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Finanziarizzazione della natura

Tema trattato: Fame nel mondo


30/04/2012 - Volete che tutto ciò succeda?

In giugno, governi e diverse multinazionali si riuniranno alla conferenza Rio+20 sullo sviluppo sostenibile, e tenteranno di dirottare l’incontro a favore del settore finanziario. Il governo britannico per esempio, con altri del resto e a braccetto con banche ed hedge fund, opterà per una “finanziarizzazione della natura”. Vale a dire un’assegnazione di un valore finanziario a beni naturali (e comuni) come acqua, foreste, biodiversità ecc. e la creazione di un apposito mercato per queste entità.


Le ragioni accampate per adottare questo sistema sono fondamentalmente due. Primo, se vogliamo evitare una crisi ambientale, dobbiamo assegnare un valore monetario alla natura, cosicché si potrà pagare il giusto prezzo per ogni risorsa naturale. Secondo, per migliorare lo stato dell’economia globale attualmente in crisi è necessaria una forte crescita, la quale non può prescindere dallo sviluppo di nuovi mercati.


In pratica a Rio+20 si cercherà di mettere le problematiche economiche al di sopra di quelle ambientali, per creare un nuovo mercato di risorse naturali ove il settore finanziario potrà operare e trarne profitto.


Il vero costo di questa finanziarizzazione


E’ probabile che gli effetti di questo piano non saranno positivi per tutti, come i sostenitori vogliono farci intendere. Grazie agli esempi del passato si può facilmente capire che la finanziarizzazione della natura è un nuovo mezzo per le elite finanziarie di trarre ulteriore profitto dai mezzi di sussistenza dalle popolazioni più povere.


Land grabbing (accaparramento delle terre)


Si sono già visti gli effetti del potere finanziario in termini di accaparramento delle terre. Dal 2001, un’area equivalente all’Europa occidentale è stata comprata o affittata nel Sud del mondo da investitori finanziari. Questo ha letteralmente espulso i produttori agricoli su piccola scala dalle loro terre possedute da generazioni, che sono passate nelle mani di lontani istituti finanziari (ma a volte non tanto lontani: potrebbe essere anche il vostro fondo pensionistico).


Estrazione mineraria e di combustibili


La finanza è entrata di gran carriera anche nell’industria estrattiva di combustibili fossili, tanto che nel 2009 Morgan Stanley ha gestito più petroliere della Chevron.


Volatilità dei prezzi


Una ricerca del World Development Movement ha mostrato come la finanziarizzazione del mercato del cibo abbia giocato un ruolo determinante nell’impennata dei prezzi delle derrate, causando crisi alimentari nel mondo. Ci sono diversi fattori che determinano l’aumento dei prezzi degli alimenti, come ad esempio utilizzare le derrate agricole per produrre biofuel. Ma questi da soli non sono in grado di spiegare i rapidi aumenti dei prezzi che si sono verificati negli ultimi tempi. In questo decennio, gli speculatori finanziari sono arrivati a dominare il mercato dei futures. Acquistando sul mercato e scommettendo sull’aumento dei prezzi senza considerare cosa avviene effettivamente nel mondo reale, gli speculatori hanno provocato un aumento del costo dei futures. Infatti se il prezzo di questi aumenta, conseguentemente aumenta anche il prezzo del cibo, poiché compratori e venditori prendono come punto di riferimento la valutazione dei futures. Gli asset finanziari riguardanti il cibo sono passati da 65 miliardi di dollari a 126 nel periodo 2006-2011. Gli speculatori finanziari dominano il mercato dei futures dei prodotti agricoli: nel 1996 erano circa il 12% del mercato, oggi rappresentano il 62% circa.


Mettere un prezzo a ciò che non ha prezzo


Assegnando un valore finanziario alle risorse naturali, estendiamo logiche di mercato alla natura. Facendo questo, noi trasformiamo ciò che è un bene comune, da utilizzare e gestire assieme in maniera sostenibile, in una commodity che esiste per produrre profitto privato. Considerare la natura in questa prospettiva non può che portare al sovrasfruttamento delle risorse e quindi al loro degrado.


Sistema finanziario chiuso


Se la natura sarà concessa al controllo di istituti finanziari e alla mercé della volatilità dei mercati finanziari, le risorse come acqua, terra (e magari in un futuro non tropo lontano aria) smetteranno di essere comuni per diventare proprietà privata.


Volete che tutto ciò succeda?


Leggi anche: Come le banche affamano il mondo


Luca Bernardini - l.bernardini@slowfood.it


 

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