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Fenomenologia del pane fritto

Tema trattato: Ricette

Numero commenti: 14


03/02/2012 - Ne proponiamo tre, ma sicuramente voi ne sapete altri. Quindi sciveteli al fondo!

Gnocco fritto


Lo gnocco fritto, denominazione tipica nelle province di Bologna, Modena e Reggio Emilia, è tipico della regione e di origine longobarda.  Il nome varia da un'area all'altra: in gran parte della provincia di Parma viene chiamato torta fritta mentre in quella di Ferrara è conosciuto come pinzino. Nella parte nord-orientale della provincia di Piacenza è comune la dizione dialettale chisulén (italianizzata in chisolino), ma è anche diffuso il nome parmense di torta fritta. Nel bolognese viene chiamato più comunemente crescentina, mentre in lunigiana si trasforma in sgabei. In alcune zone dell'Appennino modenese si parla di paste fritte (quasi sempre al plurale), così come nel centro- sud Italia, dove lo si indica  anche come pizze fritte. Solitamente si abbina a formaggi e salumi tipici della zona…voi come lo preferite?


Pinzin ferrarese


200 gr di farina 0
70/80 gr di acqua circa
un cucchiaio di olio di oliva
un pizzico di sale
per friggere tradizionalmente lo strutto, ma può andare anche l’olio di semi



Preparazione: Si mescolano gli ingredienti e si lascia riposare la pasta.
Si sfoglia sottile e si ritaglia a quadrotti o rotonda; oggi mi sono fermata al terz'ultimo foro dell'Imperia, sono risultati fini, altre volte li ho consumati con piacere anche leggermente più spessi.
I pinzin vanno fritti pochi alla volta in abbondante olio (o strutto) cercando di non forare le bolle altrimenti c'è il rischio che assorbano unto.
Si lasciano sgocciolare con cura e si consumano belli caldi.


Accompagnamento: coppa di testa in primis e zia (salame) ferrarese poi salumi a scelta.


Fricieu


Trattoria delle Langhe, Serole (Asti)


Sciogliete il lievito di birra in mezzo bicchiere di acqua minerale frizzante tiepida. Montate gli albumi a neve ben ferma. In una terrina unite la farina, i tuorli, poco meno di mezzo litro di acqua (sempre minerale frizzante), il latte e il lievito; salate e pepate. Quindi sbattete energicamente con una frusta onde ottenere un impasto omogeneo e liscio. Lasciatelo riposare per 45 minuti, poi incorporatevi delicatamente gli albumi montati.


Scaldate l’olio di semi in una casseruola abbastanza profonda e versatevi la pastella a piccole cucchiaiate. Mano a mano che i fricieu raggiungono la doratura, estraeteli con una schiumarola e adagiateli su un foglio di carta assorbente prima di servirli caldissimi.


Per 6 persone


3 etti di farina di frumento tipo 00
4 uova, 2 noci di lievito di birra mezzo litro di latte


un litro di olio di semi di arachide, sale, pepe


Tempo di preparazione e cottura: un’ora



Fricieu e friciula sono termini del dialetto piemontese (il dittongo eu ha lo stesso suono che in francese) equivalenti a frittella. In alcune province sono sinonimi e fanno riferimento a pasta lievitata per pane, stesa in sfoglia, tagliata a losanghe e fritta. Oggi, anche con nomi di fantasia (gonfiotti, sgonfiotti...) sono riproposti in accompagnamento ai salumi come si fa in altre regioni (chisolini, crescentina fritta o gnocco fritto o torta fritta). In altre la friciula e? sempre salata, il fricieu puo? essere dolce: farina, lievito, vino bianco o Marsala, uova, burro, zucchero, scorza di limone e, per il Carnevale, uva passa e fettine di mele. Gustose varianti stagionali comportano l’aggiunta alla pastella dei fricieu salati di fiori di zucchina.


Ed eccovi alcune sagre in cui assaggiare lo gnocco fritto...ne avete altre da segnalarci?


