29 ottobre 2012, torna Vigneros d’Europe!

In questi anni ci siamo accorti parlando e riparlando con tanti vignaioli che il problema dei problemi per questa categoria è che non possiedono una definizione filosofica e giuridica del loro ruolo.

 

 

Chi è il vigneron? Secondo il Codice Civile (art. 2135) un contadino che produce uva e vino secondo un criterio di prevalenza. Ovvero è vignaiolo se il 51% del prodotto immesso sul mercato arriva dai suoi filari. Ma questo cosa ci dice? Semplice che può acquistare fino al 49%. Diciamo che, in un caso come questo, parlare di vigneron, inteso alla francese (paese che ha una definizione giuridica molto più restrittiva), ci pare una presa per i fondelli!

 

Insomma se ci appelliamo alla legge italiana non arriviamo a una definizione soddisfacente. Per cui non ci resta che la forza delle idee. Ma anche qui facciamo acqua da tutte le parti. Perché anche l’ultimo approdo sicuro che ci era rimasto è andato in briciole. Fino a qualche mese fa, il vigneron aveva assunto anche quella definizione, che lo vedeva impegnato direttamente in vigna, cantina e commercializzazione e che realizzava questo processo con metodologie artigianali e il più naturali possibile. Ora che l’Unione Europea ha approvato un legge che tutela il vino biologico, con la possibilità di utilizzare processi chimici e fisici di manipolazione dei mosti, che farebbero rabbrividire il più pasticcione tra i produttori convenzionali, si è persa questa battaglia. Ma qual è la ragione di tutte queste sconfitte da parte dei vigneron, che soccombono di fronte a una burocrazia e una legislazione che premia i grandi a discapito dei loro interessi. A mio avviso la risposta è semplicissima. Perché i vigneron italiani non hanno un’identità precisa.

 

Non se la sono mai data. Non sapendo chi sono, non riuscendo a distinguere l’imprenditore agricolo dal contadino, il commerciante da chi si coltiva tutti i grappoli che poi trasforma la battaglia è persa in partenza. Utilizzare il criterio della prevalenza del Codice Civile rischia di portare all’estinzione un’intera categoria. Ecco perché Slow Food ha promosso l’incontro del 29 ottobre (ore 12, Salone del Gusto di Torino, Sala Rossa, per maggiori info cliccate qui). Per mettere i vignaioli di fronte a un quesito esiziale: chi siete, dove andate? Perché ci pare che tutto il percorso che è stato portato avanti fino ad ora sia stato un imbuto che ha trascinato la categoria più importante dal punto di vista economico della nostra agricoltura a concentrarsi unicamente sul mercato e sulla vendita dei propri vini tralasciando di affrontare, invece, alcuni nodi che puntualmente tornano al pettine.

 

Non è possibile lamentarsi a posteriori dell’invadenza della burocrazia o delle norme (la famosa Erga Omnes) che regolano la vita dei Consorzi, quando non si è fatto nulla per combatterle in anticipo. E noi non vorremmo, come moderne Cassandre, dire ve lo avevamo detto. Piuttosto ci piacerebbe che iniziasse un percorso culturale che porti i vignaioli a darsi un’identità vera. Che si fissino dei paletti precisi. Perché altrimenti non si può essere credibili di fronte agli organi che legiferano.

 

La prima domanda che a Roma faranno ai vignaioli è semplice: chi siete e su quanti voti potete contare? Un punto da cui partire potrebbe essere il manifesto dei Vignerons d’Europe che era stato approvato nel 2009 nella Sala dei Cinquecento a Firenze. Quei dieci punti contenevano alcune affermazioni indispensabili che potrebbero essere utilizzate come principi fondanti di un movimento che sognamo un giorno possa avere un’identità precisa e codificata.

 

All’incontro del 29 ottobre, presso il Salone del Gusto/Terra Madre di Torino prenderanno parte produttori italiani e stranieri e con ruoli nelle più importanti associazioni di categoria. Si discuterà anche dei diritti di impianto, una tematica che sta molto a cuore a tantisismi produttori. Naturalemnte in puro spirito di Vignerons d’Europe, gli interventi già in cantiere lasceranno presto spazio alla platea e ai vignaioli che vorranno dare il proprio contributo alla discussione!