Olio, Puglia da record: cresce il bio e la qualità

La campagna olivicolo/olearia 2017/2018, da poco conclusa, si è rilevata molto particolare per la regione Puglia. Le produzioni sono di qualità, con alte rese e superiori addirittura del 30% rispetto a quelle della campagna precedente. Le condizioni climatiche sono state ideali: una primavera asciutta che ha favorito l’allegagione, alte temperature estive accompagnate da una prolungata siccità, hanno bloccato lo sviluppo della temibile mosca olearia.

Pietra Santa Alto Salento

Il prodotto dunque è di buona qualità in tutte le province, con punte di vera eccellenza laddove è stato possibile utilizzare l’acqua per irrigare nei momenti di bisogno. Un dato che vogliamo sottolineare: quasi il 30% degli oli pugliesi da noi selezionati sono biologici, indice di un trend positivo che oltre a dare garanzia di genuinità al consumatore riporta l’agricoltura alla sua funzione primaria di salvaguardia della biodiversità.

A tale scopo, il progetto del Presidio dell’olio nazionale sta dando un grande contributo. In provincia di Foggia, in particolare sul Gargano, si sono avute ottime rese, grazie alle piogge che durante la stagione estiva hanno gratificato quel territorio a differenza di quanto avvenuto sul resto della regione. Le cultivar a maturazione medio-tardiva come l’Ogliarola, la Coratina, la Peranzana, la Cassanese e l’Olivastra hanno conservato meglio le caratteristiche organolettiche negli oli. Infine, nel Salento l’annata, partita sotto una persistente aridità, ha avuto uno sviluppo più che ottimale dal punto di vista della quantità e della qualità con una buona resa. Sarà un’annata da ricordare.

Marcello Longo

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