14/07/2011
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Come far fiorire una fattoria in un ghetto
Come far fiorire una fattoria in un ghetto
«La mia fattoria si trova nel ghetto, in una strada senza uscita». È lincipit, intrigante, del racconto biografico di Novella Carpenter, figlia di una coppia di figli dei fiori. Benvenuti nel ghetto di Città Fantasma, nei bassifondi di Oakland, California, dove Novella si è trasferita col marito Bill. Edifici scrostati, macchine scassate, mucchi dimmondizia accatastati lungo le strade, economie sommerse e appezzamenti incolti. A popolarlo è unumanità arruffata ed esplosiva negozianti yemeniti, graffitari, prostitute e spacciatori, famiglie vietnamite, adolescenti afroamericani, palazzinari, monaci buddisti e Pantere Nere, calciatori latinos, senzatetto, un miscuglio di razze, culture ed esperienze, un insieme di aberrazioni che, in qualche modo, hanno trovato il modo di convivere. Affascinata dallidea dellautosufficienza alimentare, Carpenter ottiene da un appezzamento abbandonato, infestato dalle erbacce e sepolto sotto le immondizie, prima un orto, poi una vera e propria fattoria.
Non solo insalata e pomodori quindi, ma anche tacchini, oche, galline, anitre, maiali. Il libro è la divertente cronaca giorno per giorno piena zeppa di aneddoti, incontri, suggerimenti pratici, spunti gastronomici di come Carpenter riesce, con molta fatica e più di un contrattempo, a realizzare il sogno della sua vita. Ma, su un altro piano, è anche una profonda riflessione su tutte quelle cose che sacrifichiamo, sempre di più oggi, sullaltare della fast life.
Farm City, capitolo 1 «Ho una fattoria nel ghetto, su una strada senza uscita.
La scala di servizio è punteggiata da merde di pollo. Balle di paglia si disfano nel parcheggio di fianco al mio appartamento. Raccolgo insalata in un appezzamento abbandonato. Al mattino, mi sveglio ai rumori degli animali della fattoria, frammisti al baccano dellantifurto dellauto del mio vicino di casa.
Questo posto non lho sempre chiamato fattoria. Non prima della primavera del 2005, quando fu recapitato al mio appartamento un pacco molto particolare, che cambiò tutto quanto. Ricordo di averlo atteso in piedi sulla veranda. Mentre scrutavo lorizzonte alla ricerca della jeep postale, mi sincerai della salute della mia colonia di api. Api mellifere entravano nellarnia e ne uscivano ronzando, le zampette posteriori cariche di polline giallo. Annusai nellaria il profumo del loro miele, mescolato al puzzo dei gas di scarico provenienti dalla vicina autostrada. Dalla veranda, riuscivo a vederla, lautostrada, sempre molto trafficata.
Mi accorsi che tre api erano cadute in un innaffiatoio...»
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Farm City, pubblicato negli Usa nel 2009, è diventato un libro cult tra gli undici milioni di americani che attualmente si dichiarano contadini urbani e fa parte della nuova collana "Narrazioni" di Slow Food Editore. Un fenomeno di tale portata non va ignorato, e il testo di Carpenter, scritto benissimo con ironia e argutezza, costituisce il modo migliore per spiegarlo. Ha scritto Michael Pollan: «Farm City segna lesordio di uneccezionale voce nuova sulla scena della letteratura americana».
Lautrice
Novella Carpenter è cresciuta in campagna prima nellIdaho, poi nello stato di Washington. Dopo essersi laureata in biologia presso lUniversità di Washington, si è trasferita in California, dove ha studiato giornalismo sotto la guida di Michael Pollan. Specializzata in tematiche enogastronomiche, collabora con vari siti e periodici, e tiene un blog (http://ghosttownfarm.wordpress.com/) in cui racconta le sue esperienze quotidiane di agricoltura urbana.
Autore: Novella Carpenter
Titolo: Farm city. Leducazione di una contadina urbana.
Editore: Slow Food
Formato: 13x21
Prezzo: 14,50 euro
ISBN: 978-88-8499-243-7