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Buone notizie dal Presidio Slow Food dello slatko di prugne pozegaca (Bosnia)
26/01/2009 - News da Fondazione
Nella lingua bosniaca slatko vuol dire “dolce”, ma la parola si riferisce anche a una conserva sciroppata a base di prugne. Oggi si fa ancora in diverse zone di Bosnia, Serbia e Croazia ma appartiene a quelle tradizioni che si stanno perdendo rapidamente.

Nel villaggio di Filipovici (nei pressi dell’enclave musulmana di Gorazde), lo slatko di prugne pozegaca è prodotto da gruppo di donne, che con l’aiuto delle più anziane hanno definito la ricetta tradizionale: il loro slatko è preparato sul fuoco di legna con prugne coltivate sulle sponde del fiume Drina.

Il gruppo delle produttrici, anche grazie all’assistenza dell’Ong CEFA (Comitato Europeo per la Formazione e l’Agricoltura) che ha segnalato questo prodotto a Slow Food, nel novembre 2005 ha costituito una associazione – Emina, con l’obiettivo di salvaguardare e promuovere tradizione e cultura della regione. Con il supporto della Cooperativa Agropodrinje, technical partner del progetto, le produttrici hanno iniziato a vendere lo slatko sul mercato di Sarajevo (due catene della grande distribuzione) e tenteranno la via dell’esportazione.

Nel 2009 l’associazione Emina organizzerà corsi itineranti per coinvolgere altre donne. Il successo riscontrato dal prodotto ha infatti aumentato la domanda, e il problema principale oggi è la carenza di materia prima: gli alberi sono vecchi, non potati e non garantiscono una quantità di frutta costante. Proprio per questo sarà realizzato un frutteto di mezzo ettaro con nuove piante. Inoltre, tre ettari di vecchi frutteti saranno potati e risanati. grazie l’assistenza di un agronomo locale

Soprattutto, con il supporto del municipio di Ustikolina , inoltre, organizzerà un evento a settembre dedicato proprio alle prugne e a molti altri prodotti dei Balcani. A questo evento parteciperanno anche Presìdi e comunità di Croazia, Macedonia, Italia, e sarà organizzato sulla falsariga di Cheese. Le strade di Ustikolina si vestiranno a festa, riempiendosi di bancarelle e stand, e i visitatori potranno così perdersi tra le vie dello slatko, dei formaggi, dei mieli.

L’evento sarà anche l’occasione per rafforzare la rete delle comunità del cibo dei Balcani e per lanciare l’associazione Slow Food in Bosnia.


Brevissima cronistoria

Nel 2004 (situazione di partenza)
Lo slatko era preparato in casa solo dalle donne più anziane e la tradizione stava scomparendo, insieme alla varietà di prugna locale, la pozegaca, minacciata dal virus della sharka che stava decimando la produzione. L’interesse verso questo prodotto – e quindi verso il progetto – era basso.
Il contesto sociale era disastrato dalla recente guerra civile.

In occasione del Salone del Gusto 2004 un gruppo di 5 donne prepara in casa e porta 500 vasetti di slatko.
Il prodotto ha un grande successo, galvanizzando le produttrici. Tornate in Bosnia, le donne creano l’associazione Emina e incominciano a vendere il loro prodotto sul mercato locale (presso un supermercato di Sarajevo).
I media locali gradualmente cominciano a interessarsi al progetto.
In dicembre, per le feste, la fabbrica nazionale di produzione di tabacco, decide di regalare ciascuno dei suoi 700 dipendenti un barattolo di slatko.

L’associazione Emina partecipa alle fiere locali e diventa punto di riferimento per la comunità locale di Ustikolina.
La Fondazione Slow Food per la Biodiversità finanzia la realizzazione di un laboratorio attrezzato per la produzione.

Le produttrici del Presidio partecipano a Terra Madre e al Salone del Gusto 2006 e 2008, e nel 2007 sono anche a Cheese, in un’area dedicata all’est Europa. Ad ognuna di queste manifestazioni riscontrano un grande successo.

Nel 2008
- le donne coinvolgono un tecnologo alimentare locale per mettere a punto il disciplinare di produzione: ora la ricetta è definita e ripetibile, anche su piccola scala, e consente di ottenere un prodotto di qualità e con le stesse caratteristiche.
- realizzano una nuova etichetta, usando carta riciclata
- coinvolgono i coltivatori di frutta (uomini) per il recupero dei vecchi impianti e la realizzazione di nuovi frutteti

Numero barattoli prodotti:
anno 2004: 500 barattoli
anno 2005: 800 barattoli
anno 2006: 1500 barattoli
anno 2007: 2500 barattoli
anno 2008: 2500 barattoli di slatko e 2000 barattoli di ajvar – salsa tradizionale a base di peperoni, che viene prodotta nello stesso laboratorio.

Le attività di questo Presidio, fin dalla sua nascita, sono state finanziate dalla Regione Toscana
 
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