Ad Asti arriva Vinissage rassegna dei vini biologici e si presenta la Guida Slow Wine 2018 con due degustazioni

Asti è arrivata per prima in Italia 11 anni fa nel realizzare una rassegna significativa ed autonoma dedicata al vino biologico e il caso vuole che anche il primo vino certificato da agricoltura biologica nato in Italia fu un astigiano: il Moscato d’Asti 1992 del produttore di Bubbio Mario Torelli. “Vinissage” si svolgerà in città il 6 e 7 maggio nel cuore del centro storico nelle sale del bel Palazzo Ottolenghi in corso Alfieri, palazzo che grazie ad al progetto “vino e cultura” sostenuto dalla Regione Piemonte con un massiccio stanziamento di risorse, avrebbe l’ambizione di divenire nei prossimi imminenti anni un centro di riferimento per il vino in città (sarebbe anche ora!). Una settantina di realtà produttive provenienti 15 regioni italiane per due giorni presenteranno i loro vini al pubblico dei visitatori.

Una rassegna mercato che darà la possibilità di conoscere i produttori, assaggiare e acquistare il vino dai partecipanti all’iniziativa. Quella di Vinissage fu un’intuizione del Comune di Asti e l’organizzazione della manifestazione viene gestita direttamente da sempre dall’ufficio turismo, una gestione che lascia spazio a diverse collaborazioni senza mantenere una linea rigida negli anni.

Venerdì 5 alle ore 18,30 ci sarà l’anteprima della manifestazione con la presentazione della Guida Slow Wine 2018; si terrà nella suggestiva cornice di Palazzo Mazzetti (di fronte a Palazzo Ottolenghi) con una degustazione in abbinamento ai presìdi Slow Food in collaborazione con i produttori vinicoli presenti in guida che aderiscono alla manifestazione e alla Caffetteria Mazzetti. La presentazione sarà condotta dal curatore della guida Giancarlo Gariglio. Altro appuntamento di degustazione con i produttori presenti in Guida Slow Wine e la partecipazione di Davide Panzieri si svolgerà il giorno successivo: sabato 6 alla medesima ora, in abbinamento a specialità artigianali dop e igp del Piemonte (degustazioni su prenotazione – posti limitati – Tel. 329 2284049)

Nel periodo 2014/2015 la viticoltura bio secondo i dati presentati al recente Vinitaly da Wine Monitor Nomisma su dati ufficali FederBio avrebbe avuto un incremento del 295% in Europa e 280% nel mondo. In tale scenario l’Italia con 83.000 ettari di vite coltivati con metodo biologico ha il primato mondiale per incidenza di superficie vitata biologica (11,9 della vite coltivata è bio) seguita da Austria con l’11,7% e Spagna con 10,2 %. In Italia nel 2016 le vendite di vino bio hanno raggiunto 11,5 milioni di euro nella sola Gdo, registrando un +51% rispetto al 2015 (a fronte di un tiepido +1% delle vendite di vino in generale).

Nonostante questo balzo in avanti, i dati Nielsen mostrano però come l’incidenza del vino bio sul totale delle vendite di vino sia pari allo 0,7%. Naturalmente i vini bio sono ritenuti tali se certificati, e sempre secondo lo studio di Wine Monitor il consumatore predilige l’acquisto di vini bio (che avviene soprattutto nel canale iper e supermercato 33%) perchè li individua principalmente più naturali, salubri e in base a questi principi è disponibile a spendere qualcosa in più. Dopo tutta questa carrellata di dati significativi dobbiamo ammettere che biologici o biodinamici, naturali o via dicendo, coltivare la vigna con cognizione e seguendo criteri sostenibili, incominciando ad eliminare concimazioni chimiche e diserbanti fa bene al sistema ed è un elemento fondamentale determinante per attuare un’autentica valorizzazione.