Il Piceno rischia di perdere le proprie vigne: No alle trivelle!

Logo No trivelleLa brutta storia delle autorizzazioni alle trivellazioni che da alcuni mesi sta riempiendo le pagine di giornali, tv e media, sta colpendo profondamente anche il territorio marchigiano e soprattutto quello Piceno.

Campagne e colline meravigliose che raccontano decenni di storia agraria, viticola, olivicola, sono messi a repentaglio da una serie di manovre “mascherate” da politiche di sviluppo energetico, che con molta faciloneria stanno favorendo autorizzazioni per forare il territorio con una bella forma di gruyere, alla ricerca di metano ed idrocarburi in genere in cambio di pochi spiccioli.

È così che a Ripatransone, a Offida e in altri Comuni limitrofi del Piceno, alcuni dei più bei crinali vitati delle nostre colline sono messi a repentaglio da tali manovre scellerate, attraverso le quali si compromettono la sostenibilità ambientale, i posti di lavoro, il reddito delle aziende agricole che da generazioni custodiscono queste campagne, le preservano, le proteggono, ne favoriscono la crescita qualitativa.

1444405104147098Ad essere minacciate non sono solo alcune delle più belle vigne del Piceno – dove sangiovese, montepulciano, pecorino, passerina, favoriscono la produzione di vini Doc e Docg ormai noti oltre confine – ma anche alcuni dei più bei versanti olivicoli dove le cultivar tenera ascolana, piantone di Falerone e piantone di Mogliano danno prodotti di ottima qualità (nella foto il vigneto su cui dovrà insistere la trivellazione, in  Contrada Canali, comune di Ripatransone).

Gli sforzi e gli investimenti che le aziende produttrici e i Consorzi di Tutela hanno profuso in questi ultimi venti anni con l’intento di portare il nome del Piceno e delle Marche nel mondo, nel giro di poco tempo andrebbero spazzati via nel modo peggiore ovvero distruggendo le campagne.

La politica ambientale ed ecologica di ogni governo degli ultimi venti anni purtroppo è sempre più impotente e sempre più sovrastata da politiche economiche e industriali che procedono come uno schiacciasassi, polverizzando molto spesso il patrimonio agricolo delle nostre Regioni a discapito di asserite politiche di crescita industriale.

In realtà un ostacolo vero a tutto questo c’è, siamo noi cittadini, sono i Comitati organizzati che si sono creati per difendere il territorio del Piceno e delle Marche, noi di Slow Food e Slow Wine che abbiamo scelto di schierarci, perché difendere queste campagne significa non perdere noi stessi, la nostra cultura popolare, agraria e contadina.

È con la forza di tutti che si riuscirà a vincere contro questa supremazia che le lobby del petrolio stanno intentando a discapito della sostenibilità ambientale.

12507324_948728928538448_660375609926473862_nCon questi intenti questa sera, giovedi 21 gennaio, si svolgerà la cena-evento Gustiamoci il Piceno, un’iniziativa volta ad informare e sensibilizzare i cittadini nei confronti dello questo scempio che si sta consumando, per dire no al Progetto Santa Maria Goretti (se vuoi saperne di più in merito clicca qui), che prevede trivellazioni in 101 Km2 nel nostro territorio per l’estrazione di idrocarburi.

Nell’ex monastero di San Francesco a Offida, presso l’Enoteca Regionale, alcuni dei migliori chef del territorio – Daniele Citeroni di Ophis, e Sabrina Tuzi della Degusteria del Gigante, Andrea Mosca del Ristorante Marili, Diego Capriotti di Enonè, Maria Elena Cicchi di Villa Cicchi – si cimenteranno ai fornelli per far assaggiare ai presenti piatti preparati con i prodotti locali mentre il Consorzio Vini Piceni e il Consorzio Terroir Marche, favoriranno l’assaggio dei vini del territorio con il contributo dell’Associazione Italiana Sommelier.

Durante la serata inoltre ci saranno momenti di approfondimento sui rischi ed effetti collaterali di tali trivellazioni a cura di alcuni dei massimi esperti del settore. Promotore di questo evento è il Comitato No Trivelle nel Piceno che da mesi sta combattendo una battaglia pacifica ma alquanto decisa e “rumorosa” per cercare di favore l’attenzione di tutta la popolazione marchigiana nei confronti di queste manovre di depauperazione del territorio.