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La rete dei caseifici europei si incontra a Cheese 2011


20/09/2011 -

Cheese 2011 si chiude con il Laboratorio del Latte dedicato all’incontro della Rete dei caseifici aziendali d'Europa (www.farmhousecheese.eu), network avviato nel 2006 su iniziativa di Germania e Francia al fine di aiutare i minicaseifici aziendali e artigianali ad interfacciarsi con le problematiche del settore caseario. Il convegno, al quale hanno partecipato numerosi produttori del settore, è stato presieduto da Yolande Moulem e Frédéric Blanchard, membri della Fédération Nationale des Eleveurs de Chèvres, e Marc Albrecht-Seidel, direttore del VHM (German Farmhouse Cheesemakers Network).

A fronte di un mercato vastissimo e regolato da un sistema legislativo complesso, la rete si è suddivisa in quattro gruppi di lavoro per affrontare le tematiche più importanti e delicate. In occasione di Cheese, è stato il “gruppo igiene” (chiamato buona prassi igienica in caseifici aziendali) a radunarsi per discutere sulle norme igienico-sanitarie attualmente in vigore nell'Unione Europea. L’incontro odierno ha segnato un ulteriore passo avanti verso la realizzazione di una guida che possa essere utilizzata dai produttori dei piccoli caseifici per conformarsi alle direttive del “pacchetto igiene” della Comunità Europea e confrontarsi con gli ispettori incaricati di farlo rispettare.

Sulla guida si è espresso Frédéric Blanchard: «Spesso le direttive europee in materia d'igiene rischiano di penalizzare i produttori artigianali e di piccola scala. Sono previste eccezioni e norme flessibili ma, purtroppo, sovente le autorità locali non le conoscono. Questo limite di comunicazione è un grosso problema per i caseifici che vedono quotidianamente a rischio la loro sopravvivenza. Il nostro obiettivo è quello di informare in maniera precisa i produttori cercando di facilitare la lettura e l'interpretazione di ciascuna norma rispetto alla produzione di formaggi, in particolare quelli a latte crudo, i più esposti alle regolamentazioni igieniche.»

La rete dei caseifici aziendali d'Europa rappresenta in questo momento tredicimila produttori artigianali su circa trentamila ed è al momento diffusa in 12 Peasi del vecchio continente. «Speriamo di allargare il numero delle nazioni coinvolte e, di conseguenza, il numero dei minicaseifici legati ai nostri progetti - ha spiegato Marc Albrecht-Seidel del VHM - Presto, anche Grecia e Gran Bretagna potrebbero farne parte». Il compito di concludere la conferenza è spettato a Yolande Moulem che ha raccontato come la rete si stia impegnando nella creazione di strumenti adeguati per mettere in relazione ispettori e produttori: «Speriamo di concludere il lavoro sulla guida nei prossimi due anni, Cheese 2013 potrebbe essere l'occasione giusta» ha concluso Moulem.


a.cesca@slowfood.it
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