Rafforziamo il legame tra chi produce e chi fa la spesa: chiediamo più info in etichetta

Nell’ultimo periodo sono sempre più frequenti le discussioni sul tema dell’indicazione obbligatoria del paese di origine nell’etichetta dei prodotti alimentari, in virtù di una richiesta crescente di informazione che arriva dai consumatori.

Siamo sicuri che sia sufficiente indicare il paese di origine per rispondere a una legittima domanda di maggiore trasparenza? Non vi sono dubbi sul fatto che sia meglio dare questa indicazione piuttosto che lasciarla all’immaginazione di chi compra. Ma se Cheese_20130920-100338-XLl’obiettivo è di avere etichette più trasparenti, e che diano informazioni puntuali ai consumatori, non ci si può accontentare. Volendo restare sulla questione dell’origine, dovrebbe essere lasciata la possibilità di indicare il luogo esatto, il Comune o il comprensorio di produzione o di provenienza delle materie prime principali. Solo in questo modo si riuscirebbe a caratterizzare le produzioni con un’identità definita e chi fa la spesa potrebbe farsi un’idea sulle caratteristiche peculiari di un prodotto che dipendono dalla provenienza territoriale. Oggi questo può essere in conflitto con una normativa che, pur con il lodevole intento di proteggere i prodotti a denominazione d’origine, non consente l’indicazione della zona di produzione per alcuni prodotti che non possono fregiarsi di marchi di tutela ufficiali. E se vogliamo rafforzare il legame fra chi produce e chi fa la spesa, non ci si può accontentare dell’indicazione del luogo.

Bisogna trovare il modo di indicare, con un linguaggio comprensibile anche ai non addetti ai lavori, tutte le informazioni che riguardano il processo produttivo e che il produttore è in grado di dimostrare. Con questo spirito è nata l’etichetta narrante che accompagna alcuni prodotti dei Presìdi Slow Food, in cui si raccontano origine, metodo di produzione e qualità organolettiche: un modo pratico per indurre il consumatore a porsi più domande e diventare più consapevole al momento della scelta del cibo.

Gaetano Pascale
g.pascale@slowfood.it

La Stampa del 28 giugno 2015

  • Hai imparato qualcosa di nuovo da questa pagina?
  • Si   No
SlowFood, Prendici Gusto, diventa socio
comments powered by Disqus