Questa settimana i mercati dell’ortofrutta hanno subito un notevole sconvolgimento. Era tanto che non si registrava uno sciopero degli autotrasportatori così importante e prolungato. Alcuni effetti li avrete già potuti verificare tra le bancarelle: mancanza di prodotto o prezzi anche raddoppiati per alcune merci. Mentre s’inizia dal Nord con il ritorno alla normalità, il consiglio per chi fa la spesa è comunque quello di restare fermi ancora un paio di giorni. Consumare nel frattempo tutto quanto si ha in casa e attendere lunedì o martedì, quando i mercati saranno invasi da tonnellate di prodotti i cui prezzi saranno sicuramente molto bassi, facendo però molta attenzione alla qualità.
Lo sciopero ha influito diversamente nelle varie Regioni, e ha colpito soprattutto Puglia, Campania, Sicilia. Il Meridione in generale: in questo momento sono le zone più produttive per quantità e varietà, con frutta e verdura in piena fase di raccolta. La Sicilia, bloccata già da due settimane, non ha più fatto partire arance e altri agrumi, ma nemmeno pomodorini, melanzane o altri prodotti non tipicamente invernali, che però lì si riescono a coltivare anche in questi mesi, per poi farli viaggiare in tutta la Penisola. Merce fresca, che non si conserva a lungo. Ci sono dunque stati altri effetti, meno evidenti. Innanzi tutto un grande spreco: il raccolto è stato buttato via o, quando possibile, ammassato nei magazzini refrigerati, in attesa di essere spedito nei prossimi giorni. Naturalmente non si tratterà di prodotti che avranno mantenuto una grande freschezza o qualità. Fioccheranno le offerte, ma bisognerà valutare con molta cura l’integrità della merce.
Si può dire che si sia rotto un meccanismo: l’annata è compromessa per molti produttori, anche perché i commercianti che hanno cercato di parare i colpi - la grande distribuzione o i canali dell’export - intanto si sono rivolti all’estero (per le arance in Spagna e Grecia per esempio) e non torneranno subito a comprare italiano. Insomma, questo sciopero è un disastro, ma almeno avrà il merito di insegnarci ciò che avrebbe già dovuto essere evidente: dipendiamo da una rete fitta di trasporti che non sempre hanno tanto senso. Mangiare locale evita questa dipendenza, oltre che far bene all’ambiente e ai piccoli coltivatori dei nostri territori, i quali non hanno bisogno di TIR per darci prodotti freschi e sostenibili.
Da La Stampa, rubrica Sabato al mercato, a cura di Carlo Bogliotti
1. Intervento di Silvia dalla provincia di La Spezia del 01/02/2012 16:50 Brava Tiziana da Cagliari, ti approvo pienamente!
2. Intervento di Tiziana da Cagliari del 01/02/2012 08:41 E' una grande soddisfazione per me dire che la mia cucina non ha in alcun modo risentito dello sciopero perchè da circa due mesi mi sono associata a...(leggi tutto)
E' una grande soddisfazione per me dire che la mia cucina non ha in alcun modo risentito dello sciopero perchè da circa due mesi mi sono associata a una filiera corta e ho ricevuto la mia cassetta di frutta e verdura locali senza alcuna differenza. Sempre ottimi!
Brava Tiziana da Cagliari, ti approvo pienamente!