Il 1 aprile a Santo Stefano Roero c’è SoloVino. E si fa sul serio

Si annunciano settimane movimentate per il Roero: valige pronte per i Roero Days in calendario il 26 e 27 marzo quando l’intero comparto vinicolo della zona si trasferisce a Milano, mentre la settimana dopo inizia Grandi Langhe, le anteprime piemontesi.

Ma quel che ci interessa segnalarvi oggi è SoloVino, prima edizione di un bell’appuntamento che già molto sta facendo parlare di sé. Perché, in punta di piedi e con grande semplicità, ci sta facendo conoscere un’interessante parte del mondo vinicolo italiano: quella dei viticoltori di prima generazione. Responsabili dell’iniziativa i ragazzi di SoloRoero, associazione [ne abbiamo parlato qui] composta dai fratelli Enrico ed Emanuele Cauda (Cascina Fornace), Luca Faccenda (azienda agricola Valfaccenda a Canale), Alberto Oggero (dell’omonima cantina tra Canale e Santo Stefano Roero): «Volevano organizzare una festa per celebrare la nostra associazione e condividere con gli amici il nostro lavoro. Abbiamo esteso l’invito a tanti altri viticultori che come noi hanno iniziato a coltivare la vigna per passione. La festa è diventata SoloVino, un appuntamento che ci auguriamo porti in Roero chi è davvero interessato a vivere e conoscere le comunità locali e chi, come noi, ha il desiderio che diventino più forti, puntando sul bello e il buono, senza stravolgerne l’anima».

In programma? Banchetti degustazione, mercatino, tavole rotonde, seminari di approfondimento, cucine di strada, festa serale compresa di musica e solo vino, ça va sans dire. Appuntamento il 1 aprile (e no, non è uno scherzo) a Santo Stefano Roero (Cn) presso la Confraternita di San Bernardino.

Ma chi sono questi “viticoltori di prima generazione”? Solo qualche anno fa, un simile parallelismo mi era ancora costato una nomination tra le “perle di Slow Wine”, una divertente compilazione delle frasi o parole più simpaticamente sbagliate o mal-scelte sulla nostra guida. In realtà il concetto ci sembra piuttosto chiaro: essere vignaiolo di prima generazione vuol dire partire da zero, senza l’eredità di un’azienda già avviata, senza uno storico in cantina, senza una filosofia aziendale plasmata dal tempo, dall’esperienza o da chi ti ha preceduto. Certo, da un lato si guadagna in libertà, potendo scegliere la propria linea, dall’altro bisogna fare i conti non solo con le solite difficoltà di ogni piccola realtà vinicola (e ne abbiamo parlato ampiamente nelle settimane scorse) ma anche con una serie d’impasse specifiche al caso: farsi conoscere in primis, costruirsi un mercato, far quadrare i conti mentre magari si sta finendo di costruire la cantina e piantando nuovi vigneti, per non parlare dei prezzi proibitivi dei terreni in alcune aree vinicola in voga.

E proprio questi temi saranno approfonditi al mattino (così ci togliamo il pensiero) alle 10.30 in Quanto costa la bicicletta? Tavola rotonda a ruota libera sulla viticoltura di prima generazione. Racconteranno la proprie esperienze Enrico Cauda (Cascina Fornace, Santo Stefano Roero-Cn) Martin Gojer (Pranzegg, Bolzano) e Roberto Pusole (Pusole, Baunei-Og) dopodiché si apre il dibattito a tutti vignaioli partecipanti.

C’è ancora qualcosa che vorremmo farvi notare.

A guardare l’elenco dei partecipanti (lo trovate in coda al testo), salta subito all’occhio che c’è qualcos’altro che lega questa banda di viticoltori: sono tutti impegnati – chi con certificazione, chi senza, ma tutti con convinzione – per una viticoltura sana, rispettosa, di basso impatto sull’ambiente, accurata. Ognuno di loro cerca di interpretare la propria denominazione d’origine con trasparenza, dando voce ad annata, terra, vitigno e pratiche umane, più che alle proprie competenze enologiche.

E sono tutti accomunati dal desiderio di inserirsi con rispetto, ma anche con idee chiare e proprie, nel loro tessuto sociale-produttivo. E infine sono tutte persone che amano il vino e hanno fatto la scelta consapevole di dedicarci la loro vita, abbandonando percorsi segnati, forse più semplici, ma di sicuro meno divertenti.

Questa iniziativa c’è piaciuta molto, sia perché ci darà la possibilità di conoscere vini e produttori più che interessanti, sia perché ci piace questa idea di alleanza tra viticoltori. Ecco perché abbiamo chiesto di diventare Media Partner di SoloVino. Ogni giorno vi presenteremo le aziende che parteciperanno condividendo sul nostro sito i contenuti della pagina Facebook SoloRoero che ospita le info sull’evento e brevi schede descrittive che presentano i produttori.

Insomma, non vi resta che segnarvi l’appuntamento: 1 aprile, Santo Stefano Roero, Confraternita di San Bernardino. Noi ci saremo, vi aspettiamo.

Programma

///Ore 11 – 18

Si assaggiano tutti i vini (ingresso 15 €)

///Ore 10.30

«Quanto costa la bicicletta?»
Tavola rotonda a ruota libera sulla viticultura di prima generazione

///Ore 16

Roero, territorio e viticoltura
Seminario di approfondimento

///Ore 18 in avanti

Musica, cibo e (solo) vini da ballo

La cucina, o meglio le cucine sono affidate alla Pro Loco di Santo Stefano Roero con, tra le altre specialità, le mitiche friciule con salame, alla Casa dei Tajarin che propone una versione primaverile alle erbette, e all’Assopiemonte Dop&Igp che si presenta con l’ormai celeberrimo Mac’d Bra.

 

 

Elenco viticultori ospiti

Olek Bondonio

Gianluca Colombo

Dirupi

Garlider

Didier Gerbelle

Il Calamaio

Il Quarticello

L’Erta di Radda

Le More Bianche

Cristiana Meggiolaro

Meridio

Andrea Occhipinti

Ottomani

Pranzegg

Pusole

Togni Rebaioli

Rosmarinus

Cascina Fornace

Alberto Oggero

Valfaccenda