Sagra del Borlengo, Guiglia (MO) – maggio


Sagra della Tortafritta a Varano Marchesi (PR) – giugno


Sagra dal Pan, Pizza e Pinzin, Migliaro (FE) – giugno


Sagra del Pinzin, Cona (FE) - giugno


Festa della Torta Fritta Maissana,  frazione Cembrano (SP) – luglio


Sagra dello Sgabeo, Sarzana (SP) – luglio


Sagra della torta fritta al parco Meli Lupi di Vigatto, Parma - luglio


Sagra del gnocco fritto a Castelletto di Serravalle (BO) – ottobre


Festa della castagna e del borlengo, Labante (BO) – ottobre


 


 

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14 interventi su Fenomenologia del pane fritto

1.Moderatore Intervento di Luca Bernardini del 08/02/2012 12:45
@Vittorio Molinari - Abbiamo corretto secondo le vostre segnalazioni. Grazie
2. Intervento di Vittorio Molinari del 08/02/2012 12:23
SF continua a sbagliare la denominazione modenese del "gnocco fritto", lo fa nonostante ci siano state molte segnalazioni: il gnocco fritto si chiama...(leggi tutto)

SF continua a sbagliare la denominazione modenese del "gnocco fritto", lo fa nonostante ci siano state molte segnalazioni: il gnocco fritto si chiama così in tutta la provincia di modena da nord a sud ed è, appunto FRITTO, il borlengo, oltra a NON essere fritto, è di tutt'altra "pasta". Se volete, correggete, sennò fa lo stesso, noi continueremo a mangiare gnocco fritto, che appunto è fritto, oppure il borlengo quando non vogliamo un fritto. Fate voi.

3. Intervento di Claudio del 07/02/2012 00:00
provincia di Firenze: le ficattole (anzi le fi'attole) , coccole, donzelle cambia il nome a seconda della zona . sono fatte con la pasta da pane (o...(leggi tutto)

provincia di Firenze: le ficattole (anzi le fi'attole) , coccole, donzelle cambia il nome a seconda della zona . sono fatte con la pasta da pane (o da pizza) fritte e sono rotonde (più o meno), mentre con la pastella di acqua e farina (non ievitata) sempre fritta si fanno i ciaccini, che sono schiacciati a forma di frittata. si usa(va) anche il pane fritto: fetta di pane toscano raffermo da inzuppare prima nel latte e poi nell'uovo.... il tutto fritto in padella. ovvviamente il fritto si intende con olio di oliva extravergine !
una correzione il borlengo (o burlengo) del preappennino modenese non ha niente a che vedere con lo gnocco fritto... è una specie di crepe fatta con una pastelle da cuocere come una crepe in una apposita padella scaldata a fuoco lento.. niente di fritto (come la tigella)

4. Intervento di Gianfranco Bettega del 06/02/2012 22:30
Vorrei segnalare una ricetta della tradizione culinaria di Sagron Mis (Tn) che ora è documentata nel DVD "En pizech de sal. Alimentazione memorie e...(leggi tutto)

Vorrei segnalare una ricetta della tradizione culinaria di Sagron Mis (Tn) che ora è documentata nel DVD "En pizech de sal. Alimentazione memorie e ricette a Primiero" a cura di Angelo Longo e Michele Corona (ed. Fondazione Museo Storico del Trentino).
È una torta fritta, di pane raffermo. Si chiama Mós. Ecco la ricetta.

Ingredienti: 300 grammi di pane raffermo, mezzo litro di latte, 2 uova intere e 1 tuorlo, burro, sale, zucchero.
Esecuzione: Tagliate a pezzi il pane raffermo, copritelo con il latte caldo, aggiungete del sale e mescolate per bene, poi lasciate riposare per qualche minuto per far amalgamare bene il tutto. Mischiate ulteriormente ed estraete eventuali grumi, aggiungete poi le uova e mischiate ancora. Sciogliete del burro in una padella, quindi friggete il composto su entrambi i lati. Infine spolverate con lo zucchero.
Tempo di preparazione: 20 minuti.

(Naturalmente la signora Maria Salvadori che la cucina è un'altra cosa...)

5. Intervento di Vittoria Z.D. Modena del 06/02/2012 22:03
Secondo me confondete due cose diverse: Il Borlemgo ( tipico della zona collinare e non fritto ) e Il Gnocco Fritto, che è più o meno quello che...(leggi tutto)

Secondo me confondete due cose diverse: Il Borlemgo ( tipico della zona collinare e non fritto ) e Il Gnocco Fritto, che è più o meno quello che si vede nella foto. L'articolo, per i vecchi modenesi come me è rigorosamente "Il", dall'originale dialettale " Al gnoc fret".

