Pensavo fosse miele… e invece era sciroppo

Il miele non si raccoglie più, si fabbrica. Per lo meno in Cina. Basta sciroppo a base di riso, un po’ di polline e l’aroma giusto per la varietà richiesta. A informarci è Diego Pagani, presidente di Conapi. Il fatto è che «Nel 2016 è crollata la produzione a causa dei cambiamenti climatici e dell’uso dei pesticidi e l’annata si preannuncia la peggiore da 35 anni a questa parte. Di conseguenza i prezzi aumenteranno e con loro anche il rischio delle frodi».

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Prima di parlarvi delle adulterazioni facciamo un passo indietro e spieghiamo perché non c’è più miele. Anzi del perché non ci sono più api. Ne abbiamo parlato più di una volta, ma ricordarlo male non fa. Le api muoiono, a causa di inquinamento, pesticidi e deforestazione. In Cina sono spariti il 95% degli alveari: questo non significa soltanto che c’è meno miele (poco male se viene sostituito con un buonissimo lo sciroppo di riso condito di aromi), ma che milioni di contadini sono costretti a impollinare a mano per sostituire gli insetti. Perché se non ci sono le api che impollinano i fiori, i frutti non nascono. Credo che abbiate tutti presente la logica. (Qui avete più info su tema Non ci sarà più da mangiare).

Le ricerche si moltiplicano e tutte confermano quanto noto da anni: i pesticidi non fanno bene alle api. La pubblicazione dell’ultima risale allo scorso agosto, si tratta di uno dei primi studi ad analizzare gli impatti a lungo termine dei neonicotinoidi (in un lasso di tempo che va dal 1994 al 2012). Ha analizzato 62 specie di api selvatiche e i cambiamenti rispetto ai modelli di coltivazione di colza, una delle principali fonti di polline per questi insetti, ben irrorata di neonicotinoidi. Ebbene, stando ai risultati della ricerca, questi ultimi sono i responsabili della diminuzione del 7% della distribuzione delle api, circa la metà della diminuzione totale. Una percentuale che sale al 10% nel caso delle api che vivono sulle coltivazioni di colza.

Torniamo in Italia e all’annus horibilis del miele. «La situazione è molto grave, con una produzione completamente azzerata per il miele d’acacia in Piemonte e nel Triveneto e per quello di agrumi in Sicilia. Le conseguenze? Il miele italiano scomparirà dai supermercati e quel poco che ci sarà avrà prezzi rincarati in media del 20%» informa Conapi.

E qui si inserisce la frode, come ci spiega Pagani: «La contraffazione a base di sciroppo di riso è difficile da scoprire perché gli zuccheri contenuti sono talmente simili a quelli naturali del miele che anche con le analisi isotopiche – le più specifiche previste, ndr – è complicato smascherarla». Se ciò non bastasse Pagani aggiunge che «mentre i sistemi usati per adulterare il miele cambiano in continuazione quelli analitici sono sempre un passo indietro». Te pareva.

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Lo spazio Let it Bee a Terra Madre 2016

Ma anche gli amici bulgari si danno da fare per rimediare a questa carenza: «Capita che il miele in Bulgaria venga tagliato con sciroppo di zucchero. L’adulterazione avviene in due modi: o viene miscelato al prodotto finale oppure viene usato per alimentare le api durante il raccolto. Per fortuna oggi è praticamente routine fare questa verifica ed è più semplice verificare se al miele sia stato aggiunto zucchero».

Ma come entra questo falso miele in Italia, anzi in Europa? Operatori compiacenti e maglie troppo larghe di alcune frontiere: «La triangolazione – aggiunge il presidente Conapi – è la classica operazione attraverso la quale un miele extracomunitario entra illegalmente in un paese membro e diventa comunitario. Purtroppo per quello cinese la Spagna resta una porta troppo aperta ma anche Belgio e Inghilterra dovrebbero avere controlli più stretti».

Che fare? Ovviamente «Rafforzare i controlli sarebbe già una bella mossa» conclude Pagani. E noi, come scegliamo? Semplice, occhio alla provenienza, e meglio ancora se conosciamo l’apicultore di persona. Credetemi ce ne sono molti di più di quanto voi possiate immaginare e sono sicura che troverete chi fa il miele che vi garba di più. Ora che l’inverno è alle porte, un bel gioco potrebbe essere sbizzarrirvi in degustazioni a fine pasto con gli amici.

A cura di Michela Marchi
m.marchi@slowfood.it

Fonti:
Cucina.correre.it
testmagazine.it
i nostri articoli su api e miele

Qui trovi tutti i presìdi Slow Food del miele 

 

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