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Il manifesto della Resistenza Contadina

Tema trattato: Agricoltura

Numero commenti: 1


17/02/2012 - Il documento presentato da Slow Food Campania per dar voce ai contadini e all'agricoltura su piccola scala

Ieri è stato presentato presso il Ristorante Umberto di Napoli il Manifesto di Resistenza Contadina, un documento nato dall'esigenza di contrastare la difficoltà perenne e crescente dell'agricoltura di piccola scala e raccolto da Slow Food Campania attraverso l'ascolto delle voci dei contadini.


L'incontro, condotto da Geppina Landolfo, Presidente Arga Campania - Associazione Regionale Giornalisti Agroalimentari, è stato aperto da Massimo Di Porzio, patron di Umberto ed esponente di quella che lui stesso ha definito "resistenza gastronomica".


A portare la testimonianza del mondo agricolo è stato Vincenzo Egizio, contadino di Brusciano: «Nella nostra terra esistono tante piccole aziende con prodotti che sono riconosciuti di grande qualità, ma che non riescono a fare reddito perché non possono competere col mercato agroalimentare oggi in essere. I prodotti hanno a priori un prezzo definito e una scheda tecnica e organolettica che non tiene conto né dei costi effettivi né della biodiversità, unici testimoni di una produzione rispettosa del territorio. Oggi c'è bisogno di ritornare al rispetto del terreno».


In controtendenza rispetto al canovaccio consueto, Maria Scarinzi ha poi presentato il logo del Manifesto, il quale caratterizzerà tutti gli appuntamenti di Resistenza Contadina. Maria, figlia di contadini, parte dalla descrizione della città cattiva, quella dove bisogna abbassare la voce per non dare fastidio e dove l'unico verde è quello dei campi di calcio. «Credevo che la città giusta fosse quella dove funziona tutto, mentre oggi posso dirvi che ho deciso di rimettere al centro le radici, la famiglia e di pensare all'agricoltura come prima e più antica forma di fede. Sono felice di avere potuto realizzare questo logo perché oggi ritorniamo a parlare di contadini, non di imprenditori agricoli».


Gaetano Pascale, Presidente Slow Food Campania, ha così sintetizzato: «Avremmo preferito non ci fosse bisogno di "resistenza". Invece oggi dobbiamo porre un punto di partenza: noi siamo coi contadini. Resistenza contadina è un manifesto aperto, un punto di partenza sul quale ragionare con chiunque voglia unire la propria voce a quella dei contadini. Slow Food non vuole e non deve rappresentare i contadini, ma apprendere da loro e dargli voce. Noi avremo iniziative nelle Condotte per aiutare i contadini a superare difficoltà diventate insostenibili. Il Manifesto parte dalla Campania ma vuole arrivare, con i dovuti distinguo, in ogni parte del mondo».


In chiusura, arriva il primo impegno comunicativo con Gianpaolo Necco, Consigliere nazionale Unaga: «L'Arga Campania si occuperà di divulgare il Manifesto in tutte le Regioni dove figurano le Arga. I contadini non sanno più con chi parlare. Siamo un Paese in crisi ma c'è una speranza: a Napoli, città di mare, si parla di agricoltura».


Scarica il Manifesto

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1 interventi su Il manifesto della Resistenza Contadina

1. Intervento di candida cecchi de' rossi del 21/02/2012 10:34
Ho una piccola azienda agricola ed agrituristica in provincia di Pistoia; produco vino , vinsanto ed olio (www.marzalla.it) , vorrei aggiungere due...(leggi tutto)

Ho una piccola azienda agricola ed agrituristica in provincia di Pistoia; produco vino , vinsanto ed olio (www.marzalla.it) , vorrei aggiungere due cose al vostro manifesto: 1) sarebbe importante che slow food creasse una guida degli agriturismi VERI, cioè di quelli che hanno anche una realtà agricola alle spalle e che spesso mettono tutto il guadagno dell'agriturismo proprio nel mantenimento dell'attività agricola (che opera in perdita) e quindi di conseguenza nel mantenimento del paesaggio e del territorio che è un bene non solo nostro ma di tutti; Infatti l'ormai dilagante numero di persone che affittano appartamenti o camere in campagna a prezzi inferiori ai nostri (perché non sono conosciute e quindi non controllate, e perché non hanno da mantenere la parte agricola), ci stanno levando la possibilità di poter lavorare. Infatti se andate sui portali dove gli stranieri e gli italiani scelgono le loro vacanze, queste persone ci fanno concorrenza secondo me sleale. Non perché non abbiamo il diritto di affittare le loro case, ma perché nessuno a livello statale o pubblico ha mai aiutato a far capire che andare in un agriturismo ha una valenza in più... vuol dire aiutare chi fa un lavoro non solo per se stesso ma anche per la comunità. Come parlare dei prodotti a km 0 ha aiutato i piccoli produttori a vendere i propri prodotti direttamente al pubblico a prezzi più remunerativi, così una campagna a favore dei veri agriturismi forse farebbe capire alle persone l'importanza e la differenza che c'è tra fare una vacanza in un appartamento in campagna dove non c'è però un'azienda agricola alle spalle e dove invece c'è... Tutto questo andrebbe fatto naturalmente anche rivolto agli stranieri che forse sono anche più sensibili su questo terreno.
2) SLOW FOOD deve aiutare gli agricoltori contro la manovra Monti Salva Italia che ha messo l'IMU su tutti i fabbricati rurali STRUMENTALI. Questa è una tassa che se dovesse definitivamente passare, affosserebbe la mia azienda e coma la mia molte altre piccole aziende agricole nei dintorni. E' importante agire perché entro marzo ci sia una svolta su questo tema. Io da parte mia so già, che se questa tassa resterà, nel 2013 chiudo l'agriturismo e con esso naturalmente l'azienda agricola... vorrà dire che le vigne ed gli oliveti verrà a coltivarli Monti o chi per lui! Resto a vostra disposizione, per pubblicizzare il vostro manifesto nella mia Provincia (sono Presidente Agriturist Pistoia) e vi ringrazio per l'attenzione. (faccio anche presente che sono vostra socia da molti anni)





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