FILOSOFIA SLOW FOOD ANCHE PER GLI ORTI URBANI ACCORDO CON PETRINI SULLA “CAPITALE DEL CIBO”

TORINO CRONACAQUI

IL PATTO Fassino e il patron di “Terra Madre”: «Ridurre gli sprechi e stimolare il chilometro zero» Filosofia Slow Food anche per gli orti urbani Accordo con Petrini sulla «capitale del cibo» Dimenticate gli orti urbani per l`idea o il pregiudizio che ne avete o, magari, no. Immaginateli solo con una certificazione d`eccellenza, quella di Slow Food, che ha annunciato la firma di un accordo sui temi del cibo con Palazzo Civico. Obiettivo, «ridurre gli sprechi traendo energia dagli scarti, sviluppare il “chilometro zero” e gli orti urbani». Il sindaco Piero Fassino e il fondatore di Slow Food Carlo Petrini lo hanno promesso davanti all`orto di piazza Emanuele Filiberto. Un «luogo simbolo» nel quale Petrini intende radunare in occasione di Terra Madre tutti coloro che coltivano orti urbani nel mondo. «La Città ha rimarcato Fassino – è molto impegnata sui temi del cibo, a partire dal diritto al cibo nel proprio Statuto. Fra le iniziative, il cibo fresco nelle mense di nidi e materne con l`obiettivo di estenderlo a tutte le scuole, programmi di educazione alimentare con i bambini che scelgono i menù e coltivano 70 orti scolastici, iniziative contro lo spreco con i cibi deperibili consegnati alle mense popolari e una app per l`acquisto di prodotti scontati a fine giornata. L`intesa qualificherà sempre più Torino come capitale del cibo». Secondo Petrini «avere un orto urbano in pieno centro venti anni fa era impensabile e oggi gli orti urbani stanno sorgendo ovunque, a New York, a Londra, a Parigi. È ora di superare il dualismo creato nel 1600, quando si separarono i giardini voceti al bello nelle città dagli orti per la produzione agricola nelle campagne. Dobbiamo riappropriarci della concezione dei romani, per i quali l`orto era entrambe le cose: l`etica e l`estetica devono tornare a coincidere», ha sottolineato il “patron” di Slow Food. «Questo orto urbano è bellissimo ed è un simbolo. Vorrei che in occasione di Terra Madre venissero qui per un brindisi tutti coloro che coltivano gli orti urbani del mondo. Dimostreremmo così che anche Slow Food si estende nelle città, e senza limitarsi ai teatri». Dell`orto di piazza Emanuele Filiberto, chiuso da un piccolo cancello, si occupa Giuseppe Tropea, operaio pensionato della Fiat di 76 anni che vive di fronte e controlla la crescita delle verdure dalla finestra. «Qui venivano i tossici – ha confidato – ora i residenti sentono il profumo del basilico, del prezzemolo e dei pomodori. Quando gli ortaggi sono maturi li porto fuori e li appoggio sul muretto, a disposizione di chi li vuole», [en.rom.] —, ,t2 t, dIrA Fassino e Petrini nell`orto di piazza Emanuele Filiberto [.]