6. Intervento di giuseppe L. del 06/02/2012 20:21
è UNA RICETTA TIPICA EMILIANA GUARNITA CON I VARI SALUMI E ANCHE CON FORMAGGI SPALMABILI GIU IN CALABRIA è UNA RICETTA CHE NN VIENE FATTA
7. Intervento di Daniela del 06/02/2012 19:09
Mi permetto di dire che a diverse zone geografico-culturali corrispondono denominazioni diverse: se a Foggia, la città dove sono nata, la pasta del...(leggi tutto)

Mi permetto di dire che a diverse zone geografico-culturali corrispondono denominazioni diverse: se a Foggia, la città dove sono nata, la pasta del pane fritta si chiama pizza fritta, li dove mia nonna è nata (Lavello, Basilicata) lo stesso prodotto, in genere consumato alla vigilia di Natale, si chiama Pettola...deliziosa !

8. Intervento di Liuba Giuliani del 06/02/2012 18:05
Sono fiorentina, di una certa età, e ricordo i coccoli non come li servono ora con prosciutto e stracchino (che mi sembrano una novità), ma...(leggi tutto)

Sono fiorentina, di una certa età, e ricordo i coccoli non come li servono ora con prosciutto e stracchino (che mi sembrano una novità), ma semplicemente fritti e venduti in cartoccetti di carta gialla nelle ormai scomparse friggitorie della vecchia Firenze. Con 50 lire si faceva merenda...

9. Intervento di Filippa Trummino del 06/02/2012 08:57
in sicilia, la fetta di pane viene bagnata nell'uovo e fritta nell'olIo d'oliva
10. Intervento di maria del 04/02/2012 13:11
al sud-sud Italia non si chiama pizza ma pitta e ancora più precisamente nell'area grecanica "lestopitta" . E' squisita, invito tutti a venire a...(leggi tutto)

al sud-sud Italia non si chiama pizza ma pitta e ancora più precisamente nell'area grecanica "lestopitta" . E' squisita, invito tutti a venire a Roghudi e farla preparare a Donatella...indimenticabile

11. Intervento di Patrizia del 03/02/2012 18:05
Io abito in provincia di Firenze e qua una variante alla gnocco fritto sono i coccoli oppure le ficattole. Sono fatti entrambi con l'impasto della...(leggi tutto)

Io abito in provincia di Firenze e qua una variante alla gnocco fritto sono i coccoli oppure le ficattole. Sono fatti entrambi con l'impasto della pizza e fritti nell'olio: i coccoli sono delle palline più piccole che si mangiano per antipasto accompagnati solitamente allo stracchino e al prosciutto crudo toscano; mentre le ficattole hanno una forma affusolata a sono ottime anche mangiate da sole calde come sfizio, oppure accompagnate sempre con un po' di prosciutto. Si trovano spesso nelle sagre paesane, accanto alla polenta fritta e le crocchette (per dirla all'americana, è anche uno street-food).

Mia mamma invece a casa prepara il pane fritto, una semplice fetta di pane toscano, magari del giorno prima, passato nell'uovo e fritto in olio bollente. Semplice, ma goloso!

12. Intervento di Anna Rita Galati del 03/02/2012 17:57
Nel Salento, ovviamente, il pane si friggeva nell'olio di oliva.
13. Intervento di John Irving del 03/02/2012 17:00
Recentemente ho fatto una ricerca sulla cosiddetta "cucina bianca" a base di alimenti "pallidi (latticini, ortaggi tipo porri, patate, aglio,...(leggi tutto)

Recentemente ho fatto una ricerca sulla cosiddetta "cucina bianca" a base di alimenti "pallidi (latticini, ortaggi tipo porri, patate, aglio, cipolle, rape ecc., pane, pasta...) , tipica della zona montuosa in cui si incrociano Piemonte, Liguria e Rhone-Alpes). Lì mangiano il pan fritu, che non è propriamente pane fritto, bensì impasto fritto. Mi hanno spiegato che quando infornano il pane, spesso prendono due porzioni dell'impasto: una da conservare come lievito e l'altra, tagliata a pezzettini, da friggere. A me il pan fritu l'hanno servito con delle fette di salame cotto. Grande antipasto.

14. Intervento di Massimo Trebbi del 03/02/2012 14:24
Parlando di pane fritto, non trascurerei la buona fetta di pane che mia nonna tagliava dalla pagnotta fatta in casa qualche giorno prima, fritto...(leggi tutto)

Parlando di pane fritto, non trascurerei la buona fetta di pane che mia nonna tagliava dalla pagnotta fatta in casa qualche giorno prima, fritto nello strutto! sento ancora il profumo! Tradizione longobarda o della bassa pianura bolognese?





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