento, terra di grande tradizione di vini rosati, negli ultimi anni sempre più buoni e sempre più in auge. Alla fine la scelta ricade su Rosa del Golfo di Rosa del Golfo, Girofle di Severino Garofano Vigneti e Cantine, Rohesia di Cantele e Nardò Rosato Danze della Contessa di Alessandro Bonsegna. Non tralasciamo un rosso fresco e scattante dai vigneti della Daunia, il Castel del Monte Parco Grande di Giancarlo Ceci.

BASILICATA:

Nel Vulture, terra di grandi rossi, cominciamo con il segnalare un bianco innovativo, di grande interesse e piacevolezza: il Dhjetë di Elisabetta Musto Carmelitano, un Moscato frizzante e secco rifermentato in bottiglia. E poi due bei rossi, L’Atto di Cantina del Notaio e l’Aglianico del Vulture Gricos di Grifalco, per una serata estiva in cui si rende necessario un golfino.

CALABRIA

Ampia e diversificata l’offerta che la Calabria può proporre negli ultimi anni: siamo costretti a limitarci alla sola – ma tumultuosa in termini di impegno e novità – zona di Cirò, per segnalare il Cirò Bianco di Cote di Franze, il Rosato Marinetto di Sergio Arcuri e il classico Cirò Rosso di ‘A Vita.

SICILIA

Gli amanti dei rossi estivi e leggeri, non privi di sostanza e gustosità, non possono assolutamente farsi scappare il Cerasuolo di Vittoria di Cos e il Frappato di Manenti. Se poi si vuole maggiore consistenza senza perdita di bevibilità e freschezza allora potrebbero tornare buoni il Nero d’Avola di Viticoltori Associati Canicattì assieme al sorprendente Nero d’Avola Note Nere di Feudo Ramaddini. E infine un solo bianco, difficile da scegliere per la grande offerta che c’è nell’isola, ma non abbiamo dubbi: il Grillo di Nino Barraco.

SARDEGNA

Spiagge della Sardegna, rilassati e ben intenzionati a godere delle delizie del luogo: alla sognata immagine (che forse per qualcuno diventerà realtà) non può mancare una secchiello per mantenere fresca una bella bottiglia di bianco, come il Vermentino di Gallura Sciala di Vigne Surrau, il Vermentino di Gallura Piras di Cantina Gallura o il Vermentino di Sardegna I Fiori di Pala. E se prima di andare a dormire volete fermarvi a sognare ancora un po’ ad occhi aperti c’è sicuramente il Mirto in frigo, ma meglio ancora un calice di Vernaccia di Oristano Riserva di Contini: provare per credere!