Immaginate uno strapiombo tale da non vedere dove inizia il pendio, ma solo l'acqua cristallina e placida qualche centinaio di metri sotto di voi. Immaginate vigne dove stentate a tenervi in piedi e non potete guardare troppo in basso senza provare le vertigini. Immaginate piccole, verticali monorotaie a cremagliera, per trasportare uve e attrezzi, su e giù. State pensando alle Cinque Terre? Acqua: è proprio il caso di dirlo.
Se non ci siete mai stati, infatti, difficilmente penserete ad una valle tedesca, più a nord di Parigi, all'estremo limite continentale della viticoltura di qualità. Eppure è lì che, salsedine a parte, si trovano straordinarie analogie con il mondo prezioso da cui nasce lo Sciacchetrà.
La Germania ha molto da offrire, anche al di là delle sue splendide città d'arte e della popolarissima Berlino. Una chicca nascosta ai più è quello straordinario dedalo che il fiume Mosella ha scavato fra le colline a sud del massiccio dell'Eifel, partendo da Francia e Lussemburgo, fino a confluire nel Reno all'altezza di Coblenza, disegnando un luogo tanto rappresentativo e unico da meritare il nome di Deutsches Eck, l'angolo tedesco per eccellenza.
Lungo il tortuoso cammino di affluente, la Mosella si arricchisce delle acque del Saar e del Ruwer e, a loro volta, questi corsi d'acqua, monumentali per portata e placidità, disegnano curve e insenature, lungo i pendii ripidissimi delle colline che li delimitano. Su quelli, tra questi versanti scoscesi, che sono esposti a sud e non di rado raggiungono il 100% di pendenza, dal tempo in cui Treviri era la capitale romana di questa regione e dell'Impero d'Occidente, vignaioli tenaci e molto capaci coltivano uve straordinarie, che maturano al 50° parallelo nord: uno dei luoghi estremi di questa coltura.
Principe della cantina è il Riesling, campione indiscusso di qualità e tipicità. Spesso vinificato con tecniche moderne, non perde però i suoi caratteri emblematici di questa zona: acidità fuori dal comune, residui zuccherini importanti e sentori unici. Ogni area, ogni cru segna la sua produzione con caratteri che dipendono dalle pietre che formano i versanti: ad esempio, si va dalle note agrumate delle rocce blu di Bernkastel a quelle speziate delle rocce vulcaniche di Urzig,nel giro di pochi chilometri. Il grande riesling è comune denominatore e al tempo stesso caleidoscopio di piacere. I gradi alcolici sono sempre pochi e questo non guasta, ma sorprende, perché si possono assaggiare vini monumentali di venti, trent'anni con magari solo l'8% di alcool e un bouquet impagabile.
Accanto al vino, le meraviglie d'arte di Treviri (con una basilica costantiniana che toglie il fiato); il trekking nelle vigne più ripide di Europa (oltre il 100% di pendenza!) sul Calmont, da Bremm a Eller; il fascino suggestivo delle città sul fiume, che conservano l'allure fin de siécle, di quando il nettare di Bacco dava alla regione fama mondiale: da Wehlen a Bernkastel, da Cochem al borgo di Pommern.
SI mangia e si dorme con poca spesa e, facendo base nei pressi di Treviri, si raggiungono le diverse aree con facilità. Di norma si pagano le degustazioni in cantina, che però sono sempre molto generose. Da ricordare che pochi accettano le carte di pagamento.
Un ultimo consiglio è quello di non perdere l'occasione di visitare e vedere in funzione il mulino di senape di Cochem, uno dei tre rimasti in Europa, funzionante con una pietra basaltica tagliata e incisa quasi duecento anni fa: un segreto gustosissimo, che viene svelato volentieri ai turisti che visitano la manifattura.
Consigli per dormire più cantina in mezzo ai vigneti
Ferien Weingut Jung, Raiffeisenstrasse 10, 54340 Longuich (con una piccola cantina familiare da conoscere)
Consigli per dormire
Winzerschänke Restaurant, in Kirchstrasse 10, 56814 Ediger-Eller (ottima cucina del territorio, eseguita con la dovuta leggerezza e a prezzi abbordabili)
Cantine
Von Höfel in Agritiusstraße 5 - 6, 54329 Konz-Oberemmel/Saar (piccolo ricercatissimo viticoltore con un'azienda due volte secolare e vini straordinari per rispetto della tradizione e qualità)
Vivere Slow è la rubrica di Carlo Petrini su La Repubblica del mercoledì