106 milioni per Bruno Giacosa, è un falso. Basta con queste illazioni. Più rispetto per un grande di Langa

Chi ha la fortuna, o la sventura, come me di frequentare Facebook, in questi avrà notato una serie impressionante di post che annunciavano la vendita certa di Bruno Giacosa, affermando con sicurezza il valore della vendita (106 milioni di euro) e anche il compratore, la famiglia americana Krause che ha già acquistato Vietti (leggi qui) ed Enrico Serafino.

Ho cercato di approfondire la cosa visto che non si tratta di una cantina qualunque, ma DELLA CANTINA di Langa. Bruno è il patriarca del Barolo e del Barbaresco. Un uomo tanto importante da essere il primo a ricevere la laurea honoris causa dall’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (leggi qui la sua lectio magistralis).

Ebbene dalle telefonate che ho fatto è risultato che sia il valore indicato sia il nome del compratore è destituito al momento di ogni fondamento. Una fonte interna al sistema delle aziende della famiglia Krause mi ha detto e scritto via mail: «Ci vuole molto più rispetto per Bruno e sua figlia, abbiamo troppa stima di lui per lasciare cadere nel vuoto queste voci, che smentiamo in modo categorico. È una bufala estiva e tale rimane.»

Insomma, siamo al fantacalcio, ma questa volta lo si fa sulla pelle di un gigante del vino italiano (quello che nelle aste spunta ormai i valori più alti in Italia), ultra ottantenne  e anche colpito da una malattia, che non gli impedisce però di continuare a creare dei gioielli assoluti assistito in questo anche da un tecnico di grande valore come Dante Scaglione.

 

  • Gianluca Morino

    Se davvero si rivelerà una bufala, allora è stata orchestrata a meraviglia. Con che scopo? Ne parlavo l’altro giorno con Lodali Vini. Comunque la notizia non sarebbe un danno per una grandissima cantina. Sarebbe una notizia.

  • Chian Chien

    Every story has a loop with a start is an end, where money always wins on man and leaves nothing