2016 anno nuovo, vergogna nuova: Barbera d’Asti DOCG a 1,49 euro a bottiglia…

12509091_1234891469857953_707956605068692080_nEd eccoci qui a parlare dell’ennesimo territorio “sputtanato” dalla vendita di vini a prezzi infimi. Bottiglie che riportano la loro bella fascetta DOCG e che teoricamente dovrebbero rappresentare l’eccellenza di una regione. E invece con un costo così basso non fanno che confondere i consumatori, che vedendo certe cifre, si chiederanno come mai ci sono vignaioli seri di quelle zone che vendono a 10 volte il prezzo riportato.

Non ci stancheremo, anche nel 2016, di mettere ala berlina certi prezzi, perché i lettori e i consumatori devono cominciare a capire che questi valori stracciati non sono figli di un’agricoltura sana e rispettosa, né dei contadini e neppure del territorio.

Una buona Barbera d’Asti “quotidiana” di annata compratela dai vignaioli a 5/6 euro e sugli scaffali a 8/10. Non vi rovinerete di certo e berrete alla grande
.

  • Gianluca Morino

    Grazie del supporto! W la Barbera ricordando il grande Giacomo.

  • Michele Antonio Fino

    Lo ha scritto bene su FB Massimo Pastura: parliamone con i produttori di sta roba e facciamo in modo che chi ha svenduto lo sfuso che ha permesso di fare quest’operazione (e mille altre) capisca (ancorché indirettamente: chi ammetterebbe pubblicamente di essere il papà di tanto affare?) quanto sbaglia e per quanto tempo il suo errore ricadrà sul territorio, ingigantito.

  • Maurizio Gily

    La Barbera è una varietà a rischio di estinzione, almeno in Piemonte. Rimarrà in California e in altre parti del mondo. Non scherzo mica. Tra flavescenza dorata (con il suo corollario di sindaci senza palle, incapaci di contrastarla con adeguate misure di polizia rurale e di interventi coattivi), politiche di tutela e di promozione inadeguate e politiche di mercato suicide questa sarà la conclusione. O forse quando rimarranno pochi ettari comincerà la risalita, ma a quel punto sarà diventata qualcosa di diverso. Nizza ultima spiaggia. Addio Barbera d’Asti (e del Monferrato, e dei Colli tortonesi). E’ stato bello conoscerti.

  • Massimo Pastura

    Grazie per avermi citato Michele Antonio Fino. Se non facciamo capire ai contadini che conferiscono uve (a chiunque, C.S. e non…) che accettare prezzi simili non fa altro che sostenere poi la commercializzazione di bottiglie a quei prezzi, non arriveremo mai a nulla. I commercianti fanno il loro lavoro, comprano, imbottigliano e rivendono: se riescono ad arrivare a quei prezzi sicuramente non lo fanno perdendo denaro, seppur, grazie a milioni di bottiglie, i loro margini netti siano di pochi centesimi di Euro. Ma bisogna arrivare alla radice del problema. E sopratutto quello che mi disturba e vedere certi personaggi, artefici di questo business, sventolare successi di vendite, prezzi “inesistenti”, e quant’altro… tutta “fuffa politica”, che davvero mi disgusta ogni giorno sempre di più!

  • Massimo Pastura

    Quanto succede nel territorio astigiano è purtroppo figlio di una situazione ormai cronica: piccolissimi viticoltori (avevo letto tempo fa che la proprietà media di vigneti nell’astigiano è di gran lunga inferiore a 2 ettari/procapite), molti di loro ormai pensionati, che si fanno aiutare (con rischi altissimi oggi…) da parenti ed amici nel coltivare il vigneto e raccoglierne le uve… e che accettano prezzi non solo ridicoli, ma vergognosi da parte di grandi vinificatori e cantine sociali. La loro risposta più ovvia, e comprensibile sia ben chiaro è: ma io la faccio per passione, ho fatto questo per una vita… cosa devo fare alla mia età? E quindi si “accontentano” non rendendosi conto di quello che poi succede dopo.

  • Chinaglia Graziano

    Inutile
    al solito dare la colpa ai produttori del nettare di Bacco“ anche se il pirla
    si aggira ovunque e spesso” Imparassero
    gli pseudo bevitori a lasciarli sugli scaffali certi prodotti il mercato si
    regolerebbe da solo. Fare un manifesto comune con i costi medi di produzione
    per LT. di vino, partendo dal terreno arrivando all’appoggio della bottiglia
    sullo scaffale (fascetta DOCG inclusa) E farlo passare in tv Perché li si trova
    il buyer da € 1.49 a bottiglia. Oppure
    si è convinti che chi spende oltre 1000€
    per un corso AIS compra acqua minerale in bottiglia da 1,5 LT. a 0,19
    cent di € come ho trovato su scaffale ieri all’IPER . Finché sul video si
    continuerà a vedere la dottoressa del san. Crispino sarà palese che molti si
    convinceranno che quello è vino. PS. Ma l’affare metanolo non lo ricorda
    nessuno??

  • Fausto Fogliati

    Ed il nostro prestigiosissimo Consorzio di Tutela come si esprime?

  • Gianluca Morino

    Un prezzo così basso danneggia tutto il mondo Barbera per cui non starò mai zitto perché voglio far sopravvivere la mia azienda (75% Barbera) e le tante altre come la mia.

  • Marco Battistella

    hahahahahahaha
    che consorzio del bigolo! pazzesco!
    normale strategia :
    – protezione del marchio
    – vendita a prezzi accessibili
    – promozione del marchio senza declassarlo

    normale strategia di alcuni produttori :
    – promozione del marchio per fare soldi nell’immediato presente
    – vendere grandi masse a prezzi stracciati per fare soldi (magari partite tenute in cantina o andate male che devo buttare fuori)
    – promozione dei prezzi stracciati per far soldi nell’immediato presente.

    risultato? Noi ci pieghiamo a mode e a prezzi incredibili, i francesi no (almeno la maggior parte, la nostra percentuale è invertita).

  • conenna

    Come dire che bottiglia, tappo, etichetta e relative fasi di lavaggio, imbottigliamento, etichettatura, sigillatura etc… le fanno pagare a qualcun altro e ci guadagnano parecchio per poter vendere 75 cl di vino ad un prezzo infimo. Ma non ci dovrebbe essere un consorzio di tutela?