I semi sono storie, raccontiamole!

La conservazione dei semi è il fondamento della biodiversità agricola e la sua importanza per il nostro futuro non può essere sminuita. Su slowfood.com abbiamo già parlato del ruolo di istituzioni come lo Svalbard Global Seed Vault, un caveau all’interno del quale vengono custoditi sementi di tutto il mondo. Questa banca del seme, costruita sulle isole Svalbard, a nord della Norvegia, rappresenta una rete di sicurezza nel caso in cui parte del nostro patrimonio di biodiversità vada perduto, ad esempio a causa di guerre o dei cambiamenti climatici.

Ma è anche vero che i semi devono essere più che materiale da museo o un numero in un archivio: i semi sono storie e queste devono essere raccontate all’interno di un ecosistema vivente.

BiodiverSEEDy è un piccolo progetto internazionale che punta a ricongiungere i semi con le culture che li hanno tramandati. Il lavoro di migliaia di anni potrebbe essere perso in pochi decenni se la tendenza attuale fatta di monocolture, modifiche genetiche e privatizzazione dei semi non dovesse avere tregua. Il pericolo è che un giorno l’incredibile ricchezza di biodiversità dei raccolti, che gli agricoltori hanno creato e conservato, possa essere confinata a luoghi come il Seed Vault, senza poter essere né coltivati né mangiati.

“Sewing Connections for Living Seeds” sta componendo un quilt of patches (una coperta realizzata cucendo tra di loro piccole pezze) con stoffe provenienti da tutto il mondo per mostrare l’importanza dello straordinario lavoro che gli agricoltori fanno da millenni. In questo momento tutto ciò che identifica i semi depositati alle isole Svalbard sono dei numeri: il BiodiverSEEDy si è posto l’obiettivo di riconnettere il seme alla sua storia e cultura. Quindi chiunque volesse può inviare entro il 30 settembre una pezza 15x15cm di qualunque materiale e stile, decorata con disegni che testimonino la volontà di difendere la biodiversità dei semi. La pezza, cucita insieme a quelle provenienti dal resto del mondo, creerà una coperta a testimonianza della spettacolare ricchezza di biodiversità del nostro Pianeta.

L’obiettivo è accrescere la consapevolezza internazionale riguardo all’importanza della conservazione dei semi “in situ”, fatta direttamente dagli agricoltori. Si punta anche aumentare il supporto economico da parte dei governi per aiutare quegli agricoltori che salvaguardano la biodiversità, piantando le piante locali e tradizionali del proprio territorio.

Per maggiori informazioni visitate il sito biodiverseedy.com

 

Da slowfood.com
Traduzione e adattamento a cura di Simone Giuggia

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