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Benessere animale

Se fa bene a loro, fa bene a noi


 

È difficile definire con precisione cosa sia il benessere animale. Ognuno traccia il proprio confine, ognuno ha il proprio credo, mentre sarebbe importante cercare di arrivare a una definizione il più possibile univoca, chiara, ed essere pronti ad accettarne le ricadute economiche, inevitabilmente enormi e importanti.

 

È un tema per tanti versi fastidioso, in grado di scatenare polemiche accese, di fronte al quale è senz'altro più comodo non esprimersi; ma allo stesso tempo è un tema che impone una riflessione seria, per tutelare la salute umana, promuovere una maggiore sostenibilità ambientale e consentire ai piccoli agricoltori di continuare a operare rispettando il benessere animale.

 

Ogni anno il benessere di milioni di animali allevati per produrre latte, carne e uova destinati al consumo umano risulta gravemente compromesso da un sistema di produzione industriale che è insostenibile dal punto di vista ambientale, pericoloso per la salute umana, e dannoso per la sopravvivenza economica dei piccoli agricoltori e delle comunità rurali. Sensibilità per le sofferenze degli animali, ambiente, salute, giustizia sociale sono aspetti diversi di un unico grande tema: quale futuro vogliamo dare al nostro pianeta?   

 

Un altro modo di produrre è possibile

Le buone pratiche nell'allevamento degli animali sono importanti non soltanto perché rispettano gli animali in quanto esseri senzienti, ma anche perché costituiscono un valore aggiunto per gli allevatori, i consumatori e l'ambiente.

 

Ma se non è semplice per un consumatore riflettere più a fondo sui propri consumi di carne e di altri derivati di origine animale, sulle proprie scelte e sul rispetto per gli animali allevati per diventare cibo, è ancora più difficile per un allevatore: modificare le modalità di allevamento o le strutture vuol dire aumentare i costi di produzione in un mercato oggi spietato.   

 

Per iniziare un percorso di riflessione sul tema dei consumi di carne e del benessere animale che coinvolga i membri della nostra associazione e anche i Presìdi abbiamo iniziato raccogliendo le loro opinioni. Abbiamo inviato un questionario ai soci Slow Food e agli allevatori dotati di un account di posta elettronica. I due sondaggi sono stati svolti nell'estate del 2013 e hanno coinvolto i paesi europei ma, presto saranno divulgati anche negli Usa e in Brasile.

 

Le loro risposte sono state molto incoraggianti e hanno evidenziato l'attenzione che i soci e i produttori della rete di Slow Food rivolgono a questo tema.

 

Circa il 70% è preoccupato delle implicazioni per la salute e per l'ambiente dell'attuale produzione e consumo di carne e il 52% è d'accordo sul fatto che gli animali, in quanto esseri senzienti, abbiano diritto a un trattamento più rispettoso. Addirittura il 90% ritiene che la politica del proprio paese non riservi abbastanza importanza alle condizioni di vita degli animali da allevamento e quasi il 50% degli intervistati richiede a Slow Food di richiamare l'attenzione delle istituzioni, nonché di sostenere gli allevatori nella loro ricerca di standard più elevati di benessere per gli animali. Chiedono inoltre a Slow Food di sensibilizzare le autorità pubbliche e di supportare i produttori che lavorano per migliorare le condizioni dei loro animali. Non sono soddisfatti del sistema di etichettatura dei prodotti, che non consente scelte consapevoli e sono disponibili a pagare di più i prodotti realizzati nel rispetto del benessere animale.

 

 

Per leggere i risultati del sondaggio ai soci Slow Food europei, clicca qui

 

 

Oltre al sondaggio Slow Food ha redatto un documento di posizione sul benessere animale che chiarisce l'approccio dell'associazione sull'argomento e indica quale sarà il percorso futuro:

 

  • riesaminare, entro il 2020, insieme ai suoi produttori, i disciplinari di produzione dei Presìdi che riguardano l'allevamento, per garantire che rispettino buone pratiche per il benessere animale;
  • promuovere campagne e attività educative per rendere i consumatori più consapevoli dell'importanza di ridurre il consumo di carne e di scegliere i prodotti ottenuti da allevamenti estensivi che prestino particolare attenzione alla qualità, all'alimentazione naturale e al comportamento naturale degli animali;
  • sostenere le politiche volte a rendere i sistemi di etichettatura più trasparenti, in grado di descrivere in modo approfondito i metodi di produzione. Da parte sua, con il progetto dell'etichettatura narrante, Slow Food propone un esempio innovativo di etichettatura, che consente al consumatore di comprendere facilmente come sono prodotti i cibi che acquistiamo e consumiamo.

Per leggere l'intero documento di posizione, clicca qui

 

Per ulteriori informazioni

animalwelfare@slowfood.com

   
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