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Quando un orto fa la differenza

Tema trattato: Agricoltura


12/03/2012 - In Africa, le comunità della rete Slow Food stanno realizzando mille orti

L'Africa è ricca. Non a caso Paesi come la Cina e l'Arabia Saudita si accaparrano le terre più fertili e le risorse idriche per produrre biocarburanti o derrate da reddito. Così i paesi africani spesso dipendono dalle importazioni per approvvigionarsi di cibo.


Le crisi alimentari nascono dunque dalla mancanza di accesso a terra e acqua, dai rincari del petrolio e quindi del cibo importato. I cambiamenti climatici e la pressione demografica peggiorano solo dinamiche già in moto.


L'Africa emerge dal colonialismo e cerca passo dopo passo di sviluppare governi democratici. Le instabilità politiche sono terreno fertile per chi si accaparra risorse e per chi promuove la coltivazione di OGM tramite generosi sussidi ai governi, con la promessa che saranno queste a risolvere le crisi alimentari. Ma proprio le sementi geneticamente modificate, i fertilizzanti e i pesticidi troppo cari per i piccoli contadini sono fra le cause della fame nel continente.


In Africa, le comunità della rete Slow Food stanno realizzando mille orti. Non si tratta di insegnare agli Africani un mestiere che conoscono bene da migliaia di anni, ma di valorizzare i saperi e le risorse locali, sviluppando modelli di agricoltura sostenibile, rispettosi del contesto e facilmente replicabili. In Burkina, per esempio, l'irrigazione goccia a goccia si fa usando bottiglie di plastica riciclate con il fondo bucherellato. In Uganda, i contadini incontrano cuochi e giornalisti per studiare insieme come valorizzare i prodotti tradizionali tramite i ristoranti locali. In tutto il continente, i bambini coinvolti negli orti scolastici iniziano a fare l'orto anche a casa, producono le sementi, chiedono alle loro mamme di preparare piatti tradizionali.


In Africa, un semplice orto può indicare la strada per un futuro migliore. Può garantire cibo, aiutare a comprendere il significato di produrre e mangiare locale, salvare semi e varietà tradizionali, educare i giovani alla sovranità alimentare.


di Marta Messa


Tratto da La Stampa 11/3/12


Clicca qui per sostenere il progetto 1000 orti in Africa

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