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La tonnarella di Camogli


11/05/2013 - Carlo Petrini ci racconta la bellissima storia dei pescatori di Camogli, una comunità unita nella pesca

A Camogli (Genova), nel tratto di mare antistante la chiesetta di San Nicolò di Capodimonte, vicino a Punta Chiappa, si effettua un tipo di pesca particolare, sicuramente presente già nel Seicento ma di origine probabilmente più antica: la tonnarella. Creato per pescare le specie pelagiche, è un sistema simile a quello della tonnara ma con una struttura più semplice e di più piccole dimensioni; inoltre, mentre le tonnare restano in mare solo poche settimane, le reti della tonnarella vengono calate in mare da aprile a settembre. La più grande, chiamata pedale, è lunga più di 300 metri ed è realizzata con filo di cocco importato dall’India, che i pescatori tessono e intrecciano a mano durante l'inverno, e convoglia i pesci verso il corpo principale della tonnarella, costituito da una rete detta camera grande (o di raccolta) e da una rete a sacco chiamata lea, realizzata in fibra di nylon. Il pedale ha maglie molto larghe, in modo che non restino catturati i pesci piccoli. Da una piccola barca a remi chiamata vedetta, grazie a uno strumento detto specchio, i pescatori monitorano lo spostamento del pesce nella lea. Quando si ritiene che la rete sia piena, questa viene ritirata dalla barca più grande, chiamata poltrona, e il pesce viene caricato su una terza imbarcazione, l’asino, che lo porta a riva. L’operazione si ripete solitamente tre volte al giorno: all'alba, durante la mattina e nel pomeriggio. La tonnarella nacque principalmente per la pesca dei tonni, i quali però iniziarono a scarseggiare già nel XIX secolo: avvenne così una graduale riconversione verso altre specie. La perdita dei guadagni legati alla pesca del tonno causò però il disinteresse degli imprenditori che prendevano in concessione il tratto di costa: nel 1914 la tonnarella passò così direttamente nelle mani dei pescatori di Camogli, organizzati nella Società Anonima Cooperativa dei santi Fortunato e Prospero. Dagli anni Ottanta la gestione è passata alla Cooperativa Pescatori di Camogli, una delle più importanti realtà cooperative liguri, che porta avanti orgogliosamente questa tradizione oggi tutelata da un Presidio Slow Food.

La tonnarella di Camogli è l'unica rimasta in Liguria e una delle poche ancora in attività in Italia. Il Presidio Slow Food è nato per sostenere l’attività dei pescatori, il cui numero si è ridotto in quanto questo sistema è particolarmente faticoso e costringe a giornate di pesca molto dure e lunghe; solitamente ogni equipaggio lavora in tonnarella per due settimane al mese alternandosi con un secondo gruppo. Il pescato, costituito di norma da sugarelli, palamite, occhiate, ricciole, cavalle, tombarelli, boghe, salpe, aguglie, è acquistabile nei due punti vendita della Cooperativa Pescatori a Camogli (salita Priaro 10, aperto tutti i giorni 8.00-12.30/17.00-19.30, chiuso domenica pomeriggio) e Recco (piazzetta X Novembre 6, aperto tutti i giorni 8.00-12.45/17.00-19.15, chiuso domenica pomeriggio). La cooperativa organizza inoltre, in collaborazione con l’associazione culturale Ziguele, escursioni alla tonnarella per assistere alle attività di pesca e visite guidate al locale Museo del Mare (aperto da giugno ad agosto sabato e domenica 11.00-18.00, per informazioni tel. 377/2900068), ricavato presso l'antica sede della cooperativa. I prodotti della tonnarella si possono trovare sino a domenica anche a Slow Fish al Porto Antico di Genova

Di Carlo Petrini da Repubblica Sera
c.petrini@slowfood.it 

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