Slow Food Slow Food Donate - Sostienici Associati a Slow Food
 
 

English - Italiano

 
 
Resistenza Casearia
   
   
 
 
 
 
Raw Milk
 
 

Alessandro Boasso, tuma di pecora delle Langhe, Italia

Presidio Slow Food


Quella di Mombarcaro è una Langa splendida e solitaria, coperta di boschi e pascoli, che poco alla volta, tornante dopo tornante, lasciandosi alle spalle meravigliosi scorci sulla pianura del Tanaro, diventa Liguria. È l'alta Langa, meno conosciuta, oggi pochissimo abitata. Era abitata fino a quarant'annni fa da pastori e contadini, che a partire dagli anni Sessanta sono diventati operai. Molti hanno anche continuato a coltivare la terra, per una generazione hanno tenuto duro, poi i figli, i nipoti, hanno lasciato. Oggi in alta Langa rimangono gli anziani, qualche pendolare con il lavoro in città, pochi agricoltori e la natura, che si sta riprendendo il suo. I boschi sono rigogliosi e avanzano, i pascoli si inselvatichiscono, i muretti in pietra a secco cadono, il sottobosco diventa impraticabile.  

 

La storia Alessandro Boasso è il racconto di un ritorno, dopo un salto di una generazione.

Alessandro ha 31 anni ed è nato ad Alba, si è diplomato geometra ma, quando ha deciso cosa fare nella vita, ha pensato al nonno materno, che era di Castagnole Lanze dove aveva una cascina, è qui che ha cominciato la sua attività.

 

«Avevo un cavallo e una capra che avevo comperato per tenere compagnia al cavallo - racconta - Dopo la prima ho preso altre 15 capre, meticce, con l'inesperienza di chi comincia a fare il formaggio per curiosità, e quindi anche poco produttive. A quei tempi mi piaceva fare trekking a cavallo, in alta Langa, mi piacevano moltissimo queste colline e, visto che avevo anche iniziato a fare formaggi di capra, nel 2007 io e mia moglie abbiamo pensato che si poteva tentare di trasformare questa passione in un lavoro che ci desse da vivere. Abbiamo acquistato una cascina a Mombarcato con 17 ettari di terra e bosco, ho comperato 20 pecore della razza locale da una signora di Prunetto, oggi ne ho 80.

 

È una razza che si è acclimatata su queste colline, rustica, potrebbe stare tutto l'anno all'aperto, quando a partire dalla primavera la porto sui pascoli, rinasce».

 

È la pecora delle Langhe, una razza che la Comunità Europea ha dichiarato "a rischio di estinzione". Si riconosce per il muso montonino (senza corna in entrambi i sessi), il mantello bianco, gli arti lunghi e leggeri, le orecchie lunghe e rivolte verso il basso e in avanti. Nel 1950 ne esistevano 45 mila capi, diffusi in tutte le Langhe e anche nel savonese: oggi sono rimasti 2300 capi, distribuiti in una sessantina di allevamenti.

 

«La passione per questa razza me l'ha trasmessa Claudio Adami di Cascina Raflazz a Paroldo, che custodisce uno dei greggi più numerosi. Sua moglie Anna è stata poi fondamentale per aiutarci a fare il formaggio, niente è più importante della pratica, conta di più un anno passato a fianco di un produttore che qualsiasi corso teorico. Anche la scelta di fare agricoltura biologica è avvenuta non tanto grazie a un corso, anche se un corso l'ho fatto: la passione è venuta dopo, lavorando e soprattutto conoscendo molti altri agricoltori convinti nel praticare questo metodo, persone bellissime che mi hanno dato molto. Purtroppo - ma è un discorso che vale in genere per tutta l'agricoltura - anche nel biologico la montagna di carta da produrre e gestire è enorme. Quando diventa troppo il tempo da dedicare alle formalità burocratiche, a un certo punto ti allontani. Ma io non abbandonerò mai il metodo biologico, che fa parte del mio modo di vedere di concepire la produzione alimentare, alleverò sempre i miei animali con prodotti bio».

 

Alessandro produce formaggi di vari tipi ma la sua produzione principale è la tuma e fa parte del Presidio Slow Food della tuma di pecora delle Langhe che ha riunito, anni fa, un gruppo di allevatori e produttori che lavoravano latte crudo in purezza secondo la tecnica tradizionale.

 

«Vendo le mie tume direttamente sui mercati locali, per lo più grazie al Mercato della Terra di Alba che si svolge ogni sabato mattino in piazza Pertinace, in altri mercati e fiere. Non riesco a concepire di vendere diversamente il mio formaggio. Quando sei tu ad allevare le tue pecore, accudirle, fare il formaggio, non vendi solo del formaggio, vendi una parte di te. Vuoi essere tu a vendere».

 

La storia di Alessandro è simile a quella di altri giovani che guardano alla terra come a una possibilità per immaginare e costruire la propria vita.  Le loro scelte sono faticose ma sono giuste, devono essere conosciute e premiate dalla nostra attenzione. 

 
Raw Milk
 
 
 

Slow Food - P.IVA 91008360041 - All rights reserved

Powered by blulab