Gnocco fritto
Lo gnocco fritto, denominazione tipica nelle province di Bologna, Modena e Reggio Emilia, è tipico della regione e di origine longobarda. Il nome varia da un'area all'altra: in gran parte della provincia di Parma viene chiamato torta fritta mentre in quella di Ferrara è conosciuto come pinzino. Nella parte nord-orientale della provincia di Piacenza è comune la dizione dialettale chisulén (italianizzata in chisolino), ma è anche diffuso il nome parmense di torta fritta. Nel bolognese viene chiamato più comunemente crescentina, mentre in lunigiana si trasforma in sgabei. In alcune zone dell'Appennino modenese si parla di paste fritte (quasi sempre al plurale), così come nel centro- sud Italia, dove lo si indica anche come pizze fritte. Solitamente si abbina a formaggi e salumi tipici della zona…voi come lo preferite?
Pinzin ferrarese
200 gr di farina 0
70/80 gr di acqua circa
un cucchiaio di olio di oliva
un pizzico di sale
per friggere tradizionalmente lo strutto, ma può andare anche l’olio di semi

Preparazione: Si mescolano gli ingredienti e si lascia riposare la pasta.
Si sfoglia sottile e si ritaglia a quadrotti o rotonda; oggi mi sono fermata al terz'ultimo foro dell'Imperia, sono risultati fini, altre volte li ho consumati con piacere anche leggermente più spessi.
I pinzin vanno fritti pochi alla volta in abbondante olio (o strutto) cercando di non forare le bolle altrimenti c'è il rischio che assorbano unto.
Si lasciano sgocciolare con cura e si consumano belli caldi.
Accompagnamento: coppa di testa in primis e zia (salame) ferrarese poi salumi a scelta.
Fricieu
Trattoria delle Langhe, Serole (Asti)
Sciogliete il lievito di birra in mezzo bicchiere di acqua minerale frizzante tiepida. Montate gli albumi a neve ben ferma. In una terrina unite la farina, i tuorli, poco meno di mezzo litro di acqua (sempre minerale frizzante), il latte e il lievito; salate e pepate. Quindi sbattete energicamente con una frusta onde ottenere un impasto omogeneo e liscio. Lasciatelo riposare per 45 minuti, poi incorporatevi delicatamente gli albumi montati.
Scaldate l’olio di semi in una casseruola abbastanza profonda e versatevi la pastella a piccole cucchiaiate. Mano a mano che i fricieu raggiungono la doratura, estraeteli con una schiumarola e adagiateli su un foglio di carta assorbente prima di servirli caldissimi.
Per 6 persone
3 etti di farina di frumento tipo 00
4 uova, 2 noci di lievito di birra mezzo litro di latte
un litro di olio di semi di arachide, sale, pepe
Tempo di preparazione e cottura: un’ora

Fricieu e friciula sono termini del dialetto piemontese (il dittongo eu ha lo stesso suono che in francese) equivalenti a frittella. In alcune province sono sinonimi e fanno riferimento a pasta lievitata per pane, stesa in sfoglia, tagliata a losanghe e fritta. Oggi, anche con nomi di fantasia (gonfiotti, sgonfiotti...) sono riproposti in accompagnamento ai salumi come si fa in altre regioni (chisolini, crescentina fritta o gnocco fritto o torta fritta). In altre la friciula e? sempre salata, il fricieu puo? essere dolce: farina, lievito, vino bianco o Marsala, uova, burro, zucchero, scorza di limone e, per il Carnevale, uva passa e fettine di mele. Gustose varianti stagionali comportano l’aggiunta alla pastella dei fricieu salati di fiori di zucchina.
Ed eccovi alcune sagre in cui assaggiare lo gnocco fritto...ne avete altre da segnalarci?
Sagra del Borlengo, Guiglia (MO) – maggio
Sagra della Tortafritta a Varano Marchesi (PR) – giugno
Sagra dal Pan, Pizza e Pinzin, Migliaro (FE) – giugno
Sagra del Pinzin, Cona (FE) - giugno
Festa della Torta Fritta Maissana, frazione Cembrano (SP) – luglio
Sagra dello Sgabeo, Sarzana (SP) – luglio
Sagra della torta fritta al parco Meli Lupi di Vigatto, Parma - luglio
Sagra del gnocco fritto a Castelletto di Serravalle (BO) – ottobre
Festa della castagna e del borlengo, Labante (BO) – ottobre
@Vittorio Molinari - Abbiamo corretto secondo le vostre segnalazioni. Grazie