I 10 assaggi imperdibili di VinNatur-Villa Favorita 2017

A gradita richiesta dei nostri lettori, i quali da grandi appassionati di vino nei prossimi giorni visiteranno non solo il Vinitaly ma anche le due principali fiere satelliti sui vini naturali – vale a dire ViniVeri (a Cerea) e VinNatur (a Villa Favorita) – che da anni catalizzano l’attenzione fuori dal centro nevralgico delle giornate vinose veronesi, abbiamo deciso – dopo aver pubblicato i 12 assaggi imperdibili del Vinitaly (clicca qui) e ieri i 12 assaggi imperdibili di ViniVeri (clicca qui) – di concludere il trittico con l’elenco dei 10 assaggi da non perdere assolutamente a Villa Favorita.

La bellissima villa veneta di Sarego (Vi) si appresta infatti ad accogliere i viticoltori naturali di VinNatur che dall’8 al 10 aprile si riuniranno qui per la quattordicesima edizione di questa manifestazione. Un grande banco d’assaggio con 170 vignaioli da nove paesi differenti che proporranno i loro vini naturali, prodotti nel pieno rispetto del territorio e dei cicli naturali.

“Essere soci VinNatur significa produrre vini di qualità, secondo metodi naturali legati al territorio, senza forzature tecnologiche ma con un approccio scientifico. Questo comporta prendere ogni giorno decisioni coraggiose per procedere lungo una strada non facile. – dice Angiolino Maule, presidente di VinNatur – ma questa è la strada in cui crediamo. Il nostro obiettivo è quello di comunicare, con chiarezza e trasparenza, il nostro operato a chiunque acquisterà o berrà una bottiglia di vino naturale. Per questo ci siamo dotati di un discliplinare di produzione”.

Non è facile – tra i 170 vignaioli presenti – consigliarvene solo 10 da visitare assolutamente: mi affido all’istinto e alle mie personali simpatie…

 

Marco De Bartoli – Sicilia

Si comincia facile, con una delle aziende più ricche di storia e di fascino; un’istituzione del mondo del vino italiano. Cosa assaggiare? Tutto; lasciatevi condurre da Gipi, la bravissima e gentilissima figlia del compianto Marco, fondatore dell’azienda. Quando assaggiarlo? Appena troverete l’attimo di minore affollamento davanti a questo banchetto: non servirà la mappa per scoprirne la posizione, perché sarà – come al solito – quello maggiormente preso d’assalto dai visitatori…

 

Carussin – Piemonte

La simpatia e la solarità senza filtri di Bruna Ferro traspare immediatamente nei vini di Carussin, soprattutto nelle nuove etichette “inventate” dai suoi figli Luca e Matteo. Io sono affezionato oltremodo alla Barbera Asinoi ma vi consiglio di assaggiarli tutti per poi trovare voi l’etichetta e il formato che più vi piace (eh si, perché c’è anche il litro del rosso Completo, con tappo a vite; vino immediato, molto buono, da bere a litri appunto…).

 

Salvetta – Trentino

Scoperta recente di Slow Wine, anche se la famiglia Salvetta coltiva la vite a Sarche, nella Valle dei Laghi, da generazioni. Francesco è un commercialista che di dedica scupolosamente al suo vigneto di nosiola (unica varietà coltivata), avendo imparato l’arte da una vignaiola d’eccezione, Elisabetta Foradori. Da sentire la Nosiola 2014 e soprattutto – facendo attenzione però, perché è un vino “ultimativo” – il Vino Santo 2009.

 

Radoar – Alto Adige

Azienda altoatesina fuori dagli schemi (altrimenti, in effetti, non sarebbe a Villa Favorita…); un antico maso di proprietà di Norbert Blasbichler che assieme alla moglie Edith coltiva i vigneti abbarbicati sugli impervi pendii della Valle Isarco, a 850 metri di altitudine. Due ottimi Müller Thurgau, ma soprattutto il particolarissimo Kerner Radoy, vino “concettuale” e insolito per il voluto residuo zuccherino in perfetto equilibrio con la forte spinta acida, che ricorda la tipologia Feinherb della Mosella.

 

Casa Belfi – Veneto

Maurizio Donadi vi proporrà sicuramente (almeno) due rifermentati in bottiglia da uve glera, il secondo dei quali vinificato in anfora grande e affinato poi in piccole anfore di chiara argilla bassanese. Un vino che senza dubbio richiama curiosità e attenzione, ma non fermatevi a questi aspetti “di folklore”, piuttosto chiudete gli occhi e assaggiatelo come se fosse un qualsiasi vino “normale”: sentirete il vero sapore dell’uva!

 

Camillo Donati – Emilia Romagna

Sembrano facili e immediati i vini di Camillo Donati – tutti rigorosamente rifermentati in bottiglia, come da tradizione – ma dietro questa loro immagine (e dietro la veste pop del tappo a corona) si nascondono etichette che danno il meglio di se con il tempo, ad almeno un anno dalla vendemmia. Assaggiate Il Mio Malvasia 2015 e poi sappiatemi dire…

 

Collecapretta – Umbria
Azienda agricola nel senso più ampio del termine, come molte altre presenti a Villa Favorita. Annalisa, la giovane figlia di Vittorio, è stata brava a non toccare nulla in azienda e a seguire, con ancora maggiore determinazione, i principi di sempre: tanto lavoro in vigna e rispetto della terra. Trebbiano Spolentino Vigne Vecchie e Terra dei Preti i due assaggi da non perdere; ma visto che site lì anche Le Cese…

 

Tenuta Terraviva – Abruzzo

Pietro Topi e Martino Taraschi sono stati capaci di interpretare l’Abruzzo in modo artigianale, con semplicità ed efficacia, con vini diretti e gustosi che percorrono il palato con dinamismo ed energia, appagandolo pienemente senza mai appesantirlo. Da assaggiare sicuramente il Trebbiano d’Abruzzo e il Solorosso (un Sangiovese), ma anche le altre etichette, per molte delle quali saranno probabilmente disponibili anche le prime prove d’assaggio dell’ultima vendemmia.

 

Natalino del Prete – Puglia

Il problema nell’assaggiare i vini di Natalino è quello di non farsi ammaliare dalle parole semplici, profonde e dirette di questo contadino pugliese verace, dalle mani oltremodo callose e dall’occhio furbo. I vini parlano il suo stesso linguaggio (infatti in un primo momento, a volte, fai un po’ fatica a comprenderli, ma basta sintonizzarsi su quella particolare onda…) e ti arrivano diretti in pancia e al cuore.

 

Elisabetta Musto Carmelitano – Basilicata

Non nascondo, da ultimo (ma solo perché ho seguito un ordine geografico degli assaggi), la mia particolare predilezione per Elisabetta e in particolare per il suo Aglianico del Vulture Serra del Prete, un vino per il quale nutro “a prescindere” una passione speciale, sbocciata probabilmente quando ho avuto modo di calpestare la meravigliosa vecchia vigna da cui provengono le uve con cui è fatto. Un vino profondo e incisivo, capace di convincere tutti i palati.

 

Infine un capovolgimento della geografia e uno strappo alla regola del 10, per segnalarvi la presenza a Villa Favorita di parecchie aziende slovene; per nessun motivo dovete perdere queste tre: Kmetija Stekar, Klabjan e Stemberger. Fidatevi!