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Pazienza!
27/04/2005 - Nicola Ferrero - Sloweek
Con il 2004 la nostra associazione ha dato vita a una nuova rivista: Slowfood, destinata ai soli soci italiani, con otto uscite annuali. Non per questo rinuncerà – nei temi e nelle firme – ad osservare l’enogastronomia con gli occhi e i gusti del mondo, in quanto figlia di un’associazione che ormai ha sedi, “numeri” e personaggi in ogni angolo del pianeta. Con lo stile e la filosofia di Slow Food, dunque, la nuova rivista si occupa di enogastronomia con taglio critico, segnalando il buono e il cattivo, con inchieste, racconti, recensioni, itinerari, degustazioni. Ci troverete i luoghi di culto dell’enologia mondiale, gli osti, i contadini, i pescatori e i pastori che contribuiscono, con il loro lavoro, a tenere vive tecniche e tradizioni alimentari. Ecco un assaggio-campione dell’ultimo numero pubblicato.

L’ultimo numero di Slowfood, in arrivo a breve per tutti i soci italiani, avrà un succulento ‘finale’: una storia di Andrea Pazienza (“Figure Storiche 3”, pubblicata sull’albo Sturiellet), infatti, sarà ospitata dalla nostra rivista.

La scia iniziata con Staino e continuata con il Cattivik di Silver, indice di una maggiore attenzione riservata al fumetto in tutte le sue forme e declinazioni da parte di Slowfood, prosegue ora con uno dei più grandi autori di ‘nuvole parlanti’, ma non solo, che la nostra penisola abbia conosciuto.

Andrea Pazienza, infatti, si è abbattuto sul fumetto italiano e internazionale come una tempesta, ridefinendo le regole del gioco, stravolgendone i canoni, dando spazio a segni e linguaggi tipici della cultura giovanile (specialmente quella di fine anni ’70), influenzando in maniera indelebile un numero impressionante di autori che sono venuti dopo di lui.

Pazienza nasce a San Benedetto del Tronto il 23 maggio 1956. Passa l'infanzia a San Severo, un paese nella piana pugliese e a 13 anni si trasferisce a Pescara, dove frequenta il Liceo Artistico e partecipa al Laboratorio comune d'arte "Convergenze". In questi anni conosce Tanino Liberatore (altro autore fondamentale per il fumetto italiano) e realizza i suoi primi quadri, influenzati dallo stile del padre Enrico, apprezzato acquerellista. Disegna anche le sue prime storie a fumetti, mai pubblicate.

Nel ’74, terminato il Liceo, si trasferisce a Bologna e si iscrive al DAMS. Nel ’77 la sua prima storia lunga vede la luce: si tratta de “Le straordinarie avventure di Pentotal”, pubblicata su Alter Alter. E’ un viaggio allucinato e metafisico che ha come sfondo la Bologna della contestazione studentesca, con numerose citazioni del “Garage Ermetico” di Moebius. Nell’inverno dello stesso anno conosce Scozzari, Mattioli e Tamburini con i quali darà vita, insieme al vecchio amico Liberatore, alla rivista Cannibale, fucina di talenti e sorta di ‘palestra’ che avrebbe portato, da lì a qualche anno, alla nascita di Frigidaire, vera bibbia della controcultura, fumettistica e non, dei primi anni ’80. Dal 1978 al 1981, inoltre, partecipa all’esperienza autogestita de Il Male.

Tra il 1982 e il 1983 dà nuovamente spazio alla sua passione per la pittura ed espone prima al Museo d’Arte Moderna di Bologna e poi al Palazzo delle Esposizioni di Roma, con Altan e Pablo Echaurren.

Nel 1984 si trasferisce a Montepulciano dove conosce Marina Comandini, che diventerà sua moglie nel giugno 1986. In questi anni collabora con Linus, Tango (supplemento de L’Unità), Zut e Comic Art. La produzione satirica si affianca alle favole illustrate per bambini, e alla sua ultima grande opera: “Gli ultimi giorni di Pompeo”, storia semi autobiografica di eroina, disperazione e suicidio. Andrea Pazienza muore prematuramente un anno dopo la pubblicazione di Pompeo, il 16 giugno 1988.

Definire Andrea Pazienza un fumettaro è, francamente, limitativo. E’ stato, a nostra modesta opinione, il più dotato tecnicamente (e il più pigro) tra i disegnatori italiani. E’ stato colui che ha per primo portato su carta stampata i gerghi giovanili della fine degli anni ’70 e i dialetti che si incontravano e mischiavano in quel periodo a Bologna. E’ stato il primo a disegnare di canne, pere, acidi, discoteche, gialli scolastici, scontri con la polizia e comuni freakettone con una naturalezza e uno stile incredibili. E’ stato in grado di produrre, d’altro canto, tavole dolcissime e di una poesia fuori dal comune e, a renderlo immortale, un’ironia e un’autoironia di fondo che non hanno paragoni tra gli altri autori di fumetti.

Pazienza, dall’alto della sua tecnica magistrale, aveva l’abitudine di cambiare stile narrativo e di segno a seconda delle esigenze: si va dalla complessità in bianco e nero di Pentothal al tratto semplice delle vignette satiriche, all’utilizzo del Pantone, dei pastelli a cera e del carboncino. Per apprezzare appieno la sua arte non vi resta che tuffarvi nella lettura di qualcuna delle sue opere. Sperando che questa storia breve vi invogli ad approfondire l’argomento, ci permettiamo di segnalare alcuni titoli che riteniamo fondamentali:

Le straordinarie avventure di Pentothal
Perchè Pippo sembra uno sballato
Tormenta
Zanardi
Zanardi e altre storie
Zanardi. La prima delle tre
Pompeo


Mai tornare indietro, neanche per prendere la rincorsa
Pazienza 1956 – 1988

Nicola Ferrero è capoprogetto dei siti www.slowfood.it/com
 
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