RefettoRìo, la cucina antispreco dei Giochi Olimpici

L’equazione sembra semplice, eppure pare necessario il tocco del genio per metterla in pratica. Recuperare il cibo che i ristoranti considerano di scarto, trasformarlo in deliziosi manicaretti e renderlo disponibile a chi quel cibo non ce l’ha. L’uovo di colombo.

Avete già capito di chi stiamo parlando: il nostro Massimo nazionale dopo Milano, è stato chiamato a Rio per le Olimpiadi e nel 2017 a New York.

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Tutto è iniziato a Milano, durante la grande Esposizione universale. «Volevo rifare Miracolo a Milano. L’idea è nata dal tema di Expo: nutrire il pianeta. Allora mi sono detto “be’, cominciamo col dare uno stop agli sprechi”, come la mia nonna, che il pane raffermo me lo riproponeva pucciato nel latte e zucchero. Ma hai idea di quanto sia buona quella roba lì? Ogni anno 1,3 ml di tonnellate di cibo commestibile finiscono al macero. Se le recuperassimo saremmo a cavallo, non ti pare?», racconta Bottura a IO Donna del Corriere della Sera.

Il resto è storia: Bottura dà vita al Refettorio Ambrosiano, tuttora attivo, che ha trasformato in piatti stellati oltre 15 tonnellate di cibo offerto a chi vive difficoltà economiche.

E quindi, perché non esportare la stessa esperienza a Rio? Detto fatto: l’eccesso di derrate villaggio olimpico di Rio de Janeiro saranno trasformate in pasti gratuiti. Bottura questa volta si è sostenuto dal ministero delle Politiche agricole e dal sindaco di Rio de Janeiro, e vanta l’alleanza con Food for Soul e David Hertz, che con la sua Gastromotiva lavora nelle zone più problematiche del Brasile da oltre 10 anni. Realizzato da Metro Architettura, in collaborazione con l’artista Vik Muniz, i designer Humberto e Fernando Campana e il light designer Maneco Quinderé, Il RefettoRio sarà inaugurato il 9 agosto a Lapa, nel centro di Rio de Janeiro.

«Anche il pane secco o una crosta di parmigiano potranno diventare oro per tante persone che vivono nelle bidonville brasiliane» assicura Bottura che non si accontenta e oltre a pensare ai pasti gratuiti pensa anche al futuro di chi invece pensa di non averne organizzando corsi di cucina per giovani e chi vive grandi difficoltà. Il tutto grazie anche e soprattutto ai volontari e ai 45 chef da tutto il mondo che sono stati invitati a partecipare. L’obiettivo? Servire 19mila pasti, recuperando 12 tonnellate di eccedenze alimentari che saranno prodotte durante la durata dei Giochi.

Ora, senza assolutamente niente togliere al bel progetto di Bottura, anzi meno male che ci pensa, ma se le stime sono queste, non si riesce davvero a ridurre gli sprechi all’origine? Forse quelle risorse risparmiate potrebbero essere utilizzate in altri modi.

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Polemiche a parte, è di qualche giorno fa la notizia del nuovo progetto del cuoco modenese. Ne ha dato notizia su instagram con uno scatto che ritrae lui e e Robert De Niro, la dida recita: «Planning the new Refettorio in the Bronx!!! 2017 with Bob». E dunque, tirata dentro anche la star del cinema, Bottura si prepara a realizzare un progetto che bolle in pentola da un po’: un Refettorio nel Bronx per garantire pasti caldi, buoni e sani gli homeless di New York. Lui la definisce una soup kitchen, un laboratorio di cultura alimentare per restituire dignità al cibo. E arginare anche solo un pochino la vergogna dello spreco. Dobbiamo ringraziarlo tutti.

A cura di Michela Marchi
m.marchi@slowfood.it

Fonti:
La Repubblica